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domenica 12 gennaio 2025

Indice ragionato degli articoli presenti sul blog

Sulla falsariga del precedente post, ho deciso di compilare un indice analitico degli articoli e delle ricerche pubblicati sul blog negli ultimi anni, suddiviso questa volta per oggetto preso in esame, in modo da avere una sorta di guida di lettura cronologica in base all'argomento interessato.




CICCIO



CUORDIPIETRA FAMEDORO








PAPERINO



martedì 27 settembre 2022

"Fantomius court-il toujours ?" (su Picsou-Soir, n. 11)

È uscito l'undicesimo numero della fanzine Picsou-Soir (di cui ho già parlato qui e qui) e contiene una versione francese di questo mio post, re-intitolato per l'occasione "Fantomius court-il toujours ?".

L'impaginazione del mio contributo

L'intero numero, che sfoggia una bellissima copertina ispirata al mio testo, disegnata dall'artista finlandese Ville Tanttu (@theultimateduckfan su Instagram), è leggibile gratuitamente a questo link.
 
La bellissima copertina ispirata al mio articolo

© Disney per le immagini pubblicate.

martedì 19 aprile 2022

Ancora sul Fantomius di Lucio Leoni

A integrazione dello scorso post, nel quale ho riportato alcuni estratti della chiacchierata tra lo youtuber Fisbio e l'autore Lucio Leoni riguardanti quella che avrebbe potuto a tutti gli effetti essere la prima storia a fumetti contenente il personaggio di Fantomius, vorrei oggi pubblicare per intero un messaggio dello stesso Leoni (che ringrazio ancora), ricevuto in seguito alla mia richiesta di maggiori informazioni a proposito, in modo da dedicare all'argomento lo spazio necessario.

La "storia mai narrata" a cui facevo riferimento si dipanava in dodici episodi poiché avrebbe dovuto coprire un anno editoriale della testata Paperinik, nei lontani anni '90. Gli autori vennero invitati ad offrire il proprio contributo e io proposi una storia sui viaggi nel tempo che si presentava come seguito di una mia precedente sceneggiatura, Paperinik e l'Inganno Silenzioso, in cui avevo introdotto il personaggio del Professor Brain. In questa nuova avventura, Brain avrebbe rubato ad Archimede un progetto per una macchina del tempo con cui avrebbe cambiato il corso della storia, creando una realtà in cui lui sarebbe stato al vertice del potere mondiale. Avrebbe perso però il controllo della macchina causando un vortice temporale in grado di distruggere il tessuto dello spazio tempo, ma Paperinik – grazie all'aiuto di Archimede sarebbe riuscito a bloccare il macchinario, finendo però perso nel tempo e nello spazio come i personaggi del vecchio telefilm Kronos. Il diabolico vendicatore avrebbe così viaggiato in varie epoche e nazioni, incontrando personaggi più o meno noti dell'universo Disney, come Cornelius Coot, il Pirata Paperone e... Fantomius!
 
Tuttavia, si trattava di una mia versione del ladro gentiluomo, in quanto la serie di Gervasio non aveva ancora visto i natali. In quell'episodio, si sarebbero narrate le origini di Fantomius, papero nobiluomo del XIX secolo e uomo di scienza. Purtroppo, in questa veste, il nostro eroe riscontrava poco successo, in quanto le sue invenzioni non erano mai adatte a sfruttamenti di tipo commerciale e gli valevano solo la derisione dei suoi pari. La sua nemesi in particolare era un grosso affarista socio del suo club, noto per i suoi affari poco puliti, che non perdeva occasione per fargli notare quanto egli fosse privo di senso pratico. È a quel punto che lui decide di vendicarsi dei torti subiti e, sfruttando le proprie invenzioni, crea un costume e delle armi ispirandosi a un fatto di cronaca di quei giorni, cioè l'avvistamento notturno di un misterioso individuo vestito di nero con un lungo mantello che si aggira per i tetti di Paperopoli compiendo balzi prodigiosi. Così, celando la propria identità dietro la maschera e il nome Fantomius, riesce ad avere giustizia dei paperopolesi ricchi e disonesti, derubandoli dei loro averi. Inutile sottolineare che il misterioso individuo a cui egli si era ispirato altri non fosse che il nostro Paperinik, rimasto intrappolato per alcuni giorni nel 1800, chiudendo così un cerchio temporale in cui in sostanza le origini di entrambi risultavano indissolubilmente legate tra loro.

martedì 12 aprile 2022

Fantomius è ancora vivo?

Chi non ha mai sentito parlare di Fantomius, il ladro gentiluomo menzionato in Paperinik il diabolico vendicatore (Martina/Carpi, 1969) e recentemente portato in vita da Marco Gervasio in una serie di storie a lui stesso dedicate? Questa mia riflessione nasce dalla recente rilettura della serie e dall'annuncio dello stesso Gervasio dell'imminente ritorno del personaggio sulle pagine di Topolino. L'identità fornitagli dall'autore romano è quella del "nobilpapero inetto e pasticcione" Lord John Quackett, precedente proprietario di Villa Rosa (luogo in cui Paperino ritrova il costume e il diario di Fantomius), e le sue avventure si dipanano in uno spazio di tempo che copre i primi tre decenni del ventesimo secolo. In questo modo, le imprese di Fantomius/Quackett sono debitamente tenute distaccate dalla Paperopoli contemporanea, tranne che in alcune avventure in cui si ritrova spedito nel presente, mantenendo perciò la sua usuale età anagrafica.

Il Fantomius di Marco Gervasio

Domanda 1: Il fatto che le avventure di Fantomius raccontate da Gervasio sono ambientate circa un secolo prima rispetto alle storie situate nel "presente", e che Quackett interagisce con personaggi come il bisnonno di Archimede, è da considerarsi come una prova sufficiente della sua dipartita?

Risposta 1: No. Nelle storie di Gervasio, Fantomius opera certamente in un tempo piuttosto lontano, ma lo stesso fanno Paperone e Cuordipietra, entrambi rivali di Fantomius negli anni '20 e già più anziani di lui. Inoltre, il fratello maggiore di Lord Quackett è probabilmente ancora in vita ai giorni nostri, come suggerito in Notre Duck (Gervasio, 2017). Infine, in Dolly Paprika (Gervasio, 2017), un titolo del Duckburg Times datato 1920 recita: "Ortensia de' Paperoni annuncia la nascita di due gemelli"; trattandosi chiaramente di Della e Paperino, è difficile conciliare questa informazione all'interno di una continuity che vede Paperino (non certo centenario) vivere nel 2018, come esplicitato in I due vendicatori (Gervasio, 2018). Appare quindi ovvia l'impossibilità di definire l'essere in vita o meno di Fantomius sulla base delle date fornite da Gervasio che, da una parte cerca di allontanarlo dal presente ma dall'altra tenta di non tradire quelle proposte da Don Rosa, andando inevitabilmente a generare delle impossibili distorsioni temporali.

L'improbabile titolo di giornale datato 1920

Cosa ci dicono invece le storie di Guido Martina su Fantomius? Non molto, in realtà. In Paperinik il diabolico vendicatore, apprendiamo da uno dei nipoti che "Fantomius era un ladro-gentiluomo che rubava ai ricchi..." ed è chiaro che egli utilizzasse Villa Rosa come suo covo; infatti, Fantomius stesso confessa nel suo diario di essere riuscito a condurre una doppia vita proprio grazie ai segreti della villa. Inoltre, nella stessa storia, apprendiamo che il vecchio proprietario di Villa Rosa "è morto senza eredi" e che, "trascorsi cent'anni dalla sua morte, la villa è stata incamerata dal demanio, che ne ha fatto dono al municipio" e "il municipio l'ha messa in palio come primo premio della lotteria".

Quello che ci dice Martina su Fantomius

Domanda 2: Fantomius era il proprietario di Villa Rosa?

Risposta 2: Non necessariamente. Gervasio ha evidentemente dato per scontato questo collegamento, dal momento che la villa era il nascondiglio del ladro, ma Martina non è esplicito a riguardo. Se Fantomius lo fosse stato, come potrebbero indicare le parole di Gastone (travestito da Fantomius) in Paperinik alla riscossa (Martina/Scarpa, 1970), allora sarebbe inequivocabilmente morto, o almeno scomparso, da cento anni. Ma ciò posizionerebbe la sua dipartita molto indietro nel tempo: negli anni '60 dell'Ottocento se consideriamo come data quella della pubblicazione della storia di Martina, negli anni '10 (circa) del Novecento tenendo invece conto di quelle proposte da Gervasio; in entrambi i casi, avrebbe comunque operato prima di queste date (a meno che non sia morto giovane) e ciò renderebbe la questione ancora più intricata. La mia idea è che Fantomius (chiunque egli fosse) abbia semplicemente occupato Villa Rosa dopo la morte del suo legittimo proprietario, dal momento che nessun indizio schiacciante rivela che si tratti della stessa persona.

Fantomius/Gastone sembrerebbe essere il proprietario di Villa Rosa

Gastone non avrebbe motivo di sapere che Villa Rosa apparteneva a Fantomius, a meno che questa non sia diventata un'informazione di dominio pubblico dopo la morte del ladro. In tal caso, però, potenzialmente chiunque ne potrebbe essere a conoscenza (soprattutto Qui, Quo e Qua, dal momento che in uno dei loro manuali è contenuta tutta la storia di Fantomius) e qualcun altro avrebbe perciò potuto trovare il suo diario prima di Paperino. Nell'edizione americana della storia, questa incongruenza è stata corretta e Fantomius/Gastone non pronuncia più le parole "i ruderi della mia villa", bensì "these forsaken ruins", mostrando che il fortunato cugino non ne conosce le reali qualità, considerandole rovine qualsiasi. Inoltre, a fugare il dubbio sull'eventuale dominio pubblico dell'informazione, è interessante notare che, nel libro Paperinik il diabolico vendicatore, scritto da Guido Martina e pubblicato da Mondadori nel 1970, alla domanda di Paperino: "Che c'entra Villa Rosa con Fantomius?", Quo risponde: "Non c'entra per niente" (p. 33).

Paperino si riferisce a Fantomius/Quackett?

Forse no!

Gervasio non è stato in realtà il primo autore a portare in vita Fantomius. In Danimarca, una storia con il personaggio è stata scritta nel 2003, precedendo così di quattro anni la pubblicazione della prima storia italiana in cui appare fisicamente, si tratta di Paperinik e l'eredità (Pihl/Smet, 2005). In questa storia, che ripercorre la prima avventura di Paperinik, Fantomius è ancora vivo e decide di tornare a Villa Rosa dopo aver appreso che qualcuno ha preso il suo posto; si tratta di un anziano papero che si era ritirato tra le montagne, lontano dalla vita mondana. Cercando negli archivi del municipio, Fantomius scopre che la villa è stata vinta da Gastone come premio della lotteria, lo raggiunge e, accortosi di quanto sia pigro e sfaccendato, decide di addestrarlo per fargli seguire le sue gesta in modo decoroso, mentre questi continua imperterrito e inutilmente a cercare di negare il suo essere Paperinik. Questa interpretazione di Fantomius (che graficamente richiama Uno e caratterialmente Everett Ducklair, con il quale condivide il percorso di eremitaggio, della saga di PK) non contraddice direttamente le storie di Martina, sebbene l'autore si prenda qualche libertà: Fantomius conferma che la casa fosse sua (il che potrebbe avvicinarlo a Lord Quackett, nonostante l'aspetto) e aggiunge che è stata messa in palio dopo la sua partenza (non la sua morte), certamente non dopo cento anni da questa. Curiosamente, nell'edizione italiana, il personaggio anziano non è presentato come Fantomius, ma semplicemente come un suo "esecutore testamentario".

Paperinik a tu per tu con Fantomius

Questo Fantomius redivivo viene ricordato da Paperino in Paperinik e il grande pulitore (Pihl/Smet, 2006), sempre scritta nel 2003, Paperinik e lo scambio di identità (Shaw, Shaw/Andersen, 2006) e Paperinik contro il rumorista (Erickson/Smet, 2006), da Gastone in Paperinik e il raggio sfortunatore (Erickson/Freccero, 2018), ed è raffigurato in un quadro all'interno di Villa Rosa in Paperinik e l'ignobile Dottor Katastrof (Hansegård/Ferraris, 2012).

Paperino teme che Fantomius decida di affidare il suo ruolo...

... al legittimo erede della sua villa

E, a quanto pare, si tratta di un timore ricorrente

Domanda 3: Questa versione di Fantomius è da considerarsi un anziano John Quackett?

Risposta 3: Dipende. Il differente aspetto e la traduzione italiana delle storie di produzione danese lo escluderebbero, così come il fatto che questo Fantomius non conosce la vera identità di Paperinik mentre Quackett sì, si vedano Paperinik, tutto cominciò così (Gervasio, 2019) e L'inizio e la fine (Gervasio, 2021). Però, all'interno della continuity danese, questa versione di Fantomius è a tutti gli effetti Lord Quackett e ciò è confermato da Donald's Surprise (Pihl/Andersen, 2014), tavole di raccordo realizzate per un albo in occasione degli ottant'anni del personaggio di Paperino (alla maniera de I Classici di Walt Disney di una volta), nelle quali l'anziano Fantomius ricorda la propria gioventù, introducendo ai lettori Fantomius a bordo (Gervasio, 2012).

L'anziano Fantomius introduce ricordi di gioventù

Quindi, per rispondere alla domanda proposta dal titolo di questo articolo, Fantomius potrebbe essere ancora vivo. Lo è esplicitamente nelle storie danesi (anche se non vi appare da qualche anno) e lo potrebbe essere anche in quelle italiane, dal momento che la linea temporale è piuttosto instabile e poco affidabile. Per quanto riguarda la sua vera identità, pur apprezzando e rispettando il grande lavoro di Gervasio (che è piuttosto ricco e, per quanto possibile, coerente), preferisco non crederlo un nobile e non lo considero nemmeno il precedente proprietario di Villa Rosa, luogo di cui sicuramente si è appropriato per nascondersi e compiere le proprie scorribande; ma questa è solamente una mia personale interpretazione (tradita anche dalle storie di produzione danese), basata sulle zone d'ombra dell'introduzione martiniana del personaggio, e non ha riscontro in nessun'altra storia a fumetti.

Un'ultima curiosità, che mi sembra doveroso riportare, riguarda il personaggio di Copernico Pitagorico, bisnonno di Archimede introdotto da Gervasio e inventore dei gadget di Fantomius. Nel già citato libro di Martina edito da Mondadori, i gadget utilizzati da Paperinik (che Archimede ricostruisce grazie agli appunti presenti nel diario del ladro gentiluomo) sono tutti brevettati a nome Fantomius, quasi a indicare che egli avesse una mente geniale e creativa, escludendo quindi il potenziale coinvolgimento di altri collaboratori. Questo lato della personalità di Fantomius pare essere condiviso anche dall'autore Lucio Leoni, il quale, durante una recente live sul canale YouTube The Fisbio Show, parla di una vecchia storia mai realizzata in cui Paperinik sarebbe dovuto andare "avanti e indietro nel tempo e anche in dimensioni parallele" e  avrebbe dovuto contribuire "alla creazione di Fantomius, comparendo di fronte al personaggio che sarebbe diventato Fantomius" (dal minuto 39:18). L'autore dichiara infatti che questo personaggio avrebbe dovuto essere "un inventore [...] nella Paperopoli di fine Ottocento che inventava cose che però non avevano mai un'applicazione [...] vantaggiosa dal punto di vista economico" (dal minuto 1:21:58), ricevendo così lo scherno della comunità scientifica;

a un certo punto, decide [...] di usare [...] queste invenzioni per vendicarsi di un paio di personaggi in particolare che lo deridevano continuamente e, nel far questo, scopre che questi personaggi però sono anche disonesti [...] e quindi approfitta di questa sua vendetta personale per fare anche un atto [...] di "giustizia sociale". [...] Per cui, l'inventore dei suoi marchingegni era lui, non un'altra persona (dal minuto 1:22:51).

L'idea scartata di Leoni, risalente agli anni Novanta, sembrerebbe quindi recuperare più fedelmente il Fantomius martiniano, geniale creatore dei propri gadget, introducendo anche come personaggio la nonna di Brigitta, che avrebbe dovuto essere la sua cameriera, "l'unica a sapere che lui avesse un'identità segreta" (dal minuto 1:23:43).

© Disney per le immagini pubblicate.

domenica 28 febbraio 2021

Un Paperinik edulcorato

Tornare a pubblicare su un blog, nel 2021, mi fa un effetto strano. Negli ultimi anni la comunicazione si è rarefatta, asciugata: si leggono di sfuggita i titoli degli articoli su Facebook, tweet concisi e minimali, o addirittura si comunica per immagini (Instagram) o video (YouTube). Forse si ha minor tempo a disposizione o forse semplicemente minore attenzione da prestare, essendo quotidianamente bombardati da una miriade di informazioni spesso inutili.

Nel riprendere le redini dell'Eco del Mondo, oggi vorrei parlarvi di una particolarità che ha catturato la mia attenzione e mi ha lasciato sorpreso, soprattutto perché mai prima di ora ne avevo letto da qualche parte. Non è mia intenzione qui raccontare la fortunata vicenda editoriale di Paperinik, la sua nascita o l'evoluzione del suo carattere nel corso degli anni attraverso i diversi autori che ne hanno scritte le gesta; nonostante mi paiano tutti argomenti interessanti, sono stati trattati molte volte in passato e potete per esempio leggerne in maniera esaustiva qui o qui.

Ciò che invece è (almeno per me) del tutto inedito e curioso riguarda lo speciale trattamento che è stato riservato al diabolico vendicatore in Brasile, al momento delle prime pubblicazioni delle storie martiniane nel paese sudamericano. Vorrei quindi concentrarmi sulle prime due avventure, Paperinik il diabolico vendicatore (Martina/Carpi, 1969) e Paperinik alla riscossa (Martina/Scarpa, 1970), entrambe stampate in Brasile nel 1973, rispettivamente sul numero 27 e 28 dell'Almanaque Disney.

La trama delle due storie rimane pressoché identica nella pubblicazione oltreoceano, se eccettuiamo alcune censure come la birra della versione originale trasformata in una bevanda analcolica (con tanto di boccale ridisegnato), ma ciò che salta subito all'occhio del lettore più accorto sono le tavole finali dei due episodi, in entrambi i casi ridisegnate e fortemente modificate nei dialoghi.

Prendiamo ad esempio il diabolico vendicatore: nel finale come noi tutti lo conosciamo, Gastone viene ritenuto colpevole del furto ai danni di zio Paperone e Paperino sogghigna gettando le basi per la sua vendetta personale; nella versione brasiliana invece, Gastone viene scagionato e Paperino, pur facendola franca, non progetta piani malefici, ma anzi sembra pentirsi delle proprie azioni.



E, se questo vi sembra strano, vi consiglio di allacciare le cinture, perché le modifiche in Paperinik alla riscossa sono ancora più eclatanti e cambiano completamente il significato al racconto. Nella versione italiana, infatti, una volta accorso a Villa Rosa dopo avere umiliato Gastone, Paperino finge di parlare con il fantasma di Fantomius per restituire poi a zio Paperone gli incassi della serata, diventando così beniamino della famiglia.


Nella versione brasiliana, le cose vanno un po' diversamente: Paperino giunge sì a Villa Rosa e inizia a parlare con Fantomius, ma viene interrotto da Gastone. Il papero fortunato sostiene infatti di aver trovato il nascondiglio di Paperinik e il diario segreto di Fantomius, smaschera il cugino e lo costringe a confessare tutto (dall'errore nella consegna della vincita della lotteria alla complicità di Archimede Pitagorico). Paperino ormai all'angolo confessa anche di avere usato le car-can contro Gastone per poterlo impersonare al ballo e promette infine di non vestire mai più i panni del diabolico vendicatore.


Impressionante, vero? Il Paperino che vediamo in queste traduzioni è goffo, pentito, ben lungi dalla sua versione martiniana; mentre la fortuna non abbandona Gastone e lo fa trionfare, riportando la situazione alla normalità. Incuriosito da queste modifiche, mi sono messo in contatto con Primaggio Mantovi, all'epoca coordinatore del reparto creativo della Abril, la casa editrice che pubblicava i fumetti Disney in Brasile. Ciò che è emerso è che gli ordini delle modifiche da apportare provenivano dalla direzione della Abril, in quanto il comportamento di Paperinik trasgrediva le norme accettabili della casa editrice. Da qui l'edulcorato nel titolo di questo post.

Come dicevo in apertura, entrambe le storie sono state stampate in Brasile nel 1973, ma, al momento della loro pubblicazione nel paese sudamericano, Paperinik era già apparso in ben altre otto avventure in Italia. Vi starete chiedendo: sono mai state pubblicate in Brasile? Paperino ha quindi infranto la propria promessa ai parenti?

La risposta a entrambe le domande è sì, ma bisognerà aspettare qualche anno. Paperinik e la giustizia ultrasonica (Martina/De Vita, 1971) vede infatti la luce in Brasile sul numero 155 della testata Tio Patinhas, solo nel 1978.

Per l'occasione, vengono aggiunte due tavole riassuntive che riecheggiano quanto successo nelle prime due storie, ma la vera chicca (fondamentale a livello di continuity interna) è la seguente tavola:


Paperino organizza infatti un rinfresco a base di bibite corrette con car-can per far dimenticare ai parenti la sua doppia identità. Geniale!

Le successive pubblicazioni saranno più o meno fedeli ai testi di Martina anche se le trame verranno lievemente addolcite e verranno rimossi contenuti violenti (Paperino che rincorre i nipoti con il battipanni, Gastone che viene investito da un'ambulanza, ecc...)

Questo è quanto, ho deciso di scrivere il post perché appunto è stata una curiosità che mi ha lasciato stupito e affascinato e volevo rendere le stesse reazioni a qualche altro appassionato. Credo che sia un buon contributo per ricominciare a gestire il blog e farlo in maniera un pochino più professionale e approfondita rispetto al passato.

© Disney per le immagini pubblicate.