venerdì 11 febbraio 2022

L'albero genealogico dei paperi secondo MAROVELLI, PAOLINI E SACCOMANO (1974)

Sono finalmente riuscito a leggere una copia del saggio di Marovelli, Paolini e Saccomano intitolato Introduzione a Paperino (1974), una delle prime analisi approfondite dell'opera di Carl Barks. Ovviamente, contiene alcuni errori giustificati dal loro essere pionieri e dalla possibile difficoltà di recuperare informazioni accurate (ad esempio, considerano Cuordipietra e Rockerduck come un unico personaggio), ma allo stesso tempo fanno un ottimo lavoro, prendendo in considerazione quasi tutte le storie e i personaggi (anche minori) di Barks in profondità e da un punto di vista psicologico e sociologico. Si potrebbe sostenere che essi di fatto leggano un po' troppo tra le righe (e potrebbe essere vero perché probabilmente Barks non considerava tutte le questioni analizzate mentre scriveva le storie) e gli autori sono di ciò consapevoli (“le storie possono essere state da noi intese al di là della coscienza che Barks ne aveva realizzandole”; p. 184), ma essi riconoscono precedenti ricerche come Die Ducks (1970) di Grobian Gans o Para leer al Pato Donald (1971) di Dorfman e Mattelart, mostrando le criticità di questi testi e gli errori dovuti alle loro visioni soggettive. Per queste ragioni, trovo che gli autori italiani abbiano davvero avuto un approccio interessante e completo (ad esempio, credo si tratti dell'unica occasione in cui ho letto che il villaggio di Amelia si chiama Sulfuria, oltre che nella storia d'esordio della fattucchiera). Inoltre, hanno realizzato una mappa dettagliata di Paperopoli basandosi sui luoghi presenti nelle storie dell'autore dell'Oregon e persino un albero genealogico della famiglia dei paperi, che non ho mai visto prima d'ora online ed è la ragione per cui sto scrivendo questo post.


Come è possibile vedere, gli autori teorizzano un'origine comune, che suggerisco debba trattarsi del McTavish Duck menzionato in Paperino e il castello stregato (Lockman/DeLara, 1955), appunto antenato sia di Paperino sia di Paperone sia di Gastone; le sorelle di Paperone sono pari al primo albero di Barks (non sono sicuro che ne fossero a conoscenza, ma la connessione Matilda-Goosetave è identicamente riportata); Qui Quo e Qua vengono considerati figli di un fratello di Paperino e della cugina Anitra (primo nome italiano di Della), mantenendo quindi la parentela proposta nelle tavole domenicali e supponendo inoltre il padre dei paperini morto in ospedale in seguito all'esplosione (p. 228); non capisco bene il motivo per cui Nonna Papera sia vista dagli autori come una donna nubile e senza figli (in questo modo, viene a mancare il significato del suo nome), mostrandola invece come la sorella dei nonni di Paperino e Paperina, suggerendo così una parentela tra i due. Oltre a queste considerazioni, l'albero non è poi tanto dissimile da quello di Rosa: Clairwater (sic!) è nipote del padre di Paperino e così pure Ciccio (come nelle intenzioni originali di Barks e Rosa); gli autori prendono anche in considerazione le zie di Paperina e gli zii di Paperone (purtroppo il cugino Pistacchio si perde nel processo) e trovo questo progetto piuttosto piacevole e ragionato (lodevole il fatto che, diversamente dalla precedente interpretazione proposta da Gans, gli autori non tentino di incastrarci Cornelius Coot, il fondatore della città, del quale comunque trattano). Inoltre, suggeriscono una possibile parentela tra Paperone e Archimede: "Probabilmente egli [Archimede] è il frutto di una qualche relazione illecita di una delle sorelle o cugine di zio Paperone, dal quale di tanto in tanto è foraggiato con il pretesto di acquistare le sue invenzioni" (p. 16).

Non so se il libro sia mai stato ristampato fuori dall'Italia. Comunque, viene menzionato sulle pagine della fanzine americana The Barks Collector e, nel 2003, Donald Ault ha riferito che il dottor John Van Hook dell'Università della Florida lo stava traducendo in inglese, con il titolo provvisorio Social Phenomenology in the Comics of Carl Barks, ma nessuna ulteriore informazione è riscontrabile in rete. A ogni modo, merita sicuramente (almeno) una lettura.

© Sansoni per l’immagine pubblicata.

Nessun commento:

Posta un commento