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lunedì 19 aprile 2021

Altri rimaneggiamenti brasiliani

Qualche mese fa, mentre mi trovavo a fare ricerche per un prossimo saggio riguardante i parenti in comune tra Paperon de' Paperoni e il suo acerrimo rivale John D. Rockerduck, sono venuto a conoscenza di una curiosità -ancora una volta- tutta sudamericana. Vi ho infatti già parlato dei rimaneggiamenti e delle censure di vario tipo attuate nei confronti delle prime avventure di Paperinik alla loro pubblicazione in Brasile in questo articolo; oggi invece vorrei prendere in esame una storia sempre italiana, sempre martiniana, ma che non vede come protagonista il diabolico vendicatore. 

Il racconto a cui sto facendo riferimento è Zio Paperone e un tesoro chiamato Penny (Martina/Del Conte, 1978), pubblicato in Italia sul numero 259 dell'Almanacco Topolino e ristampato due anni dopo sul numero 184 della testata Tio Patinhas, edita da Abril. L'intreccio è molto semplice: Paperone e Rockerduck si contendono l'eredità di una vecchia zia scozzese. La particolarità di questa storia è che la defunta zia, Pulcheria McPaper-McDuck (questo il suo nome), e sua sorella gemella, Gawdensia, non sono delle papere. 

Pulcheria McPaper-McDuck

Gawdensia McPaper-McDuck

Nonostante questa apparente incongruenza non sia spiegata, la mia ipotesi (per quanto forse azzardata) è che il disegnatore volesse omaggiare anche graficamente Gaudenzio Capelli (da cui una delle zie prende il nome), che da lì a poco sarebbe diventato direttore di Topolino. E in effetti riesco a vederci una somiglianza!

Gaudenzio Capelli

Ma cosa c'entra il Brasile con questa storia italiana di eredità, così ricca di omaggi alla redazione milanese (il notaio O'Hara abita in "via Elizapenn 1313", riferimento all'allora vicedirettrice del Topo, Elisa Penna)? Beh, come il titolo e la mia introduzione possono fare presagire, nella versione pubblicata in Sudamerica i toni sono stati ridimensionati, con censure riguardanti gli atti violenti: ad esempio, il vignettone finale in cui i nipoti inseguono Paperone armati fino ai denti viene rivisto, spogliando i paperi di tutti gli oggetti contundenti; sempre con riferimento alle linee guida di cui vi parlavo nello scorso articolo.

Ma c'è di più, e da qui nasce il mio interesse e l'idea di scriverci un post a proposito (seppur più breve del solito): le vecchie zie, tradotte coi nomi di Pulquéria e Gaudéncia MacMuquirana, abbandonano l'originale aspetto canino per essere ridisegnate come papere. Probabilmente una decisione più logica e comprensibile sul piano della continuity, ma anche una scelta curiosa e in qualche modo autorevolmente forte.

Pulquéria MacMuquirana

Gaudéncia MacMuquirana

© Disney per le immagini pubblicate.

domenica 28 febbraio 2021

Un Paperinik edulcorato

Tornare a pubblicare su un blog, nel 2021, mi fa un effetto strano. Negli ultimi anni la comunicazione si è rarefatta, asciugata: si leggono di sfuggita i titoli degli articoli su Facebook, tweet concisi e minimali, o addirittura si comunica per immagini (Instagram) o video (YouTube). Forse si ha minor tempo a disposizione o forse semplicemente minore attenzione da prestare, essendo quotidianamente bombardati da una miriade di informazioni spesso inutili.

Nel riprendere le redini dell'Eco del Mondo, oggi vorrei parlarvi di una particolarità che ha catturato la mia attenzione e mi ha lasciato sorpreso, soprattutto perché mai prima di ora ne avevo letto da qualche parte. Non è mia intenzione qui raccontare la fortunata vicenda editoriale di Paperinik, la sua nascita o l'evoluzione del suo carattere nel corso degli anni attraverso i diversi autori che ne hanno scritte le gesta; nonostante mi paiano tutti argomenti interessanti, sono stati trattati molte volte in passato e potete per esempio leggerne in maniera esaustiva qui o qui.

Ciò che invece è (almeno per me) del tutto inedito e curioso riguarda lo speciale trattamento che è stato riservato al diabolico vendicatore in Brasile, al momento delle prime pubblicazioni delle storie martiniane nel paese sudamericano. Vorrei quindi concentrarmi sulle prime due avventure, Paperinik il diabolico vendicatore (Martina/Carpi, 1969) e Paperinik alla riscossa (Martina/Scarpa, 1970), entrambe stampate in Brasile nel 1973, rispettivamente sul numero 27 e 28 dell'Almanaque Disney.

La trama delle due storie rimane pressoché identica nella pubblicazione oltreoceano, se eccettuiamo alcune censure come la birra della versione originale trasformata in una bevanda analcolica (con tanto di boccale ridisegnato), ma ciò che salta subito all'occhio del lettore più accorto sono le tavole finali dei due episodi, in entrambi i casi ridisegnate e fortemente modificate nei dialoghi.

Prendiamo ad esempio il diabolico vendicatore: nel finale come noi tutti lo conosciamo, Gastone viene ritenuto colpevole del furto ai danni di zio Paperone e Paperino sogghigna gettando le basi per la sua vendetta personale; nella versione brasiliana invece, Gastone viene scagionato e Paperino, pur facendola franca, non progetta piani malefici, ma anzi sembra pentirsi delle proprie azioni.



E, se questo vi sembra strano, vi consiglio di allacciare le cinture, perché le modifiche in Paperinik alla riscossa sono ancora più eclatanti e cambiano completamente il significato al racconto. Nella versione italiana, infatti, una volta accorso a Villa Rosa dopo avere umiliato Gastone, Paperino finge di parlare con il fantasma di Fantomius per restituire poi a zio Paperone gli incassi della serata, diventando così beniamino della famiglia.


Nella versione brasiliana, le cose vanno un po' diversamente: Paperino giunge sì a Villa Rosa e inizia a parlare con Fantomius, ma viene interrotto da Gastone. Il papero fortunato sostiene infatti di aver trovato il nascondiglio di Paperinik e il diario segreto di Fantomius, smaschera il cugino e lo costringe a confessare tutto (dall'errore nella consegna della vincita della lotteria alla complicità di Archimede Pitagorico). Paperino ormai all'angolo confessa anche di avere usato le car-can contro Gastone per poterlo impersonare al ballo e promette infine di non vestire mai più i panni del diabolico vendicatore.


Impressionante, vero? Il Paperino che vediamo in queste traduzioni è goffo, pentito, ben lungi dalla sua versione martiniana; mentre la fortuna non abbandona Gastone e lo fa trionfare, riportando la situazione alla normalità. Incuriosito da queste modifiche, mi sono messo in contatto con Primaggio Mantovi, all'epoca coordinatore del reparto creativo della Abril, la casa editrice che pubblicava i fumetti Disney in Brasile. Ciò che è emerso è che gli ordini delle modifiche da apportare provenivano dalla direzione della Abril, in quanto il comportamento di Paperinik trasgrediva le norme accettabili della casa editrice. Da qui l'edulcorato nel titolo di questo post.

Come dicevo in apertura, entrambe le storie sono state stampate in Brasile nel 1973, ma, al momento della loro pubblicazione nel paese sudamericano, Paperinik era già apparso in ben altre otto avventure in Italia. Vi starete chiedendo: sono mai state pubblicate in Brasile? Paperino ha quindi infranto la propria promessa ai parenti?

La risposta a entrambe le domande è sì, ma bisognerà aspettare qualche anno. Paperinik e la giustizia ultrasonica (Martina/De Vita, 1971) vede infatti la luce in Brasile sul numero 155 della testata Tio Patinhas, solo nel 1978.

Per l'occasione, vengono aggiunte due tavole riassuntive che riecheggiano quanto successo nelle prime due storie, ma la vera chicca (fondamentale a livello di continuity interna) è la seguente tavola:


Paperino organizza infatti un rinfresco a base di bibite corrette con car-can per far dimenticare ai parenti la sua doppia identità. Geniale!

Le successive pubblicazioni saranno più o meno fedeli ai testi di Martina anche se le trame verranno lievemente addolcite e verranno rimossi contenuti violenti (Paperino che rincorre i nipoti con il battipanni, Gastone che viene investito da un'ambulanza, ecc...)

Questo è quanto, ho deciso di scrivere il post perché appunto è stata una curiosità che mi ha lasciato stupito e affascinato e volevo rendere le stesse reazioni a qualche altro appassionato. Credo che sia un buon contributo per ricominciare a gestire il blog e farlo in maniera un pochino più professionale e approfondita rispetto al passato.

© Disney per le immagini pubblicate.