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mercoledì 7 settembre 2022

Una chiacchierata con... Fernando Ventura

Classe 1980, Fernando Ventura si occupa a diverso titolo di fumetti Disney per il mercato brasiliano e quello statunitense. Conosciamolo meglio.

SC: Simone Cavazzuti
FV: Fernando Ventura

SC: Nel corso degli anni, ti sono stati riconosciuti crediti come autore, artista, inchiostratore, colorista, traduttore... e sei anche uno dei coordinatori dell'INDUCKS. Come sei finito a realizzare fumetti? È ciò che volevi fare da bambino?

FV: Fin da quando ero bambino, volevo lavorare con i fumetti Disney. Uno dei miei insegnanti di fumetto è stato Waldyr Igayara de Souza, che aveva scritto e disegnato le storie di Joe Carioca negli anni Sessanta e successivamente era stato direttore del gruppo delle riviste per bambini alla Abril. Immaginavo che avrei solo scritto e disegnato, ma la produzione dei fumetti Disney è stata incostante negli ultimi anni, perciò ho provato a specializzarmi anche in altre fasi del lavoro. 

SC: Quale è la parte che preferisci del tuo lavoro?

FV: La parte migliore è vedere finalmente pubblicate le proprie storie in edicola (che è anche il momento in cui sei sicuro che verrai effettivamente pagato per il tuo lavoro).

Prima tavola di O Réptil Devorador (Ventura, 2000), la prima storia Disney di Ventura pubblicata

SC: Da quando hai cominciato a lavorare con i personaggi Disney, quali sono quelli che hai preferito?

FV: All'inizio, oltre a José Carioca, ebbi la possibilità di disegnare anche fumetti di Topolino e Paperino. Mi piace anche lavorare con personaggi più oscuri, come il coccodrillo Vecchio Tom (che alla fine è diventato l'animale domestico di José Carioca) e il merlo indiano Gancio.

SC: Cosa pensi sia cambiato nel corso degli anni?

FV: A proposito delle mie matite, credo che i miei personaggi siano ancora espressivi oggi, ma ho una maggiore padronanza narrativa e di composizione delle storie.

SC: Noto che hai realizzato delle incredibili colorazioni di storie classiche (Gottfredson, Taliaferro, Scarpa, Strobl...) e apprezzo davvero il fatto che abbiano un tocco moderno (con, per esempio, le varie gradazioni di colore e l'utilizzo delle ombre), pur combinandosi perfettamente con l'inchiostrazione originale, rispettando i bellissimi disegni. Come hai trovato questo equilibrio?

FV: Le storie che ho colorato per il mercato estero sono state curate da David Gerstein. In generale, mi piacciono molto i colori originali, perciò siamo giunti a un accordo di utilizzarli come base quando fosse stato possibile, ma anche applicando alcuni tocchi più moderni. Non bisogna lasciarsi ingannare dalla tavolozza di colori apparentemente infinita di Photoshop: è necessario pensare in termini grafici perché non tutti i colori che stanno bene sullo schermo stanno altrettanto bene stampati.

Colori di Ventura per Paperina testimone oculare (Scarpa, 1966) e The Catch (?/Strobl, 1974)

SC: Quali sono gli autori e artisti (sia brasiliani e stranieri) ai quali sei stato più esposto durante la tua crescita? E quali sono quelli che ti hanno segnato maggiormente?

FV: La Abril ha pubblicato fumetti Disney da tutto il mondo in Brasile per quasi 70 anni, perciò ho sempre avuto accesso ai lavori dei più conosciuti autori e artisti Disney. Ad ogni modo, le mie più grandi influenze sembrano provenire dalla scuola brasiliana, specialmente dai disegni di Renato Canini degli anni Settanta e dalle sceneggiature di Arthur Faria Jr. degli anni Ottanta e Novanta. Apprezzo particolarmente anche artisti con tratti "strani", come Jim Fletcher (artista di varie storie con le streghe), Kimura (Paperone) e Frank Grundeen (Pico de Paperis). Oggi, il mio autore/artista preferito è forse il finlandese Kari Korhonen: le sue storie sono sempre le prime che leggo! 

SC: A che punto è la produzione di fumetti Disney in Brasile? Quale ruolo hai al suo interno?
 
FV: La casa editrice Abril ha pubblicato i fumetti Disney in Brasile tra il 1950 e il 2018. Oggi, la licenza è divisa tra Panini (pubblicazioni per collezionisti) e Culturama (pubblicazioni periodiche). Sto traducendo le storie straniere per entrambi gli editori e colorando le nuove storie di José Carioca prodotte da Culturama.

SC: Potresti spendere qualche parola sulla guida che hai realizzato per scrivere storie Disney?

FV: Quel periodo (2012-2016) ha rappresentato un momento unico nel quale l'unica indicazione degli editori era che le storie dovessero essere le più divertenti possibile. La guida serviva come un promemoria per gli autori di lasciare da parte il politicamente corretto e provare a rischiare un po' di più, ma anche di evitare giochi di parole, satira o di datare i fumetti. Un'altra curiosità è che potevamo utilizzare qualsiasi stile di abbigliamento per José Carioca che credessimo adatto per la sceneggiatura. Questo è il motivo per cui, nelle storie di quel periodo, appariva con aspetti differenti.

Intestazione e primo punto della guida scritta da Ventura (2014)

SC: Quale è l'importanza di uno strumento come l'INDUCKS?

FV: Come negli altri paesi, per molti anni, gli autori dei fumetti Disney brasiliani non venivano accreditati. Ho sempre voluto sapere chi ci fosse dietro a tutti quei fumetti che amavo così tanto e probabilmente ho speso più tempo a ricercare chi fossero quelle persone che a creare le mie storie. È stato possibile rendere disponibili queste informazioni grazie ad Arthur Faria Jr., che, oltre a essere egli stesso un eccellente autore, è anche il coordinatore delle pubblicazioni brasiliane all'INDUCKS e ha strutturato tutte queste informazioni all'interno del database. Grazie a questo sforzo, molti autori sono emersi dall'anonimato. Ciò che mi piace di più dell'INDUCKS è che tutte le storie e tutti gli autori hanno la medesima importanza, e non finisco mai di scoprire nuove informazioni!

SC: A cosa stai lavorando al momento?

FV: Ho scritto una serie di articoli sui fumetti Disney brasiliani per una convention accademica annuale (Jornadas Internacionais das Histórias em Quadrinhos) che spero di raccogliere sotto forma di libro in futuro. Oltre al mio lavoro per Panini e Culturama, ho anche riorganizzato il mio portfolio e buttato giù qualche idea per nuove storie che intendo mettere su carta un giorno.

Bellissimo omaggio realizzato da Ventura in occasione della nostra chiacchierata

© Disney per le immagini pubblicate. 

lunedì 19 aprile 2021

Altri rimaneggiamenti brasiliani

Qualche mese fa, mentre mi trovavo a fare ricerche per un prossimo saggio riguardante i parenti in comune tra Paperon de' Paperoni e il suo acerrimo rivale John D. Rockerduck, sono venuto a conoscenza di una curiosità -ancora una volta- tutta sudamericana. Vi ho infatti già parlato dei rimaneggiamenti e delle censure di vario tipo attuate nei confronti delle prime avventure di Paperinik alla loro pubblicazione in Brasile in questo articolo; oggi invece vorrei prendere in esame una storia sempre italiana, sempre martiniana, ma che non vede come protagonista il diabolico vendicatore. 

Il racconto a cui sto facendo riferimento è Zio Paperone e un tesoro chiamato Penny (Martina/Del Conte, 1978), pubblicato in Italia sul numero 259 dell'Almanacco Topolino e ristampato due anni dopo sul numero 184 della testata Tio Patinhas, edita da Abril. L'intreccio è molto semplice: Paperone e Rockerduck si contendono l'eredità di una vecchia zia scozzese. La particolarità di questa storia è che la defunta zia, Pulcheria McPaper-McDuck (questo il suo nome), e sua sorella gemella, Gawdensia, non sono delle papere. 

Pulcheria McPaper-McDuck

Gawdensia McPaper-McDuck

Nonostante questa apparente incongruenza non sia spiegata, la mia ipotesi (per quanto forse azzardata) è che il disegnatore volesse omaggiare anche graficamente Gaudenzio Capelli (da cui una delle zie prende il nome), che da lì a poco sarebbe diventato direttore di Topolino. E in effetti riesco a vederci una somiglianza!

Gaudenzio Capelli

Ma cosa c'entra il Brasile con questa storia italiana di eredità, così ricca di omaggi alla redazione milanese (il notaio O'Hara abita in "via Elizapenn 1313", riferimento all'allora vicedirettrice del Topo, Elisa Penna)? Beh, come il titolo e la mia introduzione possono fare presagire, nella versione pubblicata in Sudamerica i toni sono stati ridimensionati, con censure riguardanti gli atti violenti: ad esempio, il vignettone finale in cui i nipoti inseguono Paperone armati fino ai denti viene rivisto, spogliando i paperi di tutti gli oggetti contundenti; sempre con riferimento alle linee guida di cui vi parlavo nello scorso articolo.

Ma c'è di più, e da qui nasce il mio interesse e l'idea di scriverci un post a proposito (seppur più breve del solito): le vecchie zie, tradotte coi nomi di Pulquéria e Gaudéncia MacMuquirana, abbandonano l'originale aspetto canino per essere ridisegnate come papere. Probabilmente una decisione più logica e comprensibile sul piano della continuity, ma anche una scelta curiosa e in qualche modo autorevolmente forte.

Pulquéria MacMuquirana

Gaudéncia MacMuquirana

© Disney per le immagini pubblicate.