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sabato 21 dicembre 2024

Tirando le somme di questo 2024


Fare un bilancio di un anno in chiusura non è cosa semplice. Per quanto, con il passare delle stagioni, il tempo paia scorrere sempre più velocemente, dodici mesi non sono pochi e racchiudono diversi accadimenti: inizi, fini, evoluzioni, incontri, viaggi, letture più e meno piacevoli... Insomma, il rischio di tralasciare qualcosa è dietro l'angolo! Per quanto riguarda il blog che state leggendo, è stato sicuramente un anno differente dai precedenti: sono diminuite drasticamente le ricerche (soprattutto quelle genealogiche, che hanno costituito un importante tassello dalla riapertura avvenuta nel 2021) e si sono pubblicati post di natura un po' più personale, tra cui resoconti, riflessioni e interviste. Questo è avvenuto principalmente per due ragioni: la prima è che tali ricerche, tanto approfondite quanto dilatate nel tempo, sono bene o male da considerarsi esaurite (salvo preziosi aggiornamenti che, di tanto in tanto, vengono direttamente apportati negli articoli originali) e, pertanto, preferisco rimandare a quanto già scritto piuttosto che ripetermi; la seconda ragione, invece, è di natura prettamente fisiologica e riguarda il tempo a mia disposizione, che devo sapientemente bilanciare tra la gestione del blog e tutto il resto. D'altronde, come sapete, Eco del Mondo è da sempre una realtà curata da una singola persona e, come si può immaginare, le ricerche e gli approfondimenti necessari ad alcuni articoli possono richiedere mesi oppure addirittura anni e, come sopra, preferisco non pubblicare a tutti i costi post che siano inutili, ripetitivi o tirati via.

Il 2024 è stato un anno importante, l'anno in cui Paolino Paperino ha compiuto novant'anni. Un anniversario che non è passato in sordina e che è stato celebrato in ogni paese in cui i fumetti Disney vengono prodotti. Per l'occasione, persino i colleghi francesi del Picsou Magazine hanno realizzato una storia inedita di quattro tavole (disegnata dal buon Emmanuele Baccinelli), un fatto più unico che raro! Inoltre, Kari Korhonen ha svelato importanti retroscena sulla madre di Paperino, Ortensia, nella curiosa Paperino e il ladro di avventure (Korhonen/Gattino, 2024), di cui non posso che auspicare un seguito; mentre in Italia abbiamo potuto leggere storie dal sapore vintage come Paperino e la banda del Lupo (Artibani/Pastrovicchio, 2024) o Paperino e l'ombroso (Nucci/Cavazzano, 2024), nonché la corale That's your life, Donald! (Savini/Mangiatordi, Surroz, Urbano, Ermetti, Ferracina, 2024), pubblicata su cinque numeri consecutivi del mensile Paperino. Ma le celebrazioni del papero con la giubba da marinaio non si sono limitate alla produzione fumettistica: D.I.Y. Duck (dir. Mark Henn, 2024), infatti, risulta essere il primo cortometraggio intitolato a Donald Duck realizzato dopo il 1961, esclusa la parentesi dei Mickey Mouseworks (1999-2001).

D'altronde, chiedendo a un campione di lettori quale sia il cast che si preferisce tra quello di Paperopoli e quello di Topolinia, è molto probabile ricevere maggiormente come risposta la prima opzione e gran parte del merito, ça va sans dire, va ascritta a Carl Barks. I suoi Paperi sono compendi viventi di emozioni, aspirazioni e difetti umani, sono credibili, si comportano come ci comportiamo noi, e ognuno ha il suo ruolo ben preciso all'interno della società e della narrazione. Fortunatamente, la lezione di Barks è stata studiata e recepita da uno stuolo di "eredi" che ne ha proseguito la tradizione, arricchendo sempre più il Cosmo Papero. Topolino, d'altro canto, ha avuto, ad avviso di chi scrive, qualche problema in più su questo versante. Certo, l'opera di Floyd Gottfredson è un capolavoro, è impossibile negarlo, ma il suo testimone è stato raccolto? Limitandoci al contesto del nostro paese, ci sono stati in passato alcuni autori in grado di scrivere ottime storie con protagonista Topolino e i suoi amici e di cogliere le varie sfaccettature di questi character, proponendo avvincenti situazioni. Limitandomi a citare pochi nomi con la speranza di non fare torto ad altri validi sceneggiatori, potrei ricordare in primis Romano Scarpa, ma anche Alessandro Sisti, Giorgio Pezzin, Francesco Artibani e Tito Faraci. In tempi più recenti, invece, è forse Casty l'autore che si è dimostrato più idoneo a portare sulle pagine del settimanale il vero Mickey, e questo lo affermo pur notando la riproposizione di alcuni pattern e tematiche ricorrenti all'interno dei suoi testi. 


Non sorprende che, negli ultimi anni, le storie più rilevanti prodotte in Italia con Topolino siano racconti horror o sovrannaturali (il ciclo del Dottor Piuma, L'ora del terrore di Lord Hatequack, Gli EvaporatiCircus o la recentemente conclusa 500 piedi), storie in compagnia dei Paperi (DucktopiaTopolino e il pianeta ramingo, le tre storie di Marco Gervasio in cui collabora con Paperinik e l'evento natalizio dello scorso anno) oppure strascichi di saghe passate, come i seguiti de La Spada di Ghiaccio firmati da Marco Nucci e Cristian Canfailla. Questi numerosi esempi sembrerebbero quasi dimostrare una difficoltà da parte degli autori a scrivere storie regolari con il cast di Topolinia che non siano take alternativi o grandi imprese in cui accade tutto e il contrario di tutto. Peraltro, mi permetto umilmente di far notare che due delle storie più acclamate del periodo preso in considerazione, Gli Evaporati e 500 piedi, entrambe scritte da Bruno Enna e illustrate dall'abile emulo devitiano Davide Cesarello, risultano in qualche modo "debitrici" di altrettanti spunti provenienti dalla penna del già citato Casty, seppur poi gli sviluppi virino in direzioni altre: Topolino e Pippo Cittadini del nulla (Casty/Gervasio, 2006), in cui tutti gli abitanti di Topolinia eccetto i due protagonisti sembrano essere improvvisamente "svaniti nel nulla" (con tanto di mancanza di elettricità!), e Topolino e l'isola di Quandomai (Casty, 2010), in cui i nostri beniamini si trovano faccia a faccia con dei minacciosi uomini-insetto in grado di mutare forma e sostituirsi alle persone di cui assumono le sembianze... In ogni caso, per sollevare gli autori italiani da qualsiasi responsabilità, mi occorre far notare che non si tratta di una tendenza tutta nostrana. Se, infatti, nel solo 2004, l'editrice Egmont produceva ben 50 avventure intitolate a Mickey Mouse dalla lunghezza di 10 pagine o più, risultano solamente 7 quelle prodotte in totale tra il 2010 e il 2024 (di cui 3 in compagnia di Paperino, Zio Paperone o delle Giovani Marmotte), contro le circa 460 della stessa lunghezza e realizzate nello stesso periodo intitolate a Donald Duck. Dati che sono certo possano generare riflessioni che magari verranno affrontate in altre sedi.

Ma il 2024 è stato un anno importante per i fumetti Disney anche per un'altra ragione: l'inizio dell'inedita collaborazione tra Disney e Marvel. L'unione di questi due colossi del settore rappresenta un interessantissimo punto di svolta, che si è tradotto prima nell'ambiziosa avventura Zio Paperone e il decino dell'infinito (Aaron/Mottura, D'Ippolito, Pastrovicchio, Mangiatordi, Perissinotto, 2024) e poi in una serie di deliziosi What If...? in cui i personaggi di casa Disney vestono i panni dei supereroi Marvel. Si tratta di una inattesa produzione i cui sviluppi ed evoluzioni mi confesso sinceramente curioso di scoprire. Ah, e l'editrice statunitense Dynamite ha iniziato a produrre e pubblicare nuovi fumetti di DuckTales ambientati nella linea temporale della storica serie televisiva del 1987. Che altro dire se non che è stato un anno ricco di piacevoli sorprese!

È difficile prevedere cosa ci riserverà il 2025, un anno che segnerà i novantacinque anni dei fumetti Disney e gli ottantacinque anni di un'altra celebre abitante di Paperopoli, ma sono certo che questi anniversari non passeranno inosservati dai vari editori. Per quanto mi riguarda, sarà possibile leggere alcune mie collaborazioni sui periodici disneyani francesi nel corso dei prossimi mesi e dopo chissà... Di tanto in tanto, probabilmente, mi rivedrete spuntare su questi lidi e, a dire il vero, mi piacerebbe trovare il tempo e il modo di compiere le ricerche necessarie per potere scrivere la seconda parte del mio articolo sulla fattucchiera Amelia (a cui nel 2023 è stato dedicato un peculiare graphic novel), analizzando le differenze tra la caratterizzazione barksiana del personaggio e quella proposta nelle storie "da esportazione", scritte principalmente da Alpine Harper, Cecil Beard e George Davie. Prima o poi... Nel frattempo, credo sia giunta l'ora di concludere questo post augurandovi un piacevole periodo di festività! Quack!

Si ringrazia Adrien Miqueu per avere accompagnato le mie parole con simpatiche illustrazioni.

mercoledì 16 ottobre 2024

Integrazioni e riflessioni aggiuntive sulla genealogia gastoniana

Chi segue il blog con attenzione sa che vi ci può trovare i frutti di ricerche durature e non poco impegnative, che mi è possibile condurre grazie a una irrefrenabile curiosità naturale, a una collezione di fumetti sempre in espansione e a una rete di contatti con altri appassionati e autori delle pubblicazioni disneyane. Uno di questi approfondimenti, tra quelli più corposi e  a mio avviso  più interessanti, ha dato come risultato l'albero genealogico della famiglia Paperone (Gander), che si è guadagnato pure una propria pagina all'interno dell'enorme e utilissimo database INDUCKS.


Per quanto riguarda i vari ragionamenti che hanno condotto alle motivazioni dietro ai gradi di parentela presentati, rimando al post originale, in cui ogni singolo legame è raccontato con premura. Infatti, ciò su cui vorrei concentrare oggi la mia attenzione è il personaggio di Olivia Duck, zia di Gastone introdotta in I cieli di Farmtown (Nucci/Zanchi, 2023), di cui ho già scritto qui. Finora, Olivia non era stata integrata nel mio albero genealogico perché ritenuta probabilmente una zia da parte di madre... ma le cose stanno davvero così?

Come già riportavo, storicamente, la fortuna di Gastone sembrerebbe provenire dalla famiglia del padre, dai Gander. Testimonianze a favore di questa tesi sono riscontrabili nell'articolo “FINE FEATHERED FRIENDS: THE DISNEY DUCKS. Part two: Gyro Gearloose, an interview” (Nichols, 1985), nonché in storie come Paperino e il festival dei paperi (?/Strobl, 1955), Le GM e l'aspirante Marmotta (Gregory, 1981), la striscia giornaliera del 28 ottobre 1992 (Knighton, 1992) e Gastone e la luna storta (Faccini, 2014). In minorità numerica è, invece, la tesi che vorrebbe la buona stella di Gastone ereditata dalla madre Daphne, come mostrato in Paperino e lo scalognofugo triplo (Rosa, 1998).

Come si colloca zia Olivia in questo marasma? Ai tempi de I cieli di Farmtown, ipotizzavo che Olivia potesse fungere da sostituto per Daphne e che potesse essere sua sorella. Un'altra ipotesi avanzata, giustificata dalla breve interazione tra Olivia e Nonna Papera (che, in quel caso, avrebbe dovuto esserne la madre) mostrata nella storia, era che Olivia potesse essere la cognata di Nonna Papera e, dunque, prozia di Gastone... Ma tutto ciò veniva smentito senza pietà dal redazionale Primo premio... o primo piano?!” (Agrati, 2024), in cui la giornalista del settimanale non lasciava scampo a interpretazioni personali, scrivendo laconicamente: “Per parte di padre, anche la zia Olivia era nelle grazie della Dea Bendata”.

Zia Olivia interpretata da Stefano Intini

Certo, il cognome Duck non aiutava, ma Gastone ha un cugino chiamato così che non è imparentato con Paperino: Disraeli Duck. Ho controllato l'albero genealogico in cerca di un possibile collegamento tra Disraeli e Olivia, ma non ho avuto fortuna. Se anche fossero stati imparentati, si sarebbe trattato solamente di una parente acquisita di Gastone e, come tale, non avrebbe potuto avergli tramandato la fortuna. Passano alcuni mesi e una luce si prospetta all'orizzonte. Una nuova avventura con protagonista la zia di Gastone, Gastone e l'illustre fortunato (Nucci/Intini, 2024), forse ci siamo! In effetti, questa storia è piuttosto generosa in materia di alberi genealogici e ci mostra alcuni antenati da cui Olivia e Gastone hanno ereditato la loro proverbiale buona sorte.

In ordine cronologico:

ZANOBIO DUCK (compitato Zenobio solamente nella prima pagina della storia)  nato nel 17xx e vissuto in Spagna e in Olanda a metà del secolo.
BUTTERFLY DUCK  nipote di Zanobio.
ALGERNON DUCK (Agenore Duck” nella didascalia a pagina due in qualche modo collegato a Butterfly.
BASILIO DUCK  vissuto nell'Ottocento, in qualche modo collegato ad Algernon.
OLIVIA DUCK  ultima discendente di questa fortunata stirpe.
GASTONE  nipote di Olivia.

Butterfly e Algernon

Non è chiaro quante generazioni passino esattamente tra Zanobio e Olivia poiché l'autore omette le varie parentele, limitandosi a sottintendere che, comunque, vi siano altri parenti di cui non si fa menzione. A ogni modo, Zanobio risulta essere il primo parente noto” dei due paperopolesi nati con la camicia, prima del quale i documenti genealogici faticano a giungere. Ed è proprio per questa ragione che Gastone si mette a girare per il Nord Italia alla ricerca di antenati precedenti dopo aver notato un'incredibile somiglianza con il protagonista di un ritratto cinquecentesco. Prospero Anatrini, Bertrandino da Monza, Marcovaldo Asdrubale Anatrini, Ottimo Massimo, Medardo, Terralbo, Mariuccia, Pancrazio, Isidora, Genoveffa e Patrizino Tantebellecose sono i nomi di biondi paperi incredibilmente fortunati (e somiglianti a Gastone), vissuti in Italia tra il 1500 e il 1700, appena prima di Zanobio Duck. Bisognerebbe forse considerarli suoi antenati? La storia non lo rivela, anzi, a dire il vero, lo nega, ma questo non impedisce a Gastone di continuare a sospettarlo.

Zanobio Duck

Comunque stiano le cose, tali nuove informazioni non risolvono il problema della collocazione di Olivia sull'albero e ci troviamo, ancora una volta, punto e a capo. Le opzioni, a questo punto, sono due e opposte: o si ignora il nome “Olivia” e il grado di parentela proposto e si leggono le storie come se quel personaggio fosse effettivamente Daphne oppure si accetta che Olivia sia davvero zia paterna e si tramuta il suo cognome e quello dei vari antenati in Gander. Per quanto la prima scelta mi affascini (e credo che Olivia potrebbe tranquillamente essere la madre di Gastone in-universe), propenderei per la seconda, siccome, anche considerando l'albero genealogico che ho riportato a inizio articolo, degli antenati di Gastone da parte di padre si sa poco e, a ben vedere, non si hanno loro tracce prima dal 1700... Il caso è chiuso!

Gastone, come me, impegnato nelle ricerche genealogiche

© Disney per le immagini pubblicate.

martedì 8 agosto 2023

La fortuna di Gastone

Gastone Paperone è indubbiamente il papero più fortunato del mondo, ma come mai la Dea Bendata lo corteggia così sfacciatamente? Da cosa deriva la sua buona stella? Lo studioso barksista John Nichols, in un articolo pubblicato nel 1985, suggeriva che la risposta andasse cercata nel ramo paterno della sua famiglia, illustrando come già il nonno di Gastone (Gemstone Gander) fosse stato cacciato dall'Irlanda a causa della sua enorme buona sorte (Gemstone’s the reason Gladstone’s family wound up here. He won the Irish Sweepstakes five times, and finally had to come over here to find a lottery they’d let him enter. Got to the point he wasn’t allowed to buy a ticket for the Irish one”).

Questa teoria non ufficiale trova riscontro in almeno tre storie Disney regolarmente pubblicate: Paperino e il festival dei paperi (?/Strobl, 1955), Le GM e l'aspirante Marmotta (Gregory, 1981) e la striscia giornaliera del 28 ottobre 1992 (Knighton, 1992). Nelle prime due, infatti, veniamo a conoscenza di due nipotini e due cuginette di Gastone estremamente fortunati e, in entrambi i casi, viene riconosciuto che la fortuna scorre nella loro famiglia. Nella striscia del 1992, invece, Gastone ricorda il cugino Badluck Gander, considerato la pecora nera della famiglia poiché ha vinto la lotteria di stato soltanto due volte. Per completezza, si menziona anche il fortunato nipote Gastoncino, da Qui, Quo, Qua e il cugino Gastoncino (Russo/Comicup Studio, 1992).

La fortuna scorre nella famiglia Paperone (Gander)

Quindi, considerate le affermazioni di Gastone e di Qui Quo e Qua, e l'effettiva fortuna dei parenti di Gastone, l'ipotesi proposta da Nichols non risulta tanto campata per aria e, anzi, sembra avere molto senso che — per qualche ragione — i componenti della famiglia Gander conservino questa caratteristica.

Se non fosse che, nel 1998, Don Rosa arriva a dare una propria spiegazione al fenomeno. Nella storia Paperino e lo scalognofugo triplo (Rosa, 1998) — che, tra l'altro, ho analizzato per il volume del Premio Papersera del 2011, dedicato al cartoonist del Kentucky  —, apprendiamo che Gastone eredita la sua fortuna nientemeno che dalla madre, Daphne, a sua volta fortunata a causa di un segno benevolo (lo scalognofugo del titolo) dipinto sul granaio della fattoria di Nonna Papera.

La spiegazione del simbolo

La fortuna ereditata dalla madre

Questa, dunque, la spiegazione ufficiale. Almeno, fino alla settimana scorsa. Infatti, nella nuovissima I cieli di Farmtown (Nucci/Zanchi, 2023), definita da Barbara Garufi il seguito ideale dell'acclamata Gastone e la solitudine del quadrifoglio (Nucci/Zanchi, 2021), l'autore emiliano ci fornisce una nuova versione ancora. 

Secondo Nucci, la fortuna di Gastone non sarebbe una caratteristica della famiglia Gander né proverrebbe dalla madre, ma sarebbe, invece, ereditata da una zia di Gastone (addirittura più fortunata di lui), di nome Olivia Duck. Questo nuovo personaggio, vicino al quale Gastone diventa terribilmente jellato, ha dovuto prendere le distanze dal nipote (e dagli altri componenti della famiglia dei Paperi) quando questi era un giovanotto, stabilendosi su un atollo delle Isole Galapagos.

L'incredibilmente fortunata Olivia Duck

Come ci si poteva attendere, la decisione di andare a modificare un fatto donrosiano così memorabile non è passata inosservata e alcuni lettori più attenti hanno storto il naso. Personalmente, ignorando la motivazione di tale scelta, potrei solo fare congetture. Forse, qualcuno non ha visto di buon occhio una madre che abbandona” il figlio, seppur per il suo bene. Oppure, più semplicemente, si è voluto dare una rinfrescata alla questione, operando una sorta di soft reboot per i lettori della corrente gestione. Inoltre, introdurre un parente indiretto (in questo caso, una zia) è prassi comune nei fumetti Disney e risulta più semplice da gestire, anche in vista di avventure future. 

Zia Olivia nel presente

A ogni modo, il cognome Duck suggerirebbe che si tratti di una zia materna di Gastone, sorella, quindi, di Daphne e Quackmore (il padre di Paperino), ma l'unica sua interazione con Nonna Papera (una vignetta nel secondo episodio) non tradisce il grado di parentela tra le due e, anzi, il comportamento della matriarca della famiglia dei Paperi non sembrerebbe quello di una madre nei confronti della figlia. Un'altra soluzione potrebbe essere considerarla prozia di Gastone, sorella, così, del nonno materno e cognata di Nonna Papera.

[Aggiornamento 16/05/2024]:

Stando all'appuntamento della rubrica "Disegna con gli artisti di Topolino" — curata dalla redattrice Francesca Agrati — pubblicato sul numero 3573 del settimanale, a dispetto del cognome Duck, Olivia sarebbe zia di Gastone dal lato paterno ("Per parte di padre, anche la zia Olivia era nelle grazie della Dea Bendata").

© Disney per le immagini pubblicate.

domenica 11 giugno 2023

Sulla famiglia Pitagorico

Questo post non intende elencare ogni membro della famiglia Pitagorico mai apparso in storie a fumetti, come invece è stato in precedenza con altri clan di Paperopoli, ma soltanto gettare alcune basi solide su cui magari tornare in futuro con più approfondimento.

Il primo parente di Archimede a fare la sua comparsa nei comics è il nonno Cacciavite Pitagorico (Ratchet Gearloose), in Zio Paperone e la gara sul fiume (Barks, 1957), ripreso poi in Il signore del Mississippi (Rosa, 1992) e in Promessa di pagamento (Spencer/Sánchez Núñez, 1998), nonché in altre storie di Rosa, Gervasio, Korhonen e in citazioni fugaci varie ed eventuali.

Cacciavite secondo Barks

Cacciavite secondo Rosa

Cacciavite secondo Sánchez Núñez

Il secondo parente di Archimede (e il più fortunato in assoluto a livello editoriale) a essere introdotto nelle storie a fumetti è il nipotino Newton, in Archimede e il nipote Newton (Lockman/DeLara, 1965). Newton fa parte delle Giovani Marmotte da Newton contagia le Giovani Marmotte (Lockman/Strobl, 1966), caratteristica mantenuta nel mensile italiano di fine secolo scorso GM — Giovani Marmotte (1995-2000). Il personaggio è inoltre al centro di un efficace rilancio sul settimanale Topolino, che lo vede protagonista in diverse storie, a partire da Newton Pitagorico e le tintarelle erudite (Nucci/Intini, 2020). Mentre in questo recente ciclo il cognome del ragazzo viene esplicitato, Newton non ha cognome nella versione originale. Ad ogni modo, ritengo che non sia da confondere con Einstein (Giggy Gearloose), altro nipotino di Archimede che fa la sua unica apparizione in Le GM e il genio di Einstein (Lockman/Wright, 1977).

Newton alla sua prima apparizione

Newton per la prima volta tra le fila delle Giovani Marmotte

Newton al suo rilancio

Einstein

Altri parenti notabili dell'inventore paperopolese sono il padre Fulton (ideato da Don Rosa) e il bisnonno Copernico (ideato da Marco Gervasio), amico e collaboratore di Fantomius. Inoltre, va segnalata la presenza di due gemelli: Cartesio Pitagorico, gemello malvagio di Copernico, introdotto in Il tesoro del doge (Gervasio, 2014) e Gadget Pitagorico (Gadget Gearloose), gemello di Cacciavite, introdotto in Dawson a ogni costo! (Korhonen, 2019).

Copernico e Cartesio

Cacciavite e Gadget

Giunti a questo punto, le parentele principali sono delineate. Archimede ha una serie di altri zii, cugini e nipoti (di cui non parlerò in questa sede) e persino una madre, mostrata nel passato in I Bassotti e la magistrale spolverata (Lockman/Alvarado, 1969) e in De tijdmachine (Straatman/Colomer Fonts, 1986), e nel presente in Moederdag (Straatman/Colomer Fonts, 1986) e Um Toque Feminino (?/Soares Rodrigues, 1986).

La madre di Archimede secondo Alvarado

La madre di Archimede secondo Colomer Fonts

La madre di Archimede secondo Soares Rodrigues

Eppure, c'è qualcosa che ancora non mi torna e per cui credo valga la pena spendere qualche riga, e non mi riferisco al nonno brasiliano di Archimede, sul quale vi lascio una affascinante lettura. La questione spinosa riguarda Newton. Quale è il tassello mancante tra Archimede e il suo nipotino? Potrebbe essere il figlio di una sua sorella (se non lo consideriamo un Pitagorico) o di un suo fratello (se, invece, teniamo in considerazione il cognome proposto nelle storie italiane), ma le cose potrebbero non essere così semplici... Nella recentissima (Non è) la solita storia (Fontana/Capovilla, 2023), il ragazzo si riferisce per ben tre volte a Cacciavite (stranamente dissimile dalla versione solita) come "prozio", mentre dovrebbe essere il bisnonno.

Cacciavite è il prozio di Newton?

Per rendere vera questa parentela, Newton dovrebbe essere il bisnipote di un fratello di Cacciavite, che comunque sarebbe il suo pro-prozio. A questo modo, però, non sarebbe più tecnicamente "nipote" di Archimede, ma un cugino alla lontana. Sebbene non si sia mai parlato dei genitori del piccolo genio all'interno delle storie, Marco Gervasio ha dato una sua personale interpretazione della vicenda in un post sul suo profilo Facebook datato 11 luglio 2020 (e, ancora prima, in un commento datato 7 luglio 2019). Secondo l'autore romano, Newton sarebbe il figlio di Galileo Pitagorico, cugino di Archimede mostrato in Paperinik e il segreto di Fantomius (Gervasio, 2011), e sarebbe ospite di Archimede perché il padre si troverebbe "'temporaneamente' presso le patrie galere". Comunque, questa teoria contraddirebbe l'unica apparizione di Galileo, nella quale si riferisce a Copernico come "bisnonno" e viene mostrato a piede libero e fondamentalmente buono: compie qualche furto per riscattare il nome di Copernico, ma alla fine della storia viene perdonato senza conseguenze.

Galileo si riferisce a Copernico come "bisnonno"

L'albero genealogico della famiglia Pitagorico secondo Gervasio

Per conciliare La solita storia con Il segreto di Fantomius si potrebbe "correggere" l'albero di Gervasio, rendendo Galileo secondo cugino di Archimede e non terzo, ponendolo cioè nipote di un fratello di Cacciavite, forse Gadget, invece che bisnipote di Cartesio.

© Disney per le immagini pubblicate.

giovedì 6 aprile 2023

Lo stato senza mappa (Sisti/Capovilla, 2023)

Nel numero di Topolino attualmente in edicola, il 3515, è presente (a grande richiesta dei lettori dopo l'apprezzamento della storia precedente) il seguito de L'esilio dei Van Coot, intitolato Lo stato senza mappa (Sisti/Capovilla, 2023).

Il giovane Cornelius disegnato da Simona Capovilla

Questo secondo episodio della saga Cornelius vede il protagonista proseguire la sua avventura lontano dalla natia New York, assieme ai compagni Percy (Perceval de Roquerduc) e Marmotta (Aloysius Luff). Sisti prosegue quindi il suo grande lavoro di studio e ricerca storico-geografica (come ci ha raccontato a partire dal minuto 30:31 della nostra video-chiacchierata, giustificando le varie scelte e ragionamenti), mentre Bigarella (impegnato in altri progetti) viene sostituito dalla valida Simona Capovilla (qui alla sua nona storia pubblicata, nonché la prima di così lunga durata).


Studi preparatori ad acquerello di Ivan Bigarella per i personaggi principali (2021)

Rimaniamo quindi in attesa di nuovi sviluppi di questa serie che, come si auspica Sisti, "potrebbe addirittura diventare il canone ufficiale dei Van Coot". A questo proposito, stona però l'errore presente per ben due volte nella pagina di riassunto firmata da Marco Nucci, che riporta il secondo nome del pioniere come "Emogene" invece di "Ermogene".

Dettaglio da una storia di futura pubblicazione in cui è ripreso il nome suggerito da Sisti

© Disney per le immagini pubblicate.

domenica 18 dicembre 2022

Fama (Nucci/Cavazzano, 2022)

Mi riallaccio brevemente a questo post di aprile per rispondere finalmente alla domanda che gli dava il titolo. La storia di cui l'artista veneziano aveva reso pubbliche alcune vignette a matita è finalmente stata pubblicata sul numero 3499 del settimanale Topolino (attualmente in edicola) e porta il titolo Fama, per i testi del prolifico Marco Nucci. Questo insolito racconto, 34 tavole quasi completamente senza dialoghi, ripercorre la vita di Paperone andando a citarne alcuni periodi chiave descritti da Don Rosa nella sua opera più conosciuta.

Il giovanissimo Paperone lustrascarpe

E, quindi, incontriamo un giovanissimo Scrooge lustrascarpe nella Glasgow di fine '800, qualche anno più tardi a bordo del Ciccio Dollaro (Dilly Dollar) assieme allo zio Manibuche (Pothole McDuck), nelle Terre Maledette del Sud Dakota, a Dawson nell'iconico saloon Bolla d'Oro (Blackjack Ballroom) e, dunque, nelle pianure del Calisota, per poi giungere alla odierna Paperopoli, assieme al resto della famiglia dei Paperi.

Paperone adolescente e lo zio Manibuche a bordo del Ciccio Dollaro

© Disney per le immagini pubblicate. 

martedì 2 novembre 2021

L'albero genealogico (aggiornato) della famiglia ROCKERDUCK

Il bello dell'universo dei fumetti Disney, al netto delle sue innumerevoli e inevitabili contraddizioni, è che si trova continuamente in uno stato di espansione. Dalle strisce di Taliaferro ai fumetti di Barks, ai suoi diretti successori (Fallberg, Lockman, Gregory...), le storie scritte per lo Studio Disney, l'infinita produzione italiana, quella brasiliana, quella danese e quella olandese, solo per citare le più vaste. In ogni decennio si è aggiunto, partendo da ambientazioni e personaggi introdotte da autori precedenti, andando a costituire un ecosistema sempre più articolato e appunto difficile da conciliare.

Il post di oggi si è fatto necessario in seguito alla recentissima pubblicazione sul settimanale Topolino della storia in due puntate La ballata di John D. Rockerduck (Nucci/Cavazzano, 2021), ideata dal direttore della testata Alex Bertani. Senza fare spoiler riguardanti l'intreccio e i suoi sviluppi, questo racconto ha attirato la mia attenzione per una serie di motivi:

  • per la prima volta, apprendiamo che proprio Davison era il cognome della madre del miliardario;
  • dal punto di vista genealogico, ci vengono rivelate le identità del nonno, del bisnonno e del trisnonno paterno: Harold, Seamus e Jedediah Rockerduck.

A causa di queste informazioni, ho ritenuto doveroso aggiornare il mio personale albero genealogico della famiglia Rockerduck, già pubblicato su questo blog giusto qualche mese fa. Ho quindi corretto il cognome della famiglia materna in "Davison" e aggiunto gli antenati paterni fino ad arrivare al Jonas von Rockerduck di Korhonen e Cavazzano, che si incastra qui perfettamente, essendo vissuto come Jedediah nel 1700; la mia idea è che Jedediah, visibilmente più giovane, sia emigrato dall'Europa all'America, inglesizzando il proprio cognome, per rinnegare le attività criminali del padre. Infine, per completezza, ho aggiunto sul ramo materno una zia che viene menzionata in Zio Paperone e la sfida da 50$ (Salati/Urbano, 2015) e della quale purtroppo non si hanno al momento ulteriori informazioni, nonché lo zio Ebenezer J. Rockerduck dalla storia Il re dei taccagni (Stabile/Rota, Rota, 2023).

L'albero genealogico della famiglia Rockerduck (aggiornato a luglio 2023)

© Disney per le immagini pubblicate.