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sabato 22 agosto 2026

Pk? Niente di personale!


Quando Max Monteduro ed Ezio Sisto iniziano a immaginare quello che in seguito diventerà PKNA, l'idea è quella di realizzare un fumetto accattivante, lontano dagli stilemi disneyani a cui i lettori sono abituati. Da guardiano notturno sui tetti di Paperopoli a caccia di anonimi furfanti intenti a divellere saracinesche, Paperinik si dovrà trovare al centro di situazioni meno rassicuranti, che coinvolgeranno alieni succhia-emozioni, predoni temporali e intelligenze artificiali malvage. Il tutto spostando in maniera piuttosto repentina e imprevista la propria sede operativa dal tranquillo seminterrato della sua casetta di periferia al piano segreto della Ducklair Tower, un imponente e futuristico grattacielo recentemente acquistato da Zio Paperone. Le basi sono così gettate e alcuni giovani creativi vengono "chiamati alle armi" per sviluppare un universo coerente e condiviso e per studiare approfonditamente i nuovi ambienti e personaggi. Corrado Mastantuono, Alberto Lavoradori, Claudio Sciarrone, Alessandro Sisti e Stefano Intini sono tra i primi a essere coinvolti e messi a lavorare sui primissimi numeri della nuova rivista. Una rivista che si dimostrerà rapidamente un successo editoriale, ma che non è così tanto apprezzata internamente, anzi...

Sopra e sotto: ingrandimenti di dettagli da vignette di Xadhoom in cui sono evidenti interventi intorno alle teste di Paperino, ridisegnate e sovrapposte ai disegni originali di Stefano Intini

Come rivelano gli stessi autori (si leggano a tal proposito le testimonianze citate nell'interessante articolo di Andrea Fiamma per Fumettologica o nel prezioso volume sul tema dell'Associazione Papersera), il progetto Pk è inizialmente tenuto nascosto e lavorato sottobanco. Secondo il direttore dell'epoca, Paolo Cavaglione, definire il nuovo Paperinik alla luce del sole attirerebbe attenzioni indesiderate da parte dell'Accademia Disney e del Centro di Controllo Creativo Disney (che ai tempi ha sede a Parigi), che ne smorzerebbero certamente i toni troppo innovativi, "annacquandolo" e riportandolo su binari ben più canonici. Con il senno di poi, i timori di Cavaglione non sembrano essere immotivati. Stando a fonti molto vicine a Giovan Battista Carpi, infatti, il Maestro genovese — che quasi tre decenni prima aveva visualizzato graficamente l'alter ego mascherato di Paperino e che attraverso l'Accademia (già Scuola Disney) aveva formato nuovi talenti insegnando loro il rispetto dei canoni Disney — non è certo un grande fan dello stravolgimento operato attraverso la neonata serie; per quanto riguarda il Centro di Controllo Creativo, invece, sono note tra gli appassionati le interferenze che determineranno la "correzione" (da parte di artisti dell'Accademia) dei Paperi disegnati da Stefano Intini, che si rifiuterà di firmare la storia Xadhoom, nonché le importanti modifiche che colpiranno la successiva MM: Mickey Mouse Mystery Magazine.


Nello specifico, tali richieste sono di competenza di un certo disegnatore tedesco che svolgerà sino al 2006 il ruolo di supervisore artistico presso gli uffici di Parigi (a cui all'epoca fa capo ogni pubblicazione internazionale) e che, riporta Fiamma, "mand[a] tutte le settimane [a Cavaglione] la copia di Topolino con i suoi appunti su cosa non [va], con tanto di misure sulla giusta distanza interpupillare sul volto dei personaggi". Questo artista all'apparenza così ligio e intransigente, che l'ex direttore del settimanale definisce oggi addirittura "censore di ogni minima innovazione nel disegno o nelle sceneggiature", altri non è che Ulrich Schröder, e forse questo nome non vi suonerà nuovo perché ne ho scritto qualcosa mesi fa, in occasione del nostro incontro in quel di Lugano. Chi conosce i miei gusti artistici può facilmente immaginare quanto apprezzi il lavoro di Ulrich (al punto di avere appeso un suo Paperone nell'ingresso del mio appartamento) e, in virtù della nostra amicizia, ho deciso di contattarlo per dargli modo di dire la sua, dopo tanto tempo. Sulle prime, si mostra forse un po' imbarazzato dalla richiesta ("non so se sia una buona idea", mi confessa consapevole del malumore del PkTeam, "i disegnatori non erano molto contenti"), ma poi raccoglie le idee e mi spiega quanto segue con l'occhio clinico che richiede una posizione come quella che usava ricoprire.

Avevamo due problemi: uno grafico e uno editoriale. Il problema grafico era quello di mantenere lo spirito Disney nei disegni e ho usato Mastantuono come ottimo esempio di come riuscirci. Il problema editoriale era quello di mantenere vivo il personaggio di Paperino e non allontanarsi troppo dalla sua personalità
 
Nel 2026, per celebrare il trentennale del periodico che ha in qualche modo rivoluzionato il modo di fare i fumetti Disney (solo per dirne una, sperimentazioni con la gabbia libera sono all'ordine del giorno sul libretto ogni settimana in storie di qualsiasi tipo), Panini Comics ha pubblicato un nuovo spillato (Meno uno all'alba) in diverse versioni (regular, blank, variant firmata da Paolo Mottura e variant super esclusiva firmata da Lorenzo Pastrovicchio), che sono andate subito a ruba, richiedendo di rifornire le scorte più di una volta. Il sottoscritto ha acquistato personalmente diverse copie della versione blank con l'intento di farle sketchare da vari artisti, a cui richiedere idee originali e particolari (sul tema, pubblicherò più avanti un video sul mio canale YouTube). Ebbene, una di queste copie è finita proprio tra le mani di Schröder, a cui è stata data assoluta carta bianca sul soggetto da raffigurare.


Il suo disegno (che gradisco tanto tanto tanto) può avere, a mio avviso, due chiavi di lettura. La prima, più letterale, vede Paperino in qualche modo preoccupato da tutto ciò che gli sta per accadere in PKNA (non dimentichiamo che questo albo ne rappresenta il prequel!), raffigurato come un'ombra minacciosa. La seconda, più "meta" e volutamente maliziosa e goliardica, vorrebbe Paperino preoccupato dall'avvento del crollo dei dogmi stilistici e dalla rottura con la tradizione. Fatto sta che ringrazio di vero cuore l'artista per avere accettato di prestarsi a questa trovata, sperando che possa essere egualmente bene accolta dai vari fan del Papero mascherato sparsi in giro per il mondo.

© Disney per le immagini pubblicate.

mercoledì 16 ottobre 2024

Integrazioni e riflessioni aggiuntive sulla genealogia gastoniana

Chi segue il blog con attenzione sa che vi ci può trovare i frutti di ricerche durature e non poco impegnative, che mi è possibile condurre grazie a una irrefrenabile curiosità naturale, a una collezione di fumetti sempre in espansione e a una rete di contatti con altri appassionati e autori delle pubblicazioni disneyane. Uno di questi approfondimenti, tra quelli più corposi e  a mio avviso  più interessanti, ha dato come risultato l'albero genealogico della famiglia Paperone (Gander), che si è guadagnato pure una propria pagina all'interno dell'enorme e utilissimo database INDUCKS.


Per quanto riguarda i vari ragionamenti che hanno condotto alle motivazioni dietro ai gradi di parentela presentati, rimando al post originale, in cui ogni singolo legame è raccontato con premura. Infatti, ciò su cui vorrei concentrare oggi la mia attenzione è il personaggio di Olivia Duck, zia di Gastone introdotta in I cieli di Farmtown (Nucci/Zanchi, 2023), di cui ho già scritto qui. Finora, Olivia non era stata integrata nel mio albero genealogico perché ritenuta probabilmente una zia da parte di madre... ma le cose stanno davvero così?

Come già riportavo, storicamente, la fortuna di Gastone sembrerebbe provenire dalla famiglia del padre, dai Gander. Testimonianze a favore di questa tesi sono riscontrabili nell'articolo “FINE FEATHERED FRIENDS: THE DISNEY DUCKS. Part two: Gyro Gearloose, an interview” (Nichols, 1985), nonché in storie come Paperino e il festival dei paperi (?/Strobl, 1955), Le GM e l'aspirante Marmotta (Gregory, 1981), la striscia giornaliera del 28 ottobre 1992 (Knighton, 1992) e Gastone e la luna storta (Faccini, 2014). In minorità numerica è, invece, la tesi che vorrebbe la buona stella di Gastone ereditata dalla madre Daphne, come mostrato in Paperino e lo scalognofugo triplo (Rosa, 1998).

Come si colloca zia Olivia in questo marasma? Ai tempi de I cieli di Farmtown, ipotizzavo che Olivia potesse fungere da sostituto per Daphne e che potesse essere sua sorella. Un'altra ipotesi avanzata, giustificata dalla breve interazione tra Olivia e Nonna Papera (che, in quel caso, avrebbe dovuto esserne la madre) mostrata nella storia, era che Olivia potesse essere la cognata di Nonna Papera e, dunque, prozia di Gastone... Ma tutto ciò veniva smentito senza pietà dal redazionale Primo premio... o primo piano?!” (Agrati, 2024), in cui la giornalista del settimanale non lasciava scampo a interpretazioni personali, scrivendo laconicamente: “Per parte di padre, anche la zia Olivia era nelle grazie della Dea Bendata”.

Zia Olivia interpretata da Stefano Intini

Certo, il cognome Duck non aiutava, ma Gastone ha un cugino chiamato così che non è imparentato con Paperino: Disraeli Duck. Ho controllato l'albero genealogico in cerca di un possibile collegamento tra Disraeli e Olivia, ma non ho avuto fortuna. Se anche fossero stati imparentati, si sarebbe trattato solamente di una parente acquisita di Gastone e, come tale, non avrebbe potuto avergli tramandato la fortuna. Passano alcuni mesi e una luce si prospetta all'orizzonte. Una nuova avventura con protagonista la zia di Gastone, Gastone e l'illustre fortunato (Nucci/Intini, 2024), forse ci siamo! In effetti, questa storia è piuttosto generosa in materia di alberi genealogici e ci mostra alcuni antenati da cui Olivia e Gastone hanno ereditato la loro proverbiale buona sorte.

In ordine cronologico:

ZANOBIO DUCK (compitato Zenobio solamente nella prima pagina della storia)  nato nel 17xx e vissuto in Spagna e in Olanda a metà del secolo.
BUTTERFLY DUCK  nipote di Zanobio.
ALGERNON DUCK (Agenore Duck” nella didascalia a pagina due in qualche modo collegato a Butterfly.
BASILIO DUCK  vissuto nell'Ottocento, in qualche modo collegato ad Algernon.
OLIVIA DUCK  ultima discendente di questa fortunata stirpe.
GASTONE  nipote di Olivia.

Butterfly e Algernon

Non è chiaro quante generazioni passino esattamente tra Zanobio e Olivia poiché l'autore omette le varie parentele, limitandosi a sottintendere che, comunque, vi siano altri parenti di cui non si fa menzione. A ogni modo, Zanobio risulta essere il primo parente noto” dei due paperopolesi nati con la camicia, prima del quale i documenti genealogici faticano a giungere. Ed è proprio per questa ragione che Gastone si mette a girare per il Nord Italia alla ricerca di antenati precedenti dopo aver notato un'incredibile somiglianza con il protagonista di un ritratto cinquecentesco. Prospero Anatrini, Bertrandino da Monza, Marcovaldo Asdrubale Anatrini, Ottimo Massimo, Medardo, Terralbo, Mariuccia, Pancrazio, Isidora, Genoveffa e Patrizino Tantebellecose sono i nomi di biondi paperi incredibilmente fortunati (e somiglianti a Gastone), vissuti in Italia tra il 1500 e il 1700, appena prima di Zanobio Duck. Bisognerebbe forse considerarli suoi antenati? La storia non lo rivela, anzi, a dire il vero, lo nega, ma questo non impedisce a Gastone di continuare a sospettarlo.

Zanobio Duck

Comunque stiano le cose, tali nuove informazioni non risolvono il problema della collocazione di Olivia sull'albero e ci troviamo, ancora una volta, punto e a capo. Le opzioni, a questo punto, sono due e opposte: o si ignora il nome “Olivia” e il grado di parentela proposto e si leggono le storie come se quel personaggio fosse effettivamente Daphne oppure si accetta che Olivia sia davvero zia paterna e si tramuta il suo cognome e quello dei vari antenati in Gander. Per quanto la prima scelta mi affascini (e credo che Olivia potrebbe tranquillamente essere la madre di Gastone in-universe), propenderei per la seconda, siccome, anche considerando l'albero genealogico che ho riportato a inizio articolo, degli antenati di Gastone da parte di padre si sa poco e, a ben vedere, non si hanno loro tracce prima dal 1700... Il caso è chiuso!

Gastone, come me, impegnato nelle ricerche genealogiche

© Disney per le immagini pubblicate.

domenica 11 giugno 2023

Sulla famiglia Pitagorico

Questo post non intende elencare ogni membro della famiglia Pitagorico mai apparso in storie a fumetti, come invece è stato in precedenza con altri clan di Paperopoli, ma soltanto gettare alcune basi solide su cui magari tornare in futuro con più approfondimento.

Il primo parente di Archimede a fare la sua comparsa nei comics è il nonno Cacciavite Pitagorico (Ratchet Gearloose), in Zio Paperone e la gara sul fiume (Barks, 1957), ripreso poi in Il signore del Mississippi (Rosa, 1992) e in Promessa di pagamento (Spencer/Sánchez Núñez, 1998), nonché in altre storie di Rosa, Gervasio, Korhonen e in citazioni fugaci varie ed eventuali.

Cacciavite secondo Barks

Cacciavite secondo Rosa

Cacciavite secondo Sánchez Núñez

Il secondo parente di Archimede (e il più fortunato in assoluto a livello editoriale) a essere introdotto nelle storie a fumetti è il nipotino Newton, in Archimede e il nipote Newton (Lockman/DeLara, 1965). Newton fa parte delle Giovani Marmotte da Newton contagia le Giovani Marmotte (Lockman/Strobl, 1966), caratteristica mantenuta nel mensile italiano di fine secolo scorso GM — Giovani Marmotte (1995-2000). Il personaggio è inoltre al centro di un efficace rilancio sul settimanale Topolino, che lo vede protagonista in diverse storie, a partire da Newton Pitagorico e le tintarelle erudite (Nucci/Intini, 2020). Mentre in questo recente ciclo il cognome del ragazzo viene esplicitato, Newton non ha cognome nella versione originale. Ad ogni modo, ritengo che non sia da confondere con Einstein (Giggy Gearloose), altro nipotino di Archimede che fa la sua unica apparizione in Le GM e il genio di Einstein (Lockman/Wright, 1977).

Newton alla sua prima apparizione

Newton per la prima volta tra le fila delle Giovani Marmotte

Newton al suo rilancio

Einstein

Altri parenti notabili dell'inventore paperopolese sono il padre Fulton (ideato da Don Rosa) e il bisnonno Copernico (ideato da Marco Gervasio), amico e collaboratore di Fantomius. Inoltre, va segnalata la presenza di due gemelli: Cartesio Pitagorico, gemello malvagio di Copernico, introdotto in Il tesoro del doge (Gervasio, 2014) e Gadget Pitagorico (Gadget Gearloose), gemello di Cacciavite, introdotto in Dawson a ogni costo! (Korhonen, 2019).

Copernico e Cartesio

Cacciavite e Gadget

Giunti a questo punto, le parentele principali sono delineate. Archimede ha una serie di altri zii, cugini e nipoti (di cui non parlerò in questa sede) e persino una madre, mostrata nel passato in I Bassotti e la magistrale spolverata (Lockman/Alvarado, 1969) e in De tijdmachine (Straatman/Colomer Fonts, 1986), e nel presente in Moederdag (Straatman/Colomer Fonts, 1986) e Um Toque Feminino (?/Soares Rodrigues, 1986).

La madre di Archimede secondo Alvarado

La madre di Archimede secondo Colomer Fonts

La madre di Archimede secondo Soares Rodrigues

Eppure, c'è qualcosa che ancora non mi torna e per cui credo valga la pena spendere qualche riga, e non mi riferisco al nonno brasiliano di Archimede, sul quale vi lascio una affascinante lettura. La questione spinosa riguarda Newton. Quale è il tassello mancante tra Archimede e il suo nipotino? Potrebbe essere il figlio di una sua sorella (se non lo consideriamo un Pitagorico) o di un suo fratello (se, invece, teniamo in considerazione il cognome proposto nelle storie italiane), ma le cose potrebbero non essere così semplici... Nella recentissima (Non è) la solita storia (Fontana/Capovilla, 2023), il ragazzo si riferisce per ben tre volte a Cacciavite (stranamente dissimile dalla versione solita) come "prozio", mentre dovrebbe essere il bisnonno.

Cacciavite è il prozio di Newton?

Per rendere vera questa parentela, Newton dovrebbe essere il bisnipote di un fratello di Cacciavite, che comunque sarebbe il suo pro-prozio. A questo modo, però, non sarebbe più tecnicamente "nipote" di Archimede, ma un cugino alla lontana. Sebbene non si sia mai parlato dei genitori del piccolo genio all'interno delle storie, Marco Gervasio ha dato una sua personale interpretazione della vicenda in un post sul suo profilo Facebook datato 11 luglio 2020 (e, ancora prima, in un commento datato 7 luglio 2019). Secondo l'autore romano, Newton sarebbe il figlio di Galileo Pitagorico, cugino di Archimede mostrato in Paperinik e il segreto di Fantomius (Gervasio, 2011), e sarebbe ospite di Archimede perché il padre si troverebbe "'temporaneamente' presso le patrie galere". Comunque, questa teoria contraddirebbe l'unica apparizione di Galileo, nella quale si riferisce a Copernico come "bisnonno" e viene mostrato a piede libero e fondamentalmente buono: compie qualche furto per riscattare il nome di Copernico, ma alla fine della storia viene perdonato senza conseguenze.

Galileo si riferisce a Copernico come "bisnonno"

L'albero genealogico della famiglia Pitagorico secondo Gervasio

Per conciliare La solita storia con Il segreto di Fantomius si potrebbe "correggere" l'albero di Gervasio, rendendo Galileo secondo cugino di Archimede e non terzo, ponendolo cioè nipote di un fratello di Cacciavite, forse Gadget, invece che bisnipote di Cartesio.

© Disney per le immagini pubblicate.