mercoledì 15 luglio 2026

Una chiacchierata con... Vito Stabile sul fenomeno DuckTales


SC
: Simone Cavazzuti
VS: Vito Stabile

SC: Buongiorno, Vito. Negli ultimi anni ti abbiamo scoperto nell'inedito ruolo di articolista e curatore di volumi, non ultimi DuckTales. Back to Classics!, che propone nuovissime avventure realizzate dall'editore Dynamite al di là dell’oceano, e l'omnibus che raccoglie la miniserie ispirata al reboot di DuckTales trasmesso a partire dal 2017. Ti andrebbe di raccontarci il tuo rapporto da fruitore con le Storie di Paperi originali (sia animate che su carta) e con le loro rivisitazioni più recenti?

VS: Di solito si dice che c'è quel film, fumetto, libro, serie che ti cambia la vita. Potrei dire la stessa cosa di DuckTales, ma sarebbe sbagliato. DuckTales, la vita, me l'ha indirizzata. Sono state le prime cose che ho guardato e amato, cominciando dal film Zio Paperone alla ricerca della lampada perduta in VHS, fino alle puntate in televisione trasmesse nei vari contenitori di programmi per ragazzi. Una passione crescente e viscerale, tanto da spingermi ad amare il personaggio di Paperone al punto da volerne scrivere le avventure.

DuckTales è una serie di cui sento parlare quasi sempre in modo superficiale, vittima di luoghi comuni che non le rendono giustizia: Paperone troppo addolcito, Barks stravolto e via dicendo. Sono parole che vengono da chi ha guardato un paio di episodi o si basa per sentito dire. Il Paperone di DuckTales, e lo dico con cognizione di causa avendo "studiato" la serie per tutta la vita, è un Paperone praticamente perfetto, un genuino amante del denaro in quanto oggetto fisico con cui divertirsi, capace di essere un giocoso bambinone e uno spietato taccagno all'occorrenza, esattamente come mostratoci da Barks nelle sue storie. È una serie che, nel mio caso, è ben più di un dolce ricordo d'infanzia o una vecchia gloria del Disney Afternoon. È materia viva e tangibile, che considero "classica" tanto quanto le storie a fumetti che più amo e mi hanno formato. Per me si tratta, né più né meno, delle care, vecchie avventure di Zio Paperone, che non mi stancherò mai di riguardare di tanto in tanto così come non mi stanco di rileggere Le Sette Città di Cibola. La meravigliosa colonna sonora di Ron Jones, va detto, svolge una parte fondamentale nel mio amore per la serie.


Dei fumetti della serie classica conservo un affettuoso ricordo soprattutto per quanto riguarda i bei disegni di Cosme Quartieri, artista molto sottovalutato, mentre il reboot animato del 2017 secondo me non arriva al livello dell'originale (che negli anni Ottanta fu una roba mai vista prima), pur trattandosi di un prodotto ricco di pregi che ha saputo conquistare un largo pubblico. I fumetti tratti da questo revival mi sono sempre piaciuti molto.
 
SC: Come nasce la tua collaborazione con Panini come divulgatore? Come ti fa sentire avere la possibilità di scrivere di qualcosa che ha avuto un impatto così forte su di te?

VS: Mi occupo già da anni di collaborazioni occasionali che non riguardano la sceneggiatura: ho curato album di figurine, selezionato storie per alcune testate, scritto prefazioni e altro. Mi è sembrato quindi abbastanza "naturale" (per quanto non scontato) avere la possibilità di scrivere articoli per volumi che si occupano di materiale di cui sono piuttosto ferrato. Non mi ritengo però un divulgatore. Quello è un titolo che spetta ai colleghi che sono realmente degli esperti a tutto tondo, cultori e storici di fumetto e animazione che potrebbero scrivere saggi su saggi, con un approccio alla materia che non è il mio. Io sono perlopiù un fan che ha la fortuna di poter parlare di ciò che più lo appassiona, che siano le DuckTales o il Paperone di Barks. Scriverne in via ufficiale è davvero un onore e spero di avere l’occasione di continuare a farlo, migliorando.

SC: Se è vero che le tue storie sono da sempre in qualche modo legate all'avventura, anche in virtù di un altro tuo importante punto di riferimento, Rodolfo Cimino, ci sono due titoli in particolare che mi sembrano strizzare l'occhio più da vicino a DuckTales: Zio Paperone alla ricerca del basettiere perduto e Zio Paperone e il maggiordomo ideale, entrambi illustrati dall'ottimo Emmanuele Baccinelli. Se nel primo presentate due personaggi che richiamano in maniera piuttosto evidente Gaia e Tata, nel secondo, in edicola da oggi, non si può non notare l'influenza di un certo Armstrong... Potremmo semi-ufficialmente decretare l’inizio delle DuckTales italiane?
 
VS: Sarebbe ora! Scherzi a parte, quelli che hai citato sono affettuosi omaggi che, visto il mio background, prima o poi trovano il modo di fluire "naturalmente" nelle mie storie. Come scrivevo sopra, le DuckTales per me sono importanti e "storiche" tanto quanto i fumetti di Barks, quindi poterne richiamare (almeno nelle intenzioni) lo spirito nelle mie storie di Zio Paperone lo trovo spontaneo… e divertente! È anche un modo per ricordare a me stesso che senza quelle giornate incollate al videoregistratore non sarei mai approdato sulle pagine di Topolino, quindi per certi versi è come se fosse una sorta di "cifra autoriale", se vogliamo raccontarcela un po'. Omaggi a parte, però, ciò che spero di trasmettere con le mie storie è anche solo un briciolo di quello che provavo da bambino di fronte a quel modo là di raccontare le storie dei paperi.

SC: Tenendo a mente quanto si diceva sopra, a quando uno pseudo-Jet McQuack?

VS: Jet è un personaggio troppo bello per essere banalizzato da un surrogato, quindi vorrei usare direttamente lui! Certo, so bene che Topolino è una cosa e i personaggi di film e serie sono un'altra cosa… ma se mai un giorno ci fosse la possibilità, sarei ovviamente il primo a volerlo riportare in scena. Ma ti confesso che il mio sogno sarebbe una storia… con Robopap! Lui è veramente fra i miei personaggi preferiti in assoluto.

SC: Di cosa ti stai occupando al momento? Vedremo storie o articoli tuoi nel prossimo futuro?
 
VS: Direi proprio di sì! Articoli a parte (tenete d'occhio anche le uscite sugli altri "cartoon a fumetti" come il mondo di Darkwing Duck), sono sempre al lavoro sul mio amato Zione, che non ho intenzione di mollare tanto presto. Però aspettatevi sicuramente altro con personaggi ben diversi, che non vedo l'ora di poter esplorare.

© Disney per le immagini pubblicate.