giovedì 25 agosto 2022

Il papà di Zio Paperone

Il papà di Zio Paperone potrebbe essere Carl Barks, intendendo colui che l'ha ideato e caratterizzato all'interno di centinaia di storie a fumetti, oppure Fergus de' Paperoni, un poveruomo scozzese dal cuore d'oro introdotto da Don Rosa nella sua famosa Saga. O ancora, grazie alla molteplicità di narrazioni parallele già tangenzialmente incontrate negli scorsi post, potrebbe essere un papero ricco, che ha lasciato a Paperone la sua fortuna. E, curiosamente, è proprio di questo personaggio che vorrei parlare oggi.

Fergus recentemente raffigurato (in maniera piuttosto atipica) in Zio Paperone e il processo numismatico (Martinoli/Panaro, 2014)

Questo altro padre di Paperone, ben distinto da Fergus, viene menzionato da Bob Karp e Al Taliaferro in alcune strisce giornaliere e tavole domenicali pubblicate sui quotidiani statunitensi negli anni Sessanta. La sua prima citazione avviene nella tavola domenicale dell'8 maggio 1960. Qui, Paperino e lo zio recuperano un baule pieno di denaro sepolto nel giardino della villa de' Paperoni. La frase di Paperone, "mio padre non si fidava delle banche!" ("my daddy didn't trust banks!"), lascia intuire che il baule (e, probabilmente, l'intera proprietà) appartenesse un tempo al genitore.


Il ricco padre viene inoltre citato in almeno tre strisce giornaliere: quella dell'11 dicembre 1963, quella del 18 marzo 1966 e quella del 3 ottobre 1968.

Nella prima di queste, Paperone mostra al nipote una poltrona rifoderata personalmente dal padre nel 1912, ripiena di dollari in banconote.


Nella seconda, conversando con un senzatetto, Paperone ricorda di avere abbandonato la scuola al sesto anno ("sixth grade") e che il padre gli ha lasciato venti milioni per iniziare la sua carriera.


Nell'ultima delle tre strisce, alla domanda di uno dei nipotini su come il padre avesse fatto a essere ricco essendo il nonno invece così povero, Paperone risponde: "era uno spendaccione pigro che ha sposato una ricca vedova!" ("he was a lazy spendthrift who married a rich widow!").


Il padre di Paperone dipinto da Karp e Taliaferro è senza dubbio ricco e, almeno nell'ultima parte della sua vita, ha vissuto negli Stati Uniti (ciò è dimostrato dall'utilizzo dei dollari e dalla presenza del suo baule nel giardino della villa di Paperone). Per entrambe queste caratteristiche, lo si potrebbe quasi identificare con il padre di Paperone citato in Paperino e l'incubo dello Zio Paperone (Fallberg/Strobl, 1961), proprietario della banca nella cittadina mineraria situata un tempo vicino al Monte Orso. Inoltre, in Zio Paperone Babbo Natale ad honorem (?/Strobl, 1962), apprendiamo che il padre di Paperone era in società, in quel di Paperopoli, con tale Dreary Duck, pro-prozio di Paperina.



Va comunque ricordato che le strisce giornaliere avevano la valenza di gag istantanee basate su stereotipi della società e non miravano a costituire una continuità narrativa solida e coerente, come dimostrato, ad esempio, dalla tavola domenicale dell'11 dicembre 1960, in cui Paperone ricorda di essere stato un povero contadino da ragazzo, o ancora da quella del 12 maggio 1968, in cui il magnate racconta di essersi fatto da solo.



© Disney per le immagini pubblicate.

lunedì 8 agosto 2022

Una chiacchierata con... Ralph du Mosch

Oggi vorrei presentarvi un giovane autore olandese che credo valga la pena tenere d'occhio (e di cui in realtà ho già avuto modo di parlare qui): Ralph du Mosch. Ralph inizia la sua carriera appena due anni fa con De prins van Pegelburg (du Mosch/Ferioli, 2021), pubblicata in Olanda nel marzo 2021. In Italia, sono state recentemente ristampate due delle sue storie e personalmente mi auguro che Panini prosegua nel dare spazio alle più che valide avventure ideate da questo sceneggiatore.

SC: Simone Cavazzuti
DM: Ralph du Mosch
 
SC: Essendo un autore (super)nuovo, ho avuto qualche difficoltà a reperire informazioni biografiche su di te. Ti andrebbe di condividere qualcosa a proposito della tua vita e di come sei finito a scrivere fumetti? Conoscevi bene l'universo Disney?

DM: Sì, sono cresciuto leggendo fumetti Disney, anche se, stranamente, non ero un grande fan dei fumetti in generale. Ho sempre amato disegnare, per quanto mi ricordi. Da bambino, scrivevo spesso brevi storie che poi "illustravo" anche.

Quando avevo 6 o 7 anni, ho iniziato a leggere la rivista olandese Donald Duck e ho iniziato naturalmente a provare a disegnare anche quei personaggi. Ricordo che, da ragazzi, un amico e io creavamo i nostri "fumetti" di Paperino (solitamente un foglio A4 era una vignetta). Erano probabilmente pessimi sia nei "disegni" che nella "scrittura", ma sono ricordi piacevoli.

Un paio di anni fa, ho trovato un blog di Evert Geradts sul quale pubblicava alcune sue vecchie sceneggiature sotto forma di storyboard, sono rimasto davvero affascinato da questa combinazione di scrittura e disegno e ho immaginato: "forse potrei provare a farlo anch'io".

Nel 2020, durante il primo lockdown, ho improvvisamente avuto del tempo in più da trascorrere a casa e, per capriccio, ho deciso di provare a realizzare un paio di sceneggiature e di provare a mandarle all'editore. La risposta è stata molto positiva ed entrambe le storie sono state vendute. Più tardi, un paio di settimane dopo, ricevo una e-mail in cui mi si chiede se sia libero per scrivere una storia di 10 pagine delle Giovani Marmotte. Da allora, mi hanno chiesto di scrivere sempre più storie. E il resto è storia (molto breve).

SCQuali sono i tuoi autori e artisti preferiti?

DM: Carl Barks è il mio autore preferito. Quando ero bambino, in biblioteca avevano molti volumi con solo storie di Barks e così ne ho lette molte da lì. Ho letto molto Barks anche a casa dei miei nonni: avevano conservato i numeri di Donald Duck degli anni Settanta e Ottanta che appartenevano a mio papà e a mio zio quando erano bambini e quei numeri ristampavano molte storie di Barks.

Era l'età perfetta per leggere quelle storie, intorno ai 7-10 anni. Ora, molte di queste avventure, come Zio Paperone e la Stella del Polo e Paperino e i terremotari, hanno per me un grande valore nostalgico. Se dovessi scegliere la mia preferita, sarebbe probabilmente Zio Paperone pesca lo skirillione; la maniera in cui la storia si sviluppa da una situazione apparentemente banale a una grande avventura sottomarina è un esempio così indicativo dello storytelling barksiano: invece di presentare le situazioni fantastiche come racconti supereroistici, raccontava le storie come se fossero potute accadere a te!

Le storie di Barks erano così ben costruite che mi ricordo di aver pensato: "perché si deve complicare le cose in questo modo!!" Ogni volta che pensavi di poter prevedere quello che sarebbe successo, capovolgeva le tue aspettative e ti chiedevi come diavolo i paperi avrebbero risolto i loro problemi. Barks non ha mai preso la via più facile per uscire da una storia (anche quando avrebbe potuto semplicemente farlo) e ha sempre fatto uno sforzo maggiore piuttosto che realizzare una "storia per bambini" mezza assurda. Questo è qualcosa che ammiro molto della sua narrazione ed è qualcosa che provo a fare anch'io: non scrivere qualcosa di facile e veloce pensando: "chi se ne frega, è solo per i bambini", ma cercare davvero di realizzare una bella storia, che sia divertente da leggere a tutte le età.

Devo avere letto molti altri autori Disney, ovviamente, ma a parte Barks non ho mai saputo i loro nomi! Sono cresciuto leggendo anche un sacco di storie italiane, dato che venivano pubblicate nei tascabili olandesi che leggevo, e le considero notevoli. Per quanto riguarda gli artisti, i miei preferiti da ragazzo erano Daan Jippes e Carlos Mota. Hanno stili differenti, ma quello che hanno in comune è lo stile di disegno fluido, quasi "snello", e quel meraviglioso senso di "leggerezza" dei personaggi, che sembrano quasi saltare fuori dalla pagina.

SC: Sia in De rijkeluis-race (du Mosch/Pérez, Fernández, 2022) sia in Een speciale gast (du Mosch/Alfonso, Fernández, 2022), troviamo il trio Topolino/Paperino/Pippo e ciò possibile perché in Olanda vivono tutti nella stessa città, Duckstad (Paperopoli). Siccome sono personaggi così ben caratterizzati da stare solitamente per conto proprio, è più difficile scrivere una buona storia in cui abbiano tutti il giusto spazio?

DM: Alla fine del 2020, l'editore mi chiede una "storia lunga" in cui Topolino, Paperino e Pippo partecipano a una corsa per risolvere una sorta di scommessa. Non avevo pensato di usare il trio, dal momento che anche nei fumetti olandesi si vedono raramente insieme per quanto ne so, ma sono rimasto piacevolmente sorpreso da come sia uscita la storia. Circa un anno dopo, mi chiedono un'altra storia con Topolino/Paperino/Pippo, questa volta una storia di dieci pagine sul compleanno di Pippo. Sembrava una premessa molto noiosa, ma ancora una volta i personaggi sembravano scriversi da soli. È molto piacevole vedere Donald recitare tra i suoi coetanei. Offre l'opportunità per un tipo diverso di storie rispetto a quelle con Zio Paperone e Qui, Quo e Qua. Inoltre, la sincerità e la natura gentile di Topolino e Pippo bilanciano alcuni dei personaggi più cinici come Paperino e Zio Paperone.

Alcune vignette dallo storyboard di Een speciale gast

SCIn De komst van oom Fortunus (du Mosch/Ferioli, 2022), abbiamo il debutto officiale di Gustavo Paperone in una storia a fumetti. Vorrei sapere come ti è venuta questa idea e se hai ricevuto qualche commento dai redattori o dall'editore a proposito dell'utilizzo di un genitore di uno Standard Character.

DM: Io stesso non ero così sicuro di farla franca, ma hanno accettato la storia e non hanno mai detto nulla a proposito. Per coincidenza, leggendo la tua intervista con Evert Geradts, ho notato che aveva usato lo stesso identico approccio per portare a termine la sua storia con Della Duck: la redazione non gli aveva chiesto una storia con Della in particolare, ma ne ha scritta una di sua spontanea volontà, sperando che l'avrebbero accettata.

Ma, siccome i redattori spesso cambiano cose nel testo, ho aspettato ansiosamente per vedere che non lo cambiassero in uno zio all'ultimo minuto; fortunatamente, non lo hanno fatto. Cèsar Ferioli è un altro meraviglioso artista di cui ricordo le opere dalla mia infanzia e ha fatto un incredibile lavoro con le illustrazioni della storia.

Per me, la tradizione secondo cui i personaggi non hanno genitori sembra una limitazione autoimposta agli scrittori, dal momento che così tante trame comiche possono derivare da una dinamica genitore-figlio. Posso in qualche modo comprenderlo con Paperino, dal momento che molti lettori probabilmente vedono Nonna Papera come la madre di Paperino, e anche con Qui, Quo e Qua lo capisco, perché ciò solleverebbe la domanda sul perché vivono con Paperino e non con i loro genitori, ma per gli altri personaggi non vedo la necessità di mantenere mamma e papà un mistero.

Pensavo che non sarebbe stato divertente avere il padre di Gastone come una copia carbone di Gastone stesso, o "addirittura più fortunato di lui, bla bla bla". Pensavo che sarebbe stato più divertente renderlo un sergente istruttore, ossessionato dalla disciplina e dal duro lavoro. Ho preso ispirazione dalle storie del Lupo Cattivo, nelle quali il padre e il figlio sono agli antipodi.

Gastone alle prese con il padre nello storyboard di De komst van oom Fortunus

SC: Pensi di far tornare Gustavo in futuro?

DM: Sì, ho ancora un paio di idee in testa per storie con Gustavo. Probabilmente, però, dato il mio lento ritmo di lavoro, riuscirò a trasformarle in storie finite solamente in un futuro distante. Ovviamente, anche altri autori potrebbero utilizzare il personaggio, siccome ora è lì fuori.

SC: Quello che mi piace nelle tue storie sono le combinazioni insolite dei personaggi, che permettono di mostrare alcuni aspetti che non erano stati mai (o comunque non così funzionalmente) esplorati prima. Cuordipietra contro Paperone e Ciccio in Zio Paperone e la sfida matematica (du Mosch/Pérez, Fernández, 2022), il "triangolo romantico" tra Paperino, Miss Paperett e un Bassotto in De kaart van Eugenia (du Mosch/Pérez, Fernández, 2022), e così via... Come ti vengono queste idee e ci sono altri personaggi che vorresti esplorare?

DM: La prima cosa che le persone mi chiedono quando gli dico che scrivo fumetti Disney è: "da dove ti vengono le idee?" e non riesco mai a dare una risposta interessante. Faccio solo brainstorming in base ai parametri che l'editor mi fornisce, oppure un'idea mi viene in mente a caso durante il giorno e (se non mi dimentico di scriverla) provo a vedere se riesco a tirarne fuori una storia.

La combinazione dei personaggi non nasce da uno sforzo consapevole. Cerco semplicemente di ottenere una storia che non abbia letto prima, qualcosa che mi sarebbe piaciuto leggere da bambino. E, quando cerchi di entrare nel "territorio inesplorato", provi giocoforza combinazioni di personaggi che non si erano visti insieme prima. Per esempio, mi è appena stata pubblicata una storia in cui Herbert, l'amico di Qui, Qui e Qua, parte per un'avventura assieme a Zio Paperone. Dimmi se non è una strana coppia!

SC: A proposito di Herbert, come mai pensi che sia un personaggio così popolare in Olanda?

DM: Bella domanda. Credo sia perché la produzione barksiana è molto radicata nei fumetti olandesi. Come il cane Bolivar e il vicino Jones, Herbert è un personaggio popolare qui, ma raramente (forse mai?) appare in storie straniere. Inoltre, il suo nome olandese, "Keessie", ha un suono divertente e orecchiabile.

SC: A proposito dei fumetti olandesi, credo che la qualità dei disegni dei vostri artisti sia notevole. Le tue storie per ora sono state disegnate da Jippes, Ferioli, Pérez... Quanto è soddisfacente vedere quello che scrivi in una veste grafica così bella? C'è qualche artista (olandese e non) con il quale sogneresti di collaborare?

DMDaan Jippes è stata una sorpresa totale per me e, solo la settimana scorsa, mi è stata pubblicata una storia disegnata dal mio altro artista preferito, Carlos Mota!! Dopo avere ammirato le loro opere da quando ero un ragazzo, pensare che un giorno avrebbero disegnato le mie storie è quasi surreale.

Ci sono molti altri artisti con i quali spero di lavorare su mie storie un giorno: Mau Heymans è un altro dei preferiti dalla mia infanzia. Ci sono anche nuovi nomi, come Tim Artz, Henrieke Goorhuis e Jan-Roman Pikula, che sono tra i migliori cartoonist che io conosca.

Kari Korhonen è un altro dei miei preferiti, che ha lo stesso stile "fluido" e leggermente buffo che ammiro in Jippes e Mota. Ma Korhonen lavora solo per Egmont, perciò dovrei prima vendere una storia a loro affinché ciò possa accadere.

Due vignette da Slapen op commando (du Mosch/Jippes, Schröder, 2021)

SC: Mi hai raccontato da dove viene l'ispirazione per le storie, ma poi come sottoponi il tuo lavoro ai redattori e all'editore una volta terminato? Realizzi una sceneggiatura scritta oppure lo consegni sotto forma di storyboard?

DM: Solitamente, il redattore mi chiede un numero preciso di pagine per un dato personaggio e, spesso, mi viene dato un tema generico che la storia dovrà sviluppare (ad esempio, "eredità" o "caccia al tesoro"), nonostante io mi prenda molte libertà. Altre volte, creo semplicemente una storia senza che me lo chiedano e la invio, come avevo fatto la prima volta. In questo caso, ho più libertà di decidere quante pagine saranno, ecc., e queste storie non hanno una data di consegna, perciò ho più tempo per lavorarci.

Una volta che ho completato la storia, disegno l'intero script sotto forma di storyboard (molto) veloce e abbozzato; tutti gli autori per la produzione olandese lavorano così. La parte più difficile per me è capire come avere il giusto numero di vignette nel limite della pagina. C'è spazio solo per 8 vignette per pagina, ma a volte vorresti una vignetta più grande, o più piccola, se la storia lo richiede. Mi piace avere delle grandi vignette iniziali, ma ciò significa che dovrò rimuovere o accorciare una vignetta da qualche altra parte nella storia per fare combaciare il tutto e, se quando sommi tutte le vignette, ce n'è una di troppo, devi ricominciare a ricomporre il puzzle da capo: aarggh!

Sebbene le bozze possano essere veloci e non debbano essere grandiose, aggiungono MOLTO lavoro in più alla stesura di una sceneggiatura, ma mi piace dare l'input visuale alla storia. Realizzo il primo design per ogni nuovo personaggio che posso creare per le mie storie e ogni volta è molto divertente vedere come l'artista finale lo interpreta. Ad esempio, Nelis de Nozem, il consulente per la gestione della rabbia di Paperone in Innerlijke rust: Paco Rodriguez ha fatto suo il personaggio, aggiungendogli una piccola treccia sotto becco che lo ha reso molto più divertente!

Nelis de Nozem da Innerlijke rust (du Mosch/Rodriguez, 2021)

Una volta che la sceneggiatura è completamente scritta e abbozzata, la invio alla redazione e il mio editor la leggerà e deciderà se acquistarla o rifiutarla. All'inizio, ricevevo spesso note su cose che andavano cambiate. Ad esempio, nella storia con Ciccio, Cuordipietra avrebbe dovuto drogare Ciccio mettendogli dei sonniferi nel cibo. A quanto pare, non si poteva fare, così l'ho sostituito con un orologio ipnotico raffigurato sul cartellone di un tifoso (molto inverosimile, lo so, ma probabilmente anche più divertente). Fortunatamente, con il passare del tempo, ho ricevuto meno note e la maggior parte delle storie viene accettata senza bisogno di modificare nulla (toccando ferro!).

Ciò che avviene successivamente è fuori dal mio controllo e la storia verrà assegnata a un artista.

Spesso, la redazione cambia la mia sceneggiatura per renderla più breve o più semplice ed è un peccato a volte, perché mi piace mettere dell'umorismo nei dialoghi che viene quindi tagliato per rendere il testo più breve. Secondo me, il testo non dovrebbe essere troppo semplice, ma dovrebbe sfidare un po' i bambini, in modo che possano migliorare inconsciamente il loro vocabolario in una maniera che li diverta. Molti bambini che leggono la rivista sanno già leggere perfettamente, perciò non ritengo che debba rimanere a un livello prescolare.

Inoltre, devo sottolineare che, mentre ovviamente ci guadagno un po' di soldi, quello del fumettista non è il mio "lavoro principale", ma è essenzialmente un hobby, e perciò devo utilizzare il mio tempo libero per farlo. Questo significa anche che ho pochissimo tempo per lavorare alle mie storie e, a volte con le scadenze, devo fare molto lavoro in tempi brevi! Perciò, alcune storie risultano un po' più affrettate di altre, ma cerco comunque di fare il meglio che posso.

SCQualche commento su progetti a cui stai lavorando?

DM: Ho appena consegnato una storia di 12 pagine con Paperina che la redazione mi aveva chiesto e una storia di 5 pagine con Paperino e Gastone. Recentemente, ho anche venduto un'altra storia Paperone-contro-Famedoro, 10 pagine in cui Paperone viaggia indietro nel tempo per ottenere un'eredità. Finora, questa storia è stata una delle mie preferite da scrivere e spero che piacerà anche ai lettori.

Sto anche lavorando a una storia di 9 pagine con Archimede e una di 10 pagine con Amelia, oltre ad avere molte idee "in cantiere", ma, come ho detto, queste storie non commissionate richiedono più tempo per essere completate.

Vignetta iniziale dallo storyboard di Strijd om een erfenis

Vignetta iniziale dallo storyboard di Pech gehad!

SCSentiti libero di aggiungere qualsiasi cosa di cui non abbiamo parlato durante questa chiacchierata.

DM: Non ho molto da aggiungere, se non ringraziarti per la decisione di intervistare me: l'autore di fumetti MENO conosciuto al mondo!

Ti auguro buona fortuna con il tuo blog e spero che altre mie storie vengano pubblicate in Italia, affinché i lettori italiani possano (si spera!) apprezzarle.

© Disney per le immagini pubblicate.

mercoledì 27 luglio 2022

Il Rappet riprende le pubblicazioni!

La fanzine danese Rappet (attiva dal 2002) sta per tornare, dopo circa due anni di inattività, con il numero 31. Anders C. Sivebæk, che gestisce la rivista dal numero 24 (pubblicato nel giugno 2015), commenta così la prolungata assenza: "il numero 30 [pubblicato a novembre 2020] constava di 80 pagine, perciò ci è voluto un po' di tempo prima che fossimo pronti con nuovi articoli."

La copertina del numero 30, realizzata dall'artista francese Adrien Miqueu

Inoltre ricorda: 

la fanzine e l'associazione [la DDF(R) ‒ Dansk Donaldist-Forening , costituita la notte tra il 29 e il 30 dicembre 2001] sono state formate per creare un punto di incontro per i donaldisti e per diffondere articoli riguardanti tutte le aree del Donaldismo.
 
E infine ci fa sapere che: "noi [soci della DDF(R)] terremo il nostro incontro estivo questo prossimo fine settimana e i membri saranno i primi ad avere le loro copie del nuovo numero."

La copertina del numero 31, realizzata dall'artista svedese Ted Johansson

Sarà proprio questo numero a ospitare il mio articolo "Angående Cornelius Blisand", versione danese di questo post, scritto originariamente per la fanzine in questione.

Le prime due pagine del mio articolo

Grazie a Adrien e Anders per le immagini.
© Disney per la maggior parte dei personaggi raffigurati.

giovedì 30 giugno 2022

Curiosità varie

Nel corso delle ricerche svolte negli ultimi due anni, mi sono spesso imbattuto in curiosità che avrei desiderato condividere, ne ho preso nota e le ho tenute da parte per il momento giusto. Alcune di queste hanno trovato spazio nei diversi articoli a sfondo genealogico, in quelli sui rimaneggiamenti brasiliani, o nel più recente a proposito dell'evoluzione di Rockerduck, ma per altre non ho mai individuato una collocazione adatta; per tale motivo, ho deciso di redigere oggi un post contenitore per raccogliere (a mo' di elenco) informazioni sparse, recuperate consultando centinaia di albi statunitensi del passato. Purtroppo, pur trattandosi di storie con vari decenni di età, la maggior parte di esse è stata ristampata solamente una o due volte nel nostro paese (e nemmeno di recente).

  • In Paperino e i ladri di bestiame (?/Murry, 1951), il palazzo di Paperon de' Paperoni risulta essere situato nella cittadina di Sanifornia, in Califrisco;
  • Anche in Paperino fotografo (Gregory/Strobl, 1960), la città natale di Paperone è chiamata Cheapside e si trova in Scozia;
  • In Paperino dà lustro al clan (Lockman/Strobl, 1967), Paperone compare al fianco di due paperi misteriosi chiamati "gli anziani del clan dei Paperi" ("the elders of the Duck Clan" nella versione originale);
  • In Burle tra i ranghi (Lockman/Strobl, 1968), i nomi dei Bassottini sono Snitty, Bitty e Fitty;
  • In Qui, Quo, Qua a caccia di buone azioni (Gregory, 1974), la città natale di Paperone (che si trova sempre in Scozia) è chiamata invece Pinchpenny, e Paperone afferma di avere trascorso la sua gioventù in una sorta di collegio chiamato "Pinchpenny Boys Home";
  • In Zio Paperone e la sindrome da sabbia (Lockman/Alvarado, 1979), Paperone ricorda uno zio Sourdough (il cognome non è rivelato), che diventò ricco facendo il minatore d'oro nel 1849;
  • In Zio Paperone e le grandi scuse (Gregory, 1980), Paperone apprende che metà del terreno su cui sorge il suo deposito apparteneva a un certo Jason Duck, nonno di Paperina;

© Disney per le immagini pubblicate. 

venerdì 17 giugno 2022

L'evoluzione di Rockerduck

Questo è un post che avrei voluto scrivere da un po' di tempo ma che, per un motivo o per l'altro, è stato rimandato fino a oggi. Come già riferivo qui, Rockerduck appare negli States soltanto in tre storie pubblicate tra gli anni Settanta e gli anni Duemila (oltre, chiaramente, all'esordio sancito da Carl Barks), mentre diventa presto un personaggio molto popolare in Europa grazie soprattutto alla produzione italiana e a quella del Disney Studio Program, che sviluppa storie complete e soggetti per i mercati non-statunitensi. Ciò che andrò a fare oggi è delineare l'evoluzione caratteriale e grafica di questo rivale attraverso le quattro storie pubblicate in America, senza infine tralasciare qualche riferimento alla produzione nostrana.

In Zio Paperone e la superbenzina (Barks, 1961), John D. Rockerduck (questo il nome con cui viene presentato fin dalla seconda vignetta della prima tavola) è solamente un "concorrente" di Zio Paperone ("one of his business rivals" nella versione originale) e sfoggia una insolita (almeno per come è stato caratterizzato in seguito) folta chioma castana (sbiancata nelle successive ristampe). In questa storia, i due miliardari competono per dimostrare quale delle rispettive benzine sia la più efficiente e, strano ma vero, Rockerduck primeggia e l'avventura si conclude con un adirato Paperone che insegue il nipote (fautore della sua sconfitta).

La prima apparizione di John D. Rockerduck (Barks, 1961)

La seconda apparizione americana del personaggio risale a esattamente dieci anni dopo questo primo racconto e si tratta di Paperon de' Paperoni e l'inghippo elettorale (?/Wright, 1971). In questa storia, Rockerduck (che compare solamente in cinque vignette più una in cui se ne vede la silhouette) presenta un look differente (si vedano occhiali, abbigliamento, capelli e sopracciglia) e non è un rivale di Scrooge, ma solamente un candidato alla presidenza del Club dei Miliardari che ha un fare bonario e amichevole. Il nuovo aspetto grafico sembrerebbe essere ispirato a Wormsley Bookdust, travestimento di Paperino in Paperino e le lettere galanti (Barks, 1949), e a Scuylor Vanderbandit, criminale apparso in I Bassotti alla deriva con l'idraulica (Lockman/Strobl, 1966). Da notare che Wright aveva già disegnato Rockerduck in due storie dello Studio Disney negli anni Sessanta utilizzando invece il look internazionale più convenzionale.

Rockerduck alla sua seconda apparizione americana (?/Wright, 1971)


Wormsley Bookdust (Barks, 1949)

Scuylor Vanderbandit (Lockman/Strobl, 1966)

La terza apparizione tutta americana di Rockerduck avviene in I Bassotti e la carica degli 800 e rotti (Evanier/Wright, 1974). Nella versione originale della storia, a differenza delle due precedenti, Rockerduck non è un semplice miliardario, bensì il secondo papero più ricco del mondo (viene infatti presentato come il "second richest duck in the world", titolo assente nella traduzione italiana). Wright cambia ancora una volta l'aspetto del personaggio, rendendolo più somigliante alla matrice barksiana (ristampata in America giusto sei mesi prima) e restituendogli perciò la folta chioma bianca. Curiosamente, la redazione di Topolino fa ridisegnare da qualche artista interno i capelli di Rockerduck per far sì che sia riconoscibile agli occhi dei lettori italiani, nel frattempo abituatisi alla versione ancora oggi presente nei fumetti.

Rockerduck è il secondo papero più ricco del mondo (Evanier/Wright, 1974)

... ma non in Italia

Confronto tra il Rockerduck di Wright pubblicato in America (stile barksiano) e in Italia (adattamento allo stile internazionale prevalente)

La quarta e ultima storia con Rockerduck pubblicata negli Stati Uniti prima degli anni Duemila è Il re di Copper Hill (Rosa, 1993), quarto capitolo della Saga di Paperon de' Paperoni, in cui Scrooge incontra brevemente un piccolo "Johnny" ancora bambino.

Un piccolo "Johnny" Rockerduck (Rosa, 1993)

Queste quattro pubblicazioni (tre delle quali prodotte in America tra gli anni Sessanta e Settanta e una realizzata per il mercato danese negli anni Novanta) rappresentano un personaggio mutevole: miliardario rivale di Paperone, bonario aspirante presidente del Club dei Miliardari, secondo papero più ricco del mondo e, infine, bambino viziato. Come già accennato, fuori dagli States, Rockerduck è un personaggio ricorrente ben definito che possiede un po' di tutte queste caratteristiche e che riassumerei con una bella descrizione fornitami l'anno scorso dall'autore Carlo Chendi: "Rockerduck è solo un miliardario con pochi scrupoli, come lo sono i miliardari 'reali'". Questo suo essere "con pochi scrupoli", al contrario di Paperone, che invece conosce il valore del lavoro e della fatica e ha degli ideali da difendere, ha fatto sì che fosse possibile in passato rappresentarlo in combutta con veri e propri gangster, come nelle storie scritte da Guido Martina.

Per quanto riguarda l'evoluzione del suo aspetto grafico, è interessante notare come, nella sua seconda apparizione assoluta, Zio Paperone e il kiwi volante (Barosso, Barosso/Bordini, 1963), l'artista segua pedissequamente il look proposto da Barks, ricopiandone pure alcune pose. Sarà, poco più tardi, il duo veneto Scarpa-Cavazzano a sfoltirne gradualmente (e nemmeno continuativamente) la pettinatura nelle storie appena successive, Il giro del mondo in 80 stati d'animo (Kinney/Scarpa, 1964) e Zio Paperone e il coniglio ranista (Barosso, Barosso/Scarpa, 1964). Negli anni seguenti, i vari artisti (italiani e internazionali) proseguono quindi a rappresentarlo in questa versione aggiornata, spostando leggermente i capelli di storia in storia (dalle tempie alle guance), a seconda del modello di riferimento del personaggio, fino ad arrivare al look definitivo che oggi tutti conosciamo. Non deve perciò sorprendere più di tanto il cambiamento operato durante l'importazione de La carica degli 800 e rotti, siccome, solo tra la pubblicazione de Il kiwi volante e quella storia, in Italia era già apparso in ben più di cento storie portando la nuova acconciatura!

Paragone tra due vignette di Barks (1961) e Bordini (1963), evidentemente ricopiate

Una via di mezzo tra la versione barksiana e quella attuale (Kinney/Scarpa, 1964)

La trasformazione è quasi completata (Barosso, Barosso/Scarpa, 1964) 

Di seguito, vorrei riportare una breve carrellata di aspetti curiosi che il miliardario ha sfoggiato nel corso dei decenni.

Zio Paperone e la caccia alle bottiglie (Kinney/Bradbury, 1965)

Zio Paperone e la giostra delle battaglie (?/Wright, 1966)

Hannibals Elefant (Gulbransson, 2013) e In den wilden Bergen (Gulbransson/Gulbransson, Rodriguez, 2013)

De tre milliardærer (Korhonen, 2015)

© Disney per le immagini pubblicate.