Visualizzazione post con etichetta uncle scrooge. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta uncle scrooge. Mostra tutti i post

sabato 23 dicembre 2023

Buone Feste! ❄

È arrivato il freddo, la neve e sono comparse pure le lucine sui palazzi delle vie del centro. Ci troviamo inequivocabilmente in quel periodo di festa tanto caro a grandi e piccini di tutto il globo. Un altro anno è passato velocissimo, ma, nonostante tutto, in questo 2023, ho conosciuto nuove persone e visto luoghi in cui non ero mai stato.

Per quanto riguarda il blog, tirando un po' le somme di questi ultimi anni, posso fieramente dire che, da quando l'ho ripreso in mano nel 2021, sono stati pubblicati ben 82 post (compreso quello che state leggendo), contro i 35 pubblicati nel periodo 2010-2014. Certo, quantità non è sinonimo di qualità, ma ritengo che gli articoli, le ricerche e le interviste pubblicate in questi ultimi tre anni siano davvero materiale di approfondimento di un certo livello e difficilmente trovabile altrove. L'instancabile curiosità che mi accompagna da quando ho iniziato, il desiderio di completezza e la volontà di avere sempre l'immagine giusta al posto giusto (per quanto non sia affatto facile soddisfare queste tre esigenze) fanno sì che i contenuti che porto sul blog non siano banali o superficiali. E credo che ciò sia riscontrabile oggettivamente. Una nota se la merita anche il canale YouTube aperto alla fine dello scorso anno, sul quale, a oggi, sono presenti ben quattordici video-chiacchierate con autori, disegnatori, (ex-)direttori del settimanale Topolino e con il sommo Alberto Becattini, che non rientra in nessuna delle categorie precedenti.

Essendo stato un lettore di fumetti Disney per la maggior parte della mia vita, mi sono inevitabilmente imbattuto in decine e decine di storie a tema natalizio, partendo da quelle dell'Uomo dei Paperi in persona. Non mi è mai, però, capitato di analizzarle a fondo o di scriverne qualcosa a riguardo. Quali, tra la miriade di storielle e avventure lunghe pubblicate nei decenni nei vari paesi del mondo, meriterebbero di essere prese in considerazione? Per dirne cosa? Dovrei discutere dell'importanza di Paperino e il Natale sul Monte Orso (Barks, 1947)? Dei suoi (forse) troppi seguiti? Del parallelo tra lo Scrooge McDuck di Carl Barks e dell'Ebenezer Scrooge di Charles Dickens? Della serie di strisce giornaliere in cui Babbo Natale (alias Kris Kringle) in persona si interfacciava con i protagonisti dei Classici Disney? Della peculiare striscia datata 25 dicembre 1941, in cui nessun personaggio è visibile e, ciononostante, riusciamo a ricostruire chiaramente cosa è accaduto a Paperino? 

C'è decisamente troppo di cui si potrebbe parlare e temo che lo spazio di un post sul blog non sia sufficiente per permetterne un'analisi approfondita. Per tale ragione, invece di dedicarmi a un saggio sulle storie a fumetti natalizie, ho deciso di fare qualcosa di diverso dal solito, chiedendo ad alcuni artisti Disney di realizzare delle illustrazioni per augurare buone feste ai lettori di questo spazio online. Senza ulteriori chiacchiere, vi lascio in compagnia dei bei disegni realizzati dai professionisti di cui sopra, che ringrazio per avere gentilmente accettato di prendere parte a questa iniziativa e che vi vado a presentare brevemente, in ordine puramente alfabetico.

EMMANUELE BACCINELLI — artista nostrano di chiara ispirazione carpiana, è, tra le altre cose, copertinista ufficiale dell'Almanacco Topolino (ruolo che gli ha permesso di vincere il premio ANAFI 2023 come miglior copertinista), nonché disegnatore di Operazione Zeus (Gervasio/Baccinelli, 2023), avvincente storia enigmistica di questa estate, e della statuetta basata su Steamboat Willie, realizzata per il centenario disneyano e allegata a Topolino 3543.


DIEGO BERNARDO — disegnatore Egmont dal 2015, la sua prima storia pubblicata è DIY Disaster (Gilbert/Bernardo, 2016). Quest'anno, è stata pubblicata la sua prima storia realizzata per l'editore olandese DPG (Vijver/Bernardo, 2023). L'illustrazione proposta è ispirata al mio post dell'anno scorso intitolato "L'evoluzione di Rockerduck" e mette in scena due diverse interpretazioni del miliardario paperopolese.



FEDERICO BUTTICÈ — nuovissima leva del team Panini/Disney, ha esordito quest'anno sulle pagine del settimanale con Archimede e l'automa auto-apprendente (Di Gregorio/Butticè, 2023). Suoi sono i disegni delle tre tavole di prologo a Zio Paperone e la lampada bisestile (Nucci/Intini, 2023), recentemente pubblicate sull'albetto distribuito in occasione del Free Comic Book Day Italia, nonché di Battista e l'amico fenomenale (Faraci/Butticè, 2023), pubblicata giusto la scorsa settimana.


SIMONA CAPOVILLA — disegnatrice torinese, esordisce nel fumetto disneyano con la storia Newton Pitagorico in... sono solo pensieri (Nucci/Capovilla, 2021). In questo 2023, la abbiamo vista all'opera in ben nove storie con protagonista il nipotino di Archimede e tre della saga di Alessandro Sisti sulla gioventù del fondatore di Paperopoli, Cornelius (Van) Coot, l'ultima delle quali è stata pubblicata proprio la scorsa settimana.


PAOLO DE LORENZI — disegnatore Disney dal 2001, ha realizzato, tra le altre cose, alcuni capitoli della serie Universo PK (sceneggiata da Tito Faraci) e ben 50 Ciak/Gulp tra il 2001 e il 2016. Ultimamente, lo abbiamo visto all'opera in Lucidatori provetti (Artibani, Panaro/De Lorenzi, 2023), concepita nell'ambito dei festeggiamenti per i cento anni di Disney e liberamente ispirata al cortometraggio animato Clock Cleaners (1937).


RALPH DU MOSCH — sceneggiatore olandese, ha iniziato a scrivere storie Disney nel 2020 e la sua prima avventura pubblicata è De Prins van Pegelburg (du Mosch/Ferioli, 2021). A lui si deve l'esordio nei fumetti di Gustavo Paperone, il padre di Gastone, avvenuto in De komst van oom Fortunus (du Mosch/Ferioli, 2022) e di cui si è già discusso da queste parti. Per maggiori informazioni, rimando alla chiacchierata che ho avuto modo di fare con l'artista l'anno scorso.


TONY FERNÁNDEZ — disegnatore e inchiostratore spagnolo, fa parte dello Studio Comicup dal 1982 e, dal 1990, ne è direttore artistico. La prima storia accreditatagli è "La fève du samedi noir" (Corteggiani/Rodriguez, Fernández, 1994). Negli ultimi anni, lavora in maniera instancabile per l'Olanda, realizzando un gran numero di storie e strisce a fumetti, sempre in coppia con Jordi Alfonso o Carmen Pérez.


FRANCESCO GUERRINI — disegnatore bolognese dallo stile inconfondibile, realizza fumetti Disney dal 1990, anno di pubblicazione di Paperino e il minerale venuto da lontano (Pezzin/Guerrini, 1990). Per maggiori informazioni, rimando alla lunga chiacchierata che ho avuto modo di fare con l'artista qualche mese fa. Per augurarci buone feste, ha "scomodato" Dotto, dal primo lungometraggio animato Disney, Biancaneve e i sette nani (1937).


GAUTE MOE — sceneggiatore norvegese, la sua prima storia Disney è The Ghost (Moe/Ferioli, 2010). È molto attivo nel Nord Europa e scrive sia per Egmont sia per DPG. Per maggiori informazioni, rimando alla chiacchierata che ho avuto modo di fare con l'autore qualche mese fa. Ha deciso di partecipare a questa iniziativa inviandomi gli storyboard di due sue storie a tema natalizio, The Christmas Ride (Moe/Cabellic, 2017) e The Christmas Present (Moe/Pérez, 2018), di cui vi condivido la prima tavola.


© Disney per le immagini pubblicate.

sabato 21 ottobre 2023

Il Paperone di Dollari e $piccioli


Spostando alcuni fumetti da una delle varie librerie, mi è capitato di sfogliare una collana che forse non è ricordata come invece dovrebbe: Disney Anni d'Oro (2009-2014), curata da Lidia Cannatella con la collaborazione dei super esperti Alberto Becattini e Luca Boschi. Si tratta, come si può immaginare dal team che ci lavorava, di una pubblicazione estremamente ricca e generosa, corredata da preziosi approfondimenti, interviste, storyboard e contenuti esclusivi. Lo strillo in copertina recitava, per i primi diciannove numeri, "Contenuti speciali inediti e interviste esclusive!", per poi diventare, per i restanti undici, "Contenuti speciali inediti e storie rare!"


Prendendo in mano il numero 14, pubblicato nel maggio 2011, c'è qualcosa che cattura subito la mia attenzione: cinque tavole domenicali degli anni Sessanta di Bob Karp e Al Taliaferro con protagonista Zio Paperone, introdotte da un articolo di Becattini, intitolato "L'altro Paperone". Lo studioso ripercorre la storia di Scrooge nelle strisce giornaliere e nelle tavole domenicali pubblicate sui newspapers d'oltreoceano, a partire da quella del 12 febbraio 1951, che lo vede esordire sotto forma di fotografia.

Becattini prosegue descrivendo Dollari e $piccioli (1972), cartonato distribuito in omaggio agli abbonati a Topolino. Scrive: "il volume di 224 pagine presenta 90 tavole settimanali apparse sui quotidiani statunitensi fra il 24 gennaio 1960 e il 3 maggio 1970". Incuriosito, ho drizzato subito le antenne e mi sono recato su un sito di compravendita di usato. Trovato l'annuncio, ho proceduto verso l'acquisto, ho ricevuto il libro, l'ho letto (con colpevole ritardo di ben 51 anni!) e ora eccoci qui.


Innanzitutto, va premesso che non si parla di un'operazione cronologica. Le tavole (che sono rimontate su due pagine ciascuna e a cui viene assegnato un titolo) sono pubblicate in ordine misto e suddivise secondo sette macro-argomenti (a ognuno dei quali è riservata una colorazione differente): Avventure in cilindro, L'arte dello "sbafo", Due "verdoni" di megalomania, Per mantenersi in forma, Redditi e tasse a orario continuo, Il risparmio: questo benemerito e Vita in Azienda.

Il rapinatore, tavola che apre il volume

Si tratta, per l'appunto, di un Paperone "altro" rispetto al coevo personaggio dei comic books proposto da Carl Barks e pochi altri. Sono storielle brevissime che strappano un sorriso e che hanno i loro elementi ricorrenti: penso, a titolo esemplificativo, allo scooter di Zio Paperone oppure alla sua villa o alle sue spese folli. In questo, potrebbe ricordare lo Scrooge ancora "acerbo" di titoli come Paperino e la scavatrice (Barks, 1949), pur mantenendo sempre gli autori un tono allegro e ironico.

Sequenza finale de Il parcheggio

Incomprensioni (da Il trasloco)

Il tratto di Taliaferro è veramente delizioso. Le espressioni, le pose, i paesaggi, le chine... è tutto così pulito e i disegni meritano davvero di soffermarcisi e di seguire attentamente ogni linea. L'alternarsi continuo di periodi differenti è, comunque, evidenziato dal diverso design di Paperone (che ora indossa la tipica palandrana ora invece frac e farfallino, gli occhi  gli si staccano dal becco, le basette cambiano forma...) e dai diversi collaboratori di cui Taliaferro deve avvalersi all'inchiostrazione a causa del peggioramento della sua malattia: Bill Wright, Al Hubbard, Kay Wright, Ellis Eringer, Bill Weaver e Frank Grundeen, che sarà poi il suo successore. 

Paperone a bordo del suo scooter (da Il monumento, L'ascensore, Il frigorifero, I divieti costosi e Le pizze pepate)

Dieci delle tavole proposte sono, appunto, interamente a opera di Grundeen mentre una, qui intitolata L'utilitaria, potrebbe essere opera di Ben De Nunez, "disegnatore di alcune vignette della serie Merry Menagerie nel 1960." [fonte: A. Becattini, "Un papero a strisce (e tavole)", in Gallinari P., Provenzano F. e Tamagnini L. (a cura di), Donald Duck. Le strisce inedite (1951-1952), ANAFI, Reggio Emilia 2016, p. 18]

Il Paperone di Grundeen (da La giusta protesta)

Segnalo, inoltre, la presenza di due tavole già discusse in questo post, qui intitolate La "fiducia" e Il ricevimento. Curiosamente, nella prima, il padre ("daddy") di Paperone diventa "nonno" nella traduzione italiana. In conclusione, non posso fare altro che esprimere un parere entusiasticamente positivo e consigliare questo libro. Non si può certo dire che ci troviamo di fronte a un lavoro filologico, completo e cronologico, ma trovo assolutamente interessante potere avere tra le mani una raccolta, a modo suo ragionata e non banale, di un periodo della produzione sindacata tra i meno esplorati e riproposti.

© Disney per le immagini pubblicate.

giovedì 2 marzo 2023

Lo strano caso di Rumpus McFowl

Ho menzionato Rumpus nel post/guida su Gedeone de' Paperoni poiché si tratta di un altro parente molto prossimo alla famiglia dei Paperi. Questo personaggio poco conosciuto, arrivato in Italia come "Anatrone de' Pennuti" o "Rufus", fa la sua prima apparizione nelle storie a fumetti in It's All Relative (Van Horn, 1994), realizzata dall'autore americano nel 1991. Qui, appare come zio pigro, affamato, senza fissa dimora e piuttosto antipatico di Paperino, pronto a sconvolgere i delicati equilibri della famiglia più popolare di Paperopoli.

L'esordio di Rumpus nei fumetti

Come mi ha confidato Van Horn in una lettera datata 15 aprile 2012, al momento in cui lo stav[a] sviluppando, pensav[a] a Rumpus come una combinazione dell'attore Monty Wolley [sic!] nei panni di Harrison [sic!] Whiteside nel film Il signore resta a pranzo e l'attore comico W. C. Fields.” Stando ad Alberto Becattini, “Van Horn aveva in origine creato il personaggio intorno al 1985, per un libro da lui stesso illustrato, intitolato Uncle Rumpus Arrives. Il libro, tuttavia, non è mai uscito, e l'autore ha riproposto Rumpus in versione anatrina nelle sue storie con i Paperi.” (fonte: Alberto Becattini, Leonardo Gori, Francesco Stajano, Don Rosa e il Rinascimento Disneyano, Comic Art, Roma 1997)

Rumpus ritorna tra le pagine dei comics in Paperino e l'ospite indesiderato (Van Horn, 1995), in cui lo vediamo interagire per la prima volta con suo cugino Paperon de' Paperoni. Fino a qui, non c'è nulla di particolarmente problematico nell'esistenza di questo personaggio, ma le cose iniziano a complicarsi nel finale della sua terza apparizione, Secrets (Van Horn, 1998), in cui Paperone rivela ai nipotini che Rumpus non è in realtà suo cugino, bensì suo fratellastro (half brother).

Il segreto di Paperone

Nella successiva storia in cui appare, Zio Paperone e il fraterno problema (Van Horn, 2000), vengono poi rivelate informazioni e dettagli che intricano ulteriormente la questione, rendendola difficilmente conciliabile con versioni precedenti. Ma andiamo con ordine... Rumpus irrompe infatti nel deposito del ricco parente con l'intento di richiedere metà dei suoi averi in quanto fratellastro, ai sensi dello statuto calisotiano 313 del 1818. Il papero barbuto, che nella storia antecedente a questa non era a conoscenza della vera parentela tra lui e Paperone, racconta qui il momento della scoperta.

Strane leggi a Paperopoli

Rumpus, accompagnato dall'avvocato J. Benchbar Crunch, afferma di avere fatto un recente soggiorno da tale zia Vera (a quanto pare, zia di entrambi, indipendentemente dal fatto che fossero o meno fratelli) e di avere lì trovato una vecchia lettera all'interno di un vecchio album di famiglia. Questa lettera, scritta dalla madre di Rumpus a zia Vera, racconta del breve matrimonio tra la mittente e Fergus de' Paperoni (padre di Scrooge) e di come lei lo abbia poi lasciato per andarsene assieme al figlio, senza che questi venisse a sapere di essere uno di quegli orribili de' Paperoni o di avere “un giovane antipatico e scorbutico” come Paperone come fratellastro. A questo punto, Paperino chiede come mai dichiarare per tutti questi anni che Paperone fosse suo cugino se lui e la sua famiglia erano tanto odiosi e Rumpus, citando la lettera della madre, sostiene che hanno optato per il grado di cuginanza a causa di altri legami con i de' Paperoni da parte di altri membri della loro famiglia. Da questa storia in poi, Paperone e Rumpus si riconoscono reciprocamente come fratellastri.

La lettera della madre di Rumpus a zia Vera

Elencati questi dati, cercherò di fare emergere alcune questioni a mio avviso di difficile risoluzione. 

1) Innanzitutto, Crunch sostiene che Rumpus sia l'unico fratello (sole sibling) di Paperone, il che è piuttosto improbabile. Anche volendo escludere Gedeone e il fratello gemello da l'Uomo del West (di cui l'autore probabilmente non era a conoscenza), Paperone ha le sorelle proposte da Barks/Rosa, quantomeno la madre di Paperino, di cui altrimenti non potrebbe essere lo zio… Potremmo fingere che l'avvocato intendesse l'unico fratello in vita” (come peraltro suggerito dalla traduzione italiana), decidendo così di far decedere tutti gli altri, ma la soluzione non mi sembra meno peggiore della precedente.

2) Passiamo a zia Vera. Vera è zia di entrambi anche quando questi non sanno di essere fratelli, ma da che lato dell'albero genealogico andrebbe collocata? Si tratta di una sorella di Fergus o di Piumina? Escluderei Piumina perché, da ciò che sappiamo, Rumpus non ha nessuna parentela con quel ramo della famiglia. Vera è dunque una de' Paperoni, forse l'unica che la madre di Rumpus non odi, o forse la moglie di un de' Paperoni fratello di Fergus (a questo proposito, va notato che Rumpus menziona anche uno zio Crankmore che parrebbe vivere con zia Vera). Purtroppo, la parentela di cuginanza tra Rumpus e Paperone è molto vaga, non possono chiaramente essere cugini di primo grado e la madre afferma che alcuni membri della loro famiglia sono legati ai de' Paperoni, quindi si tratta di un rapporto molto lontano. Perciò, Vera potrebbe essere una zia di Rumpus molto alla lontana (ignorando il fatto che lui sia figlio di Fergus) oppure potrebbe, essendo solo una cognata di Fergus, avere dei fratelli imparentati in qualche modo con la madre di Rumpus... Più ci penso, più la faccenda diventa complicata, perciò preferirei non perderci la testa. La mia collocazione preferita rimane quella di moglie di un fratello di Fergus, possibilmente Crankmore. Una eventuale altra parentela con la madre di Rumpus spiegherebbe la confidenza con cui questa le parla del suo matrimonio e del figlio.

Riferimento allo zio Crankmore (de' Paperoni?)

3) Proprio quel breve matrimonio” di Fergus con la madre di Rumpus è un altro fattore problematico. Quando avviene? Prima del matrimonio con Piumina? Dopo? Forse, dopo avrebbe più senso, se non fosse che vediamo Fergus passare a miglior vita in Il miliardario di Colle Fosco (Rosa, 1993) e, sinceramente, quel personaggio non sembra avere avuto per la testa altre donne (o addirittura un matrimonio) dopo la perdita di Piumina.

Fergus e Piumina si ricongiungono ne Il miliardario di Colle Fosco

Per tentare di risolvere queste tre incongruenze, ho provato a contattare Van Horn nel 2012 e lui mi ha risposto con la lettera menzionata a inizio post. Purtroppo, le parole dell'autore non sono state molto utili per identificare la parentela con zia Vera o la collocazione temporale del matrimonio di Fergus. Cito testualmente: “Alcune delle tue domande non hanno veramente una risposta. Credo di aver letto qualche riferimento al fatto che il padre di Paperone si chiamasse Fergus. Oltre a ciò, ho semplicemente inventato zia Vera. [...] Non so davvero se Rumpus sia più vecchio di Paperone. Potrebbe.

Van Horn, che ha collaborato con il creatore di Zio Paperone in Una cavalcata nella storia (Barks/Van Horn, 1994), mi dice di non aver mai parlato con lui del personaggio di Rumpus

Rumpus è apparso a oggi in 20 storie, tutte scritte e disegnate da William Van Horn, pubblicate tra il 1994 e il 2014. A questo proposito, David Gerstein ha dichiarato sul forum The Feathery Society che, durante i suoi anni come editor alla Egmont (1997-2005), gli editor Egmont di Van Horn scoraggiavano attivamente altri creatori nell'utilizzare Rumpus, in parte a causa della credenza che Van Horn fosse l'unico in grado di renderlo bene.

© Disney per le immagini pubblicate.

venerdì 28 ottobre 2022

Come ho conosciuto le storie di Carl Barks (di Carlo Panaro)

Carlo Panaro è autore di Topolino da metà anni Ottanta ed è anche uno dei più prolifici, con più di 1300 sceneggiature all'attivo (dati I.N.D.U.C.K.S.). Nel 2011, gli avevo chiesto di scrivere un pezzo su Carl Barks per un progetto che alla fine non si è mai realizzato e il suo testo è rimasto, così, inedito sul mio computer per tutti questi anni. Onestamente, mi sembrava un peccato non condividerlo e, perciò, ho recentemente chiesto a Carlo se gli facesse piacere pubblicarlo qui sul blog. Non solo ha accettato volentieri, ma ha anche deciso di integrare il suo scritto originale, aggiornandolo e inserendo qualche dettaglio in più sulla propria produzione di storie a fumetti e del rapporto tra questa e quella di Barks.

COME HO CONOSCIUTO LE STORIE DI CARL BARKS
di Carlo Panaro

Carl Barks… un nome che fa sognare chiunque ami i fumetti Disney! Ha costruito un intero mondo popolato da paperi, Paperopoli, e inventato personaggi divenuti immortali, a cominciare da Zio Paperone. Io ho avuto modo di conoscere le sue storie da piccolo, e me ne sono subito innamorato…

Quando ho incominciato a leggere Topolino, negli anni 1969/70, per un bambino, quale ero io all’epoca, era davvero impossibile distinguere le storie “italiane” da quelle “straniere”Infatti, diversamente da quanto avviene ormai da molti anni, non vi erano indicazioni degli autori; quindi, per me, le storie di Carl Barks, Paul Murry, Scarpa, Carpi e così via, facendo solo riferimento ai disegni (quelli che mi colpivano subito l’occhio sfogliando il giornalino), venivano tutte dallo stesso Paese, presumibilmente l’Italia.

Ricordo una delle prime storie, lette all’epoca, di Carl Barks: Zio Paperone e la corona di Gengis Khan, collocata in chiusura di un numero di Topolino degli anni ’70.

Mi colpì subito per la ricchezza di fantasia: dalla suggestiva corona, definita scherzosamente una sorta di “secchiello”, all’altissimo uomo delle nevi, la cui unica parola era un buffissimo “gù”. L’orologio dello Zio Paperone, la classica “cipolla”, presentato nella prima tavola della storia, diveniva, poi, l’elemento risolutivo che permetteva al miliardario e ai nipoti di sfuggire all’insolita creatura e di salvarsi, portando con loro la leggendaria corona.

Prima vignetta di Zio Paperone e la corona di Gengis Khan (Barks, 1956)

Purtroppo, ripeto, non mi era certamente possibile ricondurre quella gradevolissima avventura a Barks, addirittura il creatore di Zio Paperone, l’Uomo dei Paperi, di cui, in tutta sincerità, ignoravo perfino l’esistenza!

Pochi anni dopo, però, le cose cambiarono.

Acquistai, infatti, un delizioso volumetto, Vita e dollari di Paperon de’ Paperoni: era il 1973 e avevo circa 10 anni.

Leggendo quelle sette splendide avventure, scoprii che lo Zione era stato creato in America nel 1947, quindi, era un personaggio ancora relativamente giovane. La mano” che aveva disegnato e scritto le storie era la stessa di quella fantastica avventura che tanto mi aveva colpito, ma di Carl Barks si parlava ben poco: veniva soltanto citato come “uno dei più intelligenti disegnatori di Walt Disney”.

In realtà, oggi sappiamo tutti che era molto di più! Era comunque la prima volta che mi imbattevo nel suo nome e, inoltre, avevo la possibilità di leggere alcune delle sue meravigliose storie incentrate sulla figura del suo personaggio più famoso, Zio Paperone.

Copertina dell'Oscar Mondadori Vita e Dollari di Paperon de' Paperoni (1968)

Ebbi, così, modo di accorgermi, anche se con gli occhi di un bambino, del capolavoro psicologico di Barks: lo zione non era soltanto un “vecchio avaraccio” che non sganciava mai un cent al povero Paperino, la sua personalità era molto più complessa e sfaccettata, come compresi meglio da adolescente e da adulto, sempre appassionatissimo lettore di Topolino e, poi, dal 1985, come sceneggiatore.

Carl Barks aveva creato un personaggio che non era solo un accumulatore di dollari, come poteva sembrare a prima vista, ma in grado di veri e propri slanci di generosità. In questo, la storia più illuminante, del già citato volumetto, è Zio Paperone e la Stella del Polo, in cui lo Zione, recitando come un attore degno dell’Oscar, nasconde il suo affetto verso Doretta Doremì, sua vecchia fiamma di gioventù, per la quale dimostra nel finale dell’avventura (non dandolo a vedere a Paperino e Qui, Quo e Qua… almeno, così pensa lui!) una generosità quasi commovente.

Zio Paperone, dunque, mi apparve come un multimiliardario che amava sì alla follia il suo denaro ma non solo per avarizia, o meglio, la sua avarizia era figlia del sacrificio, della fatica messe nel corso della sua vita, delle sue avventure ai quattro angoli del globo, per guadagnare quel denaro che gli avrebbe permesso di lasciarsi alle spalle la sua povera infanzia, quando guadagnò il primo cent lustrando le scarpe.

L’acido Paperone, mostrato nel volumetto in alcune vignette de Il Natale di Paperino sul Monte Orso, si evolveva sotto i miei occhi, pagina dopo pagina, storia dopo storia, divenendo sempre più umano ed era capace di piangere come un bambino per una sola moneta perduta.

L'acido Paperone de Il Natale di Paperino sul Monte Orso (Barks, 1947)

Era un papero in cui viveva ancora l’anima del cercatore d’oro, proteso verso mille avventure e verso quella nuova frontiera, tanto cara agli americani, che lo ha visto puntare verso lo spazio ben prima dello sbarco sulla Luna e che oggi, secondo me, è rappresentata dalle nuove scoperte tecnologiche e da nuovi traguardi sempre più ambiziosi che lo renderanno sempre più ricco, ma non lo priveranno di quell’integrità morale e quel fondo di umanità che ne fanno il personaggio più amato nato dalla magia dell’Uomo dei Paperi.

Dopo le amatissime letture dell’infanzia e dell’adolescenza, come già accennato, nel 1985 iniziai a scrivere per Topolino e, non a caso, incentrai la mia primissima storia (non la prima pubblicata) su Zio Paperone. Si trattava di Zio Paperone e il cibo del futuro. All’epoca, venivano scritte molte avventure con protagonista l’arcimiliardario alle prese con gli affari più svariati così mi rifeci, da esordiente quale ero, a quel genere, trattando un argomento di attualità: la possibilità di utilizzare le alghe per trarre principi nutritivi dai quali ottenere cibi vari.

L'idea di Paperino in Zio Paperone e il cibo del futuro (Panaro/Bargadà Studio, 1986)

Con gli anni, la mia conoscenza di Carl Barks e del suo mondo, delle sue storie, divenne per me un vero e proprio studio. Mi soffermai in particolar modo su due personaggi: Paperino e il “suo” Zio Paperone. Il primo mi piaceva moltissimo perché, in parte, si discostava dal Paperino italico, troppo spesso rappresentato come un pigrone e uno sfortunato cronico. Il Paperino di Barks era più dinamico, propositivo, avventuroso. Certo, restava sfaticato e sfortunato, ma non solo! Spesso, infatti, viveva avventure ai quattro angoli del globo, oppure era impegnato (nelle storie brevi) in mille lavori nei quali si rivelava bravissimo… fino all’immancabile disastro finale.

Mi sono ispirato appunto al Paperino di Barks quando ho scritto alcune storie come Paperino e la perla della Luna (Topolino 3055), nel cui incipit omaggio una bella storia dell’Uomo dei Paperi, Paperon de’ Paperoni snob di società, mostrando dame e personaggi vari adornati con i più svariati e a volte vistosi gioielli. Nella mia storia, Paperino vive un’avventura che lo porta in viaggio alla ricerca di una preziosissima perla, ma non al seguito di Zio Paperone, bensì per suo conto, accompagnato dai nipotini. Un’avventura in proprio, quindi, come quelle tanto care a Barks.

Prima vignetta di Paperon de' Paperoni snob di società (Barks, 1962)
 
Carl Barks ha influenzato altre mie storie, sulle quali non mi soffermo. Una veloce citazione soltanto a Paperino maestro del sonno (Topolino 2094), in cui, come raccontava spesso il Maestro, mostro un Donald bravissimo in un lavoro alquanto improbabile, riuscire a fare addormentare gli afflitti da insonnia, con tecniche umoristiche, fino a combinare l’inevitabile disastro finale.

Su Zio Paperone ho già scritto sopra. Il mondo di Barks, quel caro, amato mondo, è sempre stato presente nella mia fantasia e, quando ho potuto, vi ho attinto. Ricorderei qui soltanto Zio Paperone e il ricordo di un giorno (Topolino 3292), scritta per il settantesimo compleanno dello Zione, ma poi pubblicata, purtroppo, l’anno seguente. Nelle mia storia, ripropongo il rapporto tra il ricco papero e Doretta Doremì, rifacendomi a quanto narrato da Barks e, in seguito, da Don Rosa.

Doretta e Paperone in Zio Paperone e il ricordo di un giorno (Panaro/Vetro, 2018)

Come concludere? Carl Barks è uno di quegli Autori che ti entrano nel cuore: una volta che hai imparato ad amare le sue storie, ti resta dentro per sempre!

© Disney per le immagini pubblicate.
Si ringrazia Carlo Panaro per la disponibilità.

lunedì 16 maggio 2022

L'albero genealogico della famiglia PAPERETT

La storica segretaria di zio Paperone esordisce nella storia Zio Paperone e la fattucchiera (Barks, 1961), ma acquisisce il suo nome (Miss Quackfaster nella versione originale) a partire da Paperino e gli indiani Paperuti (Barks, 1962). Da allora, la segretaria sfoggia nel tempo vari e differenti aspetti grafici (alcuni si possono ripercorrere qui), fino ad assumere, almeno nelle storie di produzione italiana, un look ben più giovanile e dinamico. Il fatto che, nelle storie prodotte nel resto del mondo, Miss Paperett mantenga l'aspetto proposto da Barks (decisamente più attempato rispetto al corrispettivo nostrano), potrebbe indurre a credere che si tratti di due personaggi differenti (forse imparentati tra loro, come suggerisce un utente del forum Papersera all'interno di questo thread). Per lo scopo di questa ricerca, ho preferito considerare le due un unico personaggio: sia perché condividono lo stesso nome sia perché, nella ristampa statunitense di Amelia e la furia degli elementi (Artibani, Arena/Cavazzano, 1999), i capelli le sono stati ricolorati di grigio (come nella versione internazionale); analogamente, nelle più recenti ristampe statunitensi di storie danesi, Paperett mostra invece capelli biondi (confermando così una identità con la versione italiana).

L'albero genealogico della famiglia Paperett


TABELLA DEI PERSONAGGI:


GENERAZIONE 0 (i nipoti di Miss Paperett):
 
Bartosz: bisnipote di Emilia Kalena e figlio di una cugina di Miss Paperett, appare in Potland voor een prikkie (Roozen/Rodriguez, 2021).

Polly: nipote di Miss Paperett, appare in Zio Paperone e la segretaria pasticciona (Palmas/Colantuoni, 2007).

Suzy: nipote di Miss Paperett, appare in una tavola autoconclusiva della serie De Wereld van Oom Dagobert (Gentina, 2021).

Attila: nipote di Miss Paperett, viene menzionato in Zio Paperone ospite a rotazione (Muzzolini/Gottardo, 2006).

?: nipote di Miss Paperett, viene menzionato e mostrato in fotografia in Bin World (Gilbert/Ferraris, 2009).
 

GENERAZIONE 1:
 
Madre di Bartosz: cugina deceduta di Miss Paperett, viene menzionata in Potland voor een prikkie.

Emily Quackfaster: segretaria di Paperon de' Paperoni, il nome Emily le è attribuito da Don Rosa.
 
Genitore di Polly e Suzy: non è dato sapere se si tratta di un fratello o una sorella.
              
Madre di Attila e del nipotino anonimo: sorella di Miss Paperett menzionata in Zio Paperone e il segreto di Miss Paperett (Savini/Molinari, 2001).

Maria: cugina di Miss Paperett, appare in una tavola autoconclusiva (Schuddeboom/Alfonso, 2014).

              
GENERAZIONE 2:
 
Genitore della cugina di Miss Paperett: figlio o figlia di Emilia Kalena.

Madre di Miss Paperett: il ritratto qui proposto proviene da una striscia autoconclusiva (Sauer/Alfonso, Fernandez, 2021).

Padre di Miss Paperett: al momento non è mai apparso.

Brunhilde Quackfaster: zia di Miss Paperett, appare in Casa dolce casa (Korhonen, 2019).

Zia di Miss Paperett: viene menzionata in Brigitta e la vicinanza indispensabile (Pandini/Barozzi, 1998).
              

GENERAZIONE 3:
 
Nonno di Miss Paperettil ritratto qui proposto proviene da Potland voor een prikkie.

Emilia Kalena: nonna di Miss Paperett, viene menzionata e mostrata in fotografia in Potland voor een prikkie.


Alcune considerazioni metodologiche:

In Zio Paperone e i severi censori (Concina/Coppola, 1994), Miss Paperett racconta di essere stata al lago con i suoi nipotini, che ho identificato in Attila e nell'altro nipotino senza nome; ho preferito invece mantenere Polly e Suzy su un altro ramo, siccome sono visibilmente più grandi ed entrambe in età lavorativa.

Brunhilde non è esplicitamente indicata come la zia di Miss Paperett all'interno della storia di Korhonen, ma una piccola Emily va a trovare sua zia a Skagway in A Christmas Crossing (Midthun, Nærum, Løkling/Midthun, 2019), perciò ritengo sensato considerarle lo stesso personaggio. Da notare che il nome riportato sul portale INDUCKS (Brunhilde Typefast) rispecchia la pratica dell'editore danese di chiamare Miss Paperett "Miss Typefast" per le fasi di produzione delle storie.

Bartosz, così come la defunta Emilia Kalena, vive in una nazione (forse europea) chiamata Potland, perciò mi sembra logico separarlo dal resto della famiglia. 

L'immagine qui riportata come nonno di Miss Paperett potrebbe in realtà raffigurare un altro parente: proviene infatti da un ritratto di famiglia i cui membri (eccetto Emilia Kalena e Miss Paperett) sono ignoti.

Una piccola Emily Paperett sulle ginocchia della nonna

Interpellato a proposito dell'identità degli altri parenti raffigurati, Francisco Rodriguez (l'artista della storia in questione) mi ha così risposto:

In sceneggiatura era descritta una vecchia fotografia di famiglia in cui Miss Paperett da bambina è seduta in braccio alla nonna. Ho creato gli altri personaggi nella foto solo per darle l'aspetto di una fotografia di famiglia, quindi nessuno sa chi siano gli altri paperi che appaiono lì.

Nonostante questa risposta non aiuti a identificare gli altri parenti, è sensato credere che uno di quelli raffigurati sia la cugina di Miss Paperett, dal momento che Bartosz afferma di avere trovato la fotografia riordinando le sue cose.

[Aggiornamento 27/08/2024]:

Stando a quanto raccontato in Emily (Stabile/Franzò, 2024), la giovane segretaria di Paperone sarebbe in realtà la nipote della Miss Paperett introdotta da Barks. Per quanto si tratti di un'ipotesi affascinante che potrebbe giustificare il differente design, ritengo che genererebbe diverse inconsistenze se si volessero tenere in considerazione anche le storie non prodotte in Italia. Pertanto, fedelmente a quanto scritto in apertura di questo articolo, ho preferito ignorare tale rivelazione.

© Disney per le immagini pubblicate.