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lunedì 22 gennaio 2024

La storia migliore di Carl Barks compie 75 anni (... e non solo!)

Chi segue fedelmente questo blog sa bene che non sono solito fare recensioni o esprimermi in merito alla qualità narrativa e artistica delle storie che menziono o commento, ma oggi farò una sorta di eccezione. Infatti, tra esattamente un mese, saranno passati 75 anni dalla prima pubblicazione della storia che lo stesso Carl Barks ha in diverse occasioni definito una delle sue migliori, se non la migliore: Lost in the Andes!, ovvero Paperino e il mistero degli Incas (Barks, 1949). Semmai ci fosse stato bisogno di un'occasione particolare per rileggersi una tale perla fumettistica, ho ritenuto di non sprecarla e ho deciso di ripercorrere assieme a voi quanto accaduto alla famiglia più peculiare di Paperopoli, riportando qualche mia impressione a riguardo. Inoltre, ne approfitto per ricordare anche i due seguiti di questa avventura, dato che anche essi compiranno cifra tonda nei prossimi mesi.


Ebbene, la vicenda si apre con Paperino impiegato come quarto aiutante custode al museo di scienze naturali. Il suo compito è quello di spolverare alcune vecchie pietre provenienti dalle antiche rovine degli Incas in Perù, ma qualcosa non va secondo i piani. Una pietra quadrata, infatti, sfugge dalle mani del nostro eroe e si frantuma a terra, rivelandosi un uovo.

Un uovo quadrato!

Paperino lo comunica al suo sovrintendente e la scoperta sconvolge il mondo scientifico, attirando l'interesse di importanti commercianti di uova e allevatori di polli. La documentazione relativa alla collezione di quelle "pietre" è, però, andata perduta nell'incendio di Chicago e, quindi, non rimane altro da fare se non allestire una nuova spedizione in Perù. A capo dell'impresa, il professor Arcibaldo Gentiloni Arraffa (Artefact McArchives), seguito dal suo primo assistente Sventola (Tomsbury), il secondo assistente Caraffa (Wormsley), il terzo assistente Paperino e i suoi nipotini. Il professore desidera una omelette, ma, essendosi dimenticati di caricare le uova, i tre paperini si vedono costretti a ricorrere a quelle quadrate che stanno trasportando. L'omelette, assaggiata da tutti gli assistenti prima di giungere al professore, provoca a loro una strana malattia, chiamata "tetragogeocoliquadrite acuta" ("acute ptomaine ptosis of the ptummy"), che prevede che i dotti gastrici si attorciglino in nodi quadrati. Attraccati in un porto sulla costa del Perù, il professore e i suoi assistenti hanno perso interesse nella spedizione e l'onere viene affidato ai Paperi. A questo punto, mi permetto una piccola digressione: fin dalla loro prima apparizione in questa storia, Qui Quo e Qua vengono richiamati dallo zio (e dal medico di bordo!) perché continuano a gonfiare gomme da masticare... questo dettaglio tornerà utile in seguito. 

Le gomme da masticare

La spedizione sulle Ande dura diversi giorni e i Paperi incontrano alcuni abitanti delle montagne prima di raggiungere la destinazione. Tra questi, solo un anziano cacciatore di vigogne crede alla storia delle uova quadrate perché le aveva viste da ragazzo, credendole pietre. Infatti, racconta che, molto prima che nascesse, suo padre stava cacciando le vigogne quando ha visto un uomo sbucare dalla nebbia barcollando, quasi morto per la fame e per il freddo. L'uomo era americano e il padre non poteva comprendere le sue ultime parole, ma aveva notato il folle sguardo nei suoi occhi. Lo straniero non aveva addosso documenti o altro, soltanto stracci e un poncho riempito con quelle pietre quadrate. Tutto ciò era accaduto vicino alla regione delle nebbie e Paperino chiede indicazioni al cacciatore su dove si trovi, per poterla raggiungere. La nebbia è fortissima e non permette ai Paperi di vedere nulla. Giungono dinnanzi a un muro e passano attraverso un buco lasciato da una roccia caduta, ma scivolano e scivolano ancora lungo un pendio erboso, la nebbia si dirada e la temperatura si fa più calda, finché arrivano a un muretto dal quale possono ammirare sorpresi un mondo perduto sotto la nebbia.

Il mondo perduto

I Paperi discendono verso la civiltà e scoprono un luogo dove ogni cosa è quadrata e i cui abitanti parlano in inglese con un forte accento del sud. Vengono invitati a cena dove tutto è presto spiegato. Tempo fa, esattamente tra il 1863 e il 1868, gli abitanti della valle sono stati visitati dal loro unico ospite, l'americano Sentimento Cuorcontento (Rhutt Betlah), professore della scuola di inglese di Birmingham. A tavola, vengono servite tre portate costituite unicamente da uova, sebbene cucinate in maniera differente. Alla fine del banchetto di benvenuto, gli eroi si allontanano sperando di trovare altro tipo di cibo, ma scoprono che le uova sono l'unica pietanza conosciuta dai nativi.


Inizia, così, una caccia alle galline che producono le uova quadrate e i quattro protagonisti si recano nella valle delle uova, dove ogni mattina sembrano comparire magicamente sul terreno. Grazie a una gomma da masticare gonfiata e appiccicata su una grande roccia quadrata, i paperini scoprono che le rocce sono in realtà galline accovacciate. Per aver trovato le elusive galline quadrate, i nostri vengono nominati segretari dell'agricoltura del luogo, che il professore di Birmingham aveva chiamato "Testaquadra" (in lingua originale, il nome dato dal professore sarebbe "Plain Awful", un gioco di parole pressoché intraducibile che, alla lettera, suonerebbe come "Semplicemente Orribile", mentre "Plain" significa anche "pianura"). La cerimonia viene, però, interrotta quando Qui Quo e Qua, per replicare ciò che è successo dinnanzi alla folla, gonfiano l'ennessima gomma, infrangendo l'unica legge di Testaquadra: produrre un oggetto rotondo.

Rotondo!

In virtù dei grandi meriti dei segretari, il presidente concede loro cinque giorni di sospensione della sentenza e promette di revocare loro la pena (un futuro di fatica e sudore nelle cave di pietra) se riusciranno a gonfiare delle bolle quadrate. Il tempo passa e i tentativi dei paperini sembrano essere inutili, fino a quando non vedono alcuni neonati pulcini quadrati e viene loro un'intuizione. Insegnano ai pulcini a masticare le gomme e, arrivato il giorno del giudizio, li nascondono sotto i loro vestiti per celare la vera provenienza delle bolle quadrate. I Paperi sono liberi, ma i giorni continuano a trascorrere senza che riescano a trovare una maniera di lasciare Testaquadra. Ecco che i nipotini decidono di visitare un edificio che ancora non avevano esplorato: il museo. Qui, i nostri trovano uno "strumento magico" donato dal professore di Birmingham al presidente: una bussola. Il presidente concede ai Paperi la bussola se questi insegnano al popolo qualcosa per essere più allegri. "Insegneremo loro a ballare le nostre danze popolari!" ("square dancing"), esclamano Qui Quo e Qua, e il patto è sugellato. Riescono, infine, a uscire dalla nebbia e a fare ritorno in America con due esemplari di polli quadrati e convocano un conclave di scienziati per poterli studiare. 

Il conclave di scienziati

Sembra essere una grande scoperta, gli scienziati già si figurano di poter allevare una specie di super pollame e sono tutti in estasi e fermento. Purtroppo, con grande disappunto e umiliazione di Paperino, si scopre che entrambi gli esemplari sono galli e i sogni scientifici si dissolvono presto. Niente più allevamenti, niente più uova quadrate. L'avventura di Barks è ricca di pathos e segue una struttura lineare, con elementi che vengono disseminati e ripresi nel corso dello sciogliersi dell'intreccio. Il mistero, le gag, il pericolo... è tutto calibrato ed equilibrato in modo tale che nulla sovrasti e risulti troppo pesante. La combinazione è perfetta e non sorprende che lo stesso autore ricordi la storia con vero compiacimento: "My best story, technically, is probably the square egg one", rivela a Malcolm Willits, Don e Maggie Thompson nel 1962 e, quando Erik Svane, nel 1994, gli chiede se abbia una storia preferita, l'autore di Merrill risponde: "I have a number of favorite stories, but I guess I would say the story of the square eggs".

"Avevano così poco di tutto, eppure erano il popolo più felice che abbiamo mai conosciuto!"

Cinquantacinque anni dopo, la storia di Barks viene ripresa esattamente dal punto in cui era stata lasciata, dall'autore finlandese Kari Korhonen, all'interno di una pagina intitolata Vaativa maku (Korhonen/Vicar, 2004), pubblicata in un libro di cucina a tema disneyano, pubblicato dall'editore Sanoma. Questa tavola è stata ristampata solamente in Olanda, in un numero celebrativo del settimanale Donald Duck che mescolava storie d'epoca e pagine create ad hoc, inserite in un ideale flusso cronologico. Per completezza (e, ovviamente, maggiore comprensione), l'ho tradotta in italiano e mi accingo a riportarla di seguito.


Tenendo in considerazione la pubblicazione di origine, la gag è tutto sommato simpatica e i disegni di Vicar, abile emulo barksiano, non fanno altro che renderle giustizia. Tuttavia, come molti di voi sapranno bene, non si tratta dell'unico seguito dell'avventura originale e, anzi, ne esiste un altro ben più conosciuto e diffuso, scritto e disegnato nientemeno che da Don Rosa, Paperino e il ritorno a Testaquadra (Rosa, 1989), sedicesima storia Disney del cartoonist di Louisville, nonché suo primo seguito diretto di una avventura barksiana. Prima di proseguire, però, ritengo che sia utile un po' di contesto: è il 1988 e Bruce Hamilton, fondatore della Gladstone Publishing, chiede a Don Rosa di scrivere e disegnare un sequel per Paperino e il mistero degli Incas. La ragione? La compagnia madre della Gladstone, la Another Rainbow Publishing (fondata dallo stesso Hamilton, assieme a Russ Cochran, nel 1981) stava producendo delle litografie dei quadri dipinti in quel periodo da Carl Barks e uno dei prossimi soggetti sarebbe stato, appunto, Return to Plain Awful, essenzialmente una scena della storia originale, con in aggiunta Zio Paperone e un vessillo delle Giovani Marmotte.

Il dipinto che ha dato il là al sequel firmato da Don Rosa

Riassumendo: un po' di tempo è passato dal viaggio dei Paperi e i galli si stanno ammalando a vista d'occhio, perciò Qui Quo e Qua, in veste di Giovani Marmotte, chiedono a Zio Paperone di finanziare una nuova spedizione in Perù, temendo per il peggioramento della salute degli animali. Inaspettatamente, Paperone accetta, con l'intenzione di farsi concedere i diritti di esportazione per il commercio delle uova quadrate, e si porta dietro un miliardo di dollari in contanti. La voce si sparge rapidamente e Cuordipietra Famedoro si mette in viaggio per soffiare l'affare al rivale. Giunti sulle Ande, il miliardario sudafricano entra subito in contatto con il cacciatore di vigogne, che lo conduce all'accampamento dei nostri, a cui ruba i due galli. Passano alcuni giorni e la famiglia dei Paperi raggiunge il muretto da cui si può ammirare la valle segreta.

Il ritorno al mondo perduto

Paperino e nipoti procedono a preparare lo zio per entrare nella città. Gli enunciano l'unica legge del luogo e gli spiegano che i testaquadrati (Awfultonians) sono proprio come gli americani, che l'unica persona ad aver mai visitato il luogo è stato il professor Rhutt Betler dall'Alabama e che l'intera società è modellata sulla vecchia ospitalità del sud. Quello che i Paperi non possono immaginare è che qualcosa è cambiato dalla loro ultima visita. E qualcosa di importante! Infatti, se prima la società era modellata sull'ospitalità del sud e i testaquadrati parlavano con accento di quelle parti, ora parlano e vestono tutti come Paperino (e vanno pazzi per le amache!). Come notano i tre paperini, Testaquadra è talmente isolata che ogni visitatore dal mondo esterno causa profondi cambi sociologici e i suoi abitanti seguono pedissequamente ogni nuova idea o moda, indipendentemente da quale sia.

La musica è cambiata a Testaquadra

I nativi accolgono a braccia aperte i loro vecchi amici e Zio Paperone, che si appresta a tenere un pubblico discorso per convincerli dell'importanza del denaro. Inavvertitamente, nell'elencare i suoi possedimenti, estrae dalla tasca il filo di spago a cui è legata la sua Numero Uno. Sacrilegio! La scena della prima storia si ripete, Paperone ha commesso l'unico crimine imperdonabile ed è condannato a rimanere nelle cave di pietra per sempre. Mentre i Paperi tentano di fuggire, Cuordipietra cade dal precipizio tenendo i galli al guinzaglio e plana sopra il rivale. La situazione non può che peggiorare: la Numero Uno viene inghiottita da una gallina e Paperone viene imprigionato. L'unico modo per liberarlo è portare al presidente un gelato con la gazzosa. Famedoro e i Paperi stipulano un patto: si recheranno assieme a cercare il gelato e torneranno per liberare lo zio. 

L'incubo di Zio Paperone

Dopo alcune peripezie, riescono ad andare e tornare con il gelato, ma il miliardario non mantiene la parola data e, per sbeffeggiare il rivale in catene, gli scaglia contro un uovo. Per rimediare al tradimento, Paperino e nipoti fabbricano un gelato con ingredienti di fortuna e lo portano allo zio. Sorpresa: nell'uovo lanciato da Cuordipietra era contenuta la monetina portafortuna. Ora, Paperone si sente invincibile, spezza (metaforicamente e letteralmente) le catene e raggiunge il rivale con il suo gelato in mano. Ma, giunti alla volta della città, i due si rendono conto che tutto è nuovamente cambiato. Ora la personalità degli abitanti è basata proprio su di loro, i negozi vendono (vendono?) bastoni, cilindri, ghette e il presidente (ora presidente del consiglio di amministrazione) si è fatto costruire un enorme deposito e non è più interessato al gelato con la gazzosa.

Una nuova città

La nuova richiesta per la liberazione di Paperone è ora denaro, per poter riempire il nuovo deposito/museo. Il papero più ricco del mondo consegna, così, il miliardo di dollari che si era portato appresso e il presidente, con estremo stupore dei presenti, taglia le banconote in due con un'accetta, rendendole quadrate e causando lo svenimento dei due rivali. La storia si conclude così, la nuova società è solo in apparenza basata su Paperone e Cuordipietra, ma i nativi lo prendono come un gioco, imitandoli superficialmente, senza condividerne (e nemmeno comprenderne) realmente i valori e i significati. I sei paperi si allontanano da Testaquadra, forse per sempre, lasciandola in preda a questa nuova moda. Comunque, prima di partire, Qui consegna a un gruppo di nativi un manuale delle Giovani Marmotte e il loro vessillo, con la speranza che riescano a mantenere uno spirito puro e incontaminato. 

L'ingenuo gesto del buon selvaggio è inaccettabile per il capitalista occidentale

Il racconto di Don Rosa prosegue in maniera interessante quanto già narrato da Barks e lo fa in modo credibile. Nonostante ciò, il lettore più esigente potrà notare che alcuni dettagli non sono spiegati a fondo: come mai il cacciatore di vigogne pare vederci, mentre nella storia originale afferma di non poter vedere nulla senza i suoi occhiali? Come fanno i nativi a cucinare dei chicken burger se nella storia originale i polli quadrati non erano commestibili neppure dopo essere stati bolliti per un giorno e mezzo? Perché Paperino e nipoti si premuniscono di togliere ogni bottone dai loro vestiti, mentre nella storia originale li mantenevano? I cappellini di Qui Quo e Qua non hanno una forma rotonda? Perché Cuordipietra non viene accusato quando, alla fine della storia, estrae una monetina rotonda di fronte al presidente? La spiegazione per alcune di tali questioni potrebbe essere che Rosa ha forzato (coscientemente o meno) l'interpretazione della legge. Di fatto, in Barks, era considerato crimine solamente produrre oggetti rotondi, non indossarli o utilizzarli. Motivo per cui le bolle dei nipotini sono state incriminate, mentre i bottoni della giubba di Paperino o la bussola (che era rotonda) no. Ma, forse, mi sto scervellando troppo su questioni minori che non vanno a inficiare il significato complessivo. Per contro, l'affermazione che Zio Paperone porterebbe spesso con sé il suo primo decino come portafortuna, che qualcuno potrebbe ritenere incoerente, non mi disturba affatto, in quanto trova almeno un precedente nell'opera barksiana, in Paperino reporter degli abissi (Barks, 1963).

Il decino portafortuna

A ogni modo, quest'anno segna il novantesimo anniversario dell'esordio di Donald Duck (e vi prometto che ne riparleremo), il settantacinquesimo de Il mistero degli Incas, il trentacinquesimo de Il ritorno a Testaquadra e il ventesimo della tavola nordeuropea che ho appositamente tradotto e pubblicato per la prima volta in italiano. Capirete bene che non mi potevo esimere dallo scriverne qualcosa a riguardo, ricordando e celebrando questi personaggi e le bellissime avventure che hanno vissuto. Cento di queste storie, quindi, ma anche mille, diecimila e oltre!

© Disney per le immagini pubblicate.

mercoledì 12 aprile 2023

A proposito di Cuordipietra Famedoro

Vorrei spendere un po' di tempo per scrivere un post sul secondo papero più ricco del mondo (qui, il suo albero genealogico), per descrivere come è stato utilizzato da Barks e dai suoi successori.

Cuordipietra Famedoro (Flintheart Glomgold) esordisce in Paperino e il torneo monetario (Barks, 1956), in cui si incontra/scontra con Zio Paperone per la prima volta. Dopo avere letto, su un giornale raccattato al parco, di essere stato superato in ricchezza, Paperone decide di andare in Sud Africa assieme ai nipoti per conoscere il suo nuovo rivale e sfidarlo.


Come fa notare Lieju, diversamente da come spesso si afferma, Cuordipietra non è ancora il "gemello cattivo" di Paperone e neppure "la prima versione di Paperone" (come il collage sopra potrebbe suggerire), ma esattamente la sua copia fatta e finita. Entrambi sono vecchi paperi ricchissimi che odiano spendere soldi (ad esempio: leggono i giornali che trovano al parco), hanno due depositi quasi identici e conservano addirittura lo spago (che, non a caso, gioca un ruolo fondamentale in questa prima sfida). Inoltre, per tutta la durata della storia, Paperone stesso si comporta scorrettamente per cercare di battere il rivale e, ipocritamente, si lamenta quando viene a sua volta ingannato. Paperino e nipoti commentano spesso questa somiglianza.


Si tratta, dunque, di una competizione "amichevole" tra vecchi brontoloni uguali in tutto e per tutto. Cuordipietra non è cattivo e i due potrebbero anche quasi essere amici (se non fosse per il loro orgoglio), ma le cose cambiano in Zio Paperone e il campionato di quattrini (Barks, 1959). Ora, infatti, Cuordipietra è vendicativo, vuole umiliare Paperone di fronte a tutta Paperopoli e lo danneggia economicamente da settimane inventandosi tre alias differenti, solamente per essere riconosciuto come il papero più ricco del mondo. Da notare che, a differenza del miliardario sudafricano, Paperone non sembra neppure ricordarsi di lui, dimenticando spesso il suo nome. Il finale della storia mostra un'altra importante differenza tra i due: Cuordipietra è disposto a tutto per raggiungere il risultato, mentre Paperone decide di rispettare le regole e comportarsi lealmente. Va, comunque, notato che Cuordipietra sembra mostrare pentimento appena prima di spingersi oltre.


Si tratta, quindi, di un vecchio papero che, accorgendosi di avere perso la propria innocenza, decide di continuare a comportarsi slealmente per non essersi sporcato invano. Fondamentalmente, Cuordipietra non è cattivo, ma il suo risentimento e il desiderio di vendetta lo accecano al punto da far sfumare la sua moralità. Tutto ciò, purtroppo, viene meno nell'ultima apparizione del personaggio nelle storie di Barks, Zio Paperone... tutto per la concessione (Barks, 1966). Qui, Cuordipietra è soltanto la macchietta piatta di un personaggio cattivo e cerca continuamente di uccidere Paperone e nipoti per non farli arrivare in tempo a una prestigiosa asta.


Dopo questa storia, il miliardario sudafricano scompare dalla produzione americana e viene sostituito da altri rivali casuali, come Gotrocks, reso in Italia come "Goldrock" in Zio Paperone e l'idolo retroattivo (Gregory/Strobl, 1966) o "Fame d'Oro" in Paperino e la difesa del casato (Gregory/Strobl, 1967), oppure McFee, in Zio Paperone e la lotta titanesca (Nofziger/Diaz Studio, 1986), chiamato "Famedoro" nella versione italiana.

Il "vero" Famedoro ritorna, invece, in scena in tre storie di produzione italiana: Zio Paperone e il bisbilione (Pavese/Perego, 1967), in cui compare pure Rockerduck, Paperino e i candidati al CIAO (Martina/Carpi, 1967) e Zio Paperone e la pepita astrale (Pavese/Perego, 1971). Diversamente dalle storie barksiane, in queste tre avventure, così come nella brasiliana Estrada de Ferro Patopolense (Saidenberg/Lima?, 1974), Cuordipietra pare risiedere a Paperopoli. Addirittura, ne I candidati al CIAO, afferma di abitare a tre miglia dall'ufficio del segretario del CIAO, mentre Paperone ne è distante due miglia.


Dopo queste fugaci apparizioni internazionali, sarà l'editrice danese Gutenberghus a reinserire stabilmente il personaggio all'interno della propria produzione di fumetti Disney. Nella già citata guida ai personaggi Disney distribuita dalla redazione ai propri autori nel 1978, si legge: "Cuordipietra Famedoro ha la stessa età di Zio Paperone. Anch'egli è incredibilmente ricco e, naturalmente, sono nemici giurati. Sono rivali che cercano di superarsi a vicenda e litigano molto" (trad. mia). Le prime storie realizzate di questo nuovo ciclo nascono da soggetti degli editor Stefan Printz-Påhlson e 
Lars Bergström e sono Zio Paperone e la fasulla generosità (Anderson/Vicar, 1979) e Paperino e la coppa di Paperopoli (Kenner/Vicar, 1980), contemporaneamente alle quali vengono prodotte, su soggetti di Werner Wejp-Olsen, Zio Paperone e gli smeraldi sferici (Anderson/Vicar, 1980) e Zio Paperone e la bacca rara (Anderson/Vicar, 1979). Nelle storie di produzione danese, Cuordipietra è l'equivalente del Rockerduck italiano: vive a Paperopoli, frequenta gli stessi circoli che frequenta Paperone (Club dei Miliardari, Club degli Esploratori...) e cerca di competere con il suo rivale in avventure prettamente affaristiche o ricerche di tesori. Addirittura, in alcune storie, come Zio Paperone e il debito con Famedoro (Bartholomew/Vicar, 1988), Reunion (Sutter/Santanach, 1991), A Glass of Water (Anderson/Cardona Blasi, 1991) e Zio Paperone e l'emporio ambito (Sutter/Vicar, 1992), vengono mostrati flashback di Cuordipietra e Paperone da giovani, già all'epoca rivali, che vanno a contraddire il primo incontro descritto da Barks ne Il torneo monetario.


Mentre Paperone può contare sulla sua famiglia, Famedoro è prevalentemente solo e questo lato della sua personalità viene portato all'apice in La gara tra nipoti (Bartholomew/Millet, 1985), in cui arriva a pagare un attore per interpretare il ruolo di suo nipote, presunto genio della finanza, che dovrà sfidare Paperino.


Sarà poi Don Rosa a riportare Cuordipietra in Sud Africa e a trattarlo come una vera e propria minaccia per la famiglia dei Paperi, a partire dal suo esordio nei fumetti Disney. In Zio Paperone e il figlio del sole (Rosa, 1987), Famedoro è un villain spietato, reminiscente del personaggio presentato da Barks in Tutto per la concessione. Non è più, quindi, la copia di Paperone, ma la sua versione cattiva, pronto a mettere in pericolo la vita dei suoi rivali, che ha ormai perduto la sua bussola morale (che ancora conservava ne Il campionato di quattrini). A questo proposito, vale la pena ricordare la vignetta di Down, but Not Out, in Duckburg (Wolfman/Quartieri, Uzal, 1990), in cui, messo a conoscenza del fatto che la madre ha telefonato, Cuordipietra risponde: "Sono impegnato! Affittatele un nuovo figlio!"


Nonostante siano state le prime a riprendere il personaggio dopo Barks, la produzione italiana e quella brasiliana non hanno fatto largo utilizzo di Cuordipietra (al quale è stato, invece, preferito Rockerduck), mentre la maggior parte delle sue apparizioni proviene dalla produzione danese e da quella olandese, dove tuttora Famedoro è considerato il rivale numero uno di Paperone, ne frequenta gli stessi circoli paperopolesi e compete con lui nella ricerca di tesori.

© Disney per le immagini pubblicate.

mercoledì 5 ottobre 2022

Strijd om een erfenis (du Mosch/Alfonso, Fernández, 2022)

Torno a parlare di Ralph du Mosch (qui la nostra chiacchierata risalente a qualche mese fa) per commentare la sua Strijd om een erfenis (du Mosch/Alfonso, Fernández, 2022), pubblicata nei Paesi Bassi lo scorso agosto, in cui Paperone viaggia indietro nel tempo per ottenere un'eredità. Questa avventura, definita dallo stesso autore "una delle [sue] preferite da scrivere", si apre con la ricezione di una lettera dei notai McGaai, McGraai e McSnaai in cui viene comunicato al papero più ricco del mondo di essere erede della fortuna del duca di Zwaenenzang-Zilverpoets. Per sua sfortuna, non si tratta dell'unico erede e deve condividere l'eredità con Cuordipietra Famedoro (come Paperone, biscugino di ottantaquattresimo grado del defunto duca), a meno che non si riesca a stabilire che uno dei due avesse un grado di parentela più prossimo con il duca rispetto all'altro. Per assicurarsi la vittoria, Paperone decide di viaggiare indietro nel tempo grazie all'ausilio di un'invenzione di Archimede e fare in modo che una sua prozia (Agaath McDuck) sposi il duca, peccato che la stessa idea sia venuta anche a Famedoro...

Vignetta iniziale dallo storyboard di Strijd om een erfenis

Senza procedere con il disvelamento dell'intreccio (auspicando che un giorno questa storia diventi fruibile anche in Italia), vorrei concentrarmi su alcuni punti di contatto con produzioni passate che ritengo degni di nota.

Innanzitutto, il tema della parentela di Paperone con un suo rivale non è nuovo: qui analizzavo infatti le varie parentele che il nostro protagonista ha condiviso con Rockerduck nel corso dei decenni e qui riportavo invece l'altro parente in comune tra il miliardario scozzese e quello sudafricano, Bogey McDivot (parentela che ho avuto modo di ripensare qui, grazie anche alla conferma dell'autore della storia in questione, John Lustig). Viene ripresa appunto da questa storia la reazione dei due all'apprendere di una qualche sorta di reciproca relazione, nonché la reazione dei due nel finale (nonostante i due racconti viaggino su binari completamente differenti).

Paperone apprende dell'esistenza di un altro erede in Zio Paperone e l'eredità indivisibile (Martina/Esposito, 1974)

... e in Strijd

Cuordipietra e Paperone non accettano di essere imparentati in Family of Fore (Lustig/Vicar, 2001) 

... e in Strijd

(Lustig/Vicar, 2001) 

(du Mosch/Alfonso, Fernández, 2022)

(Lustig/Vicar, 2001) 

(du Mosch/Alfonso, Fernández, 2022)

Inoltre, è piacevole notare che l'autore, piuttosto che creare un qualche marchingegno temporale su misura per questa avventura, recupera la Time-Tub introdotta da Vic Lockman negli anni Settanta (e già ripresa da DuckTales), inserendosi idealmente all'interno di una continuità internazionale e ultradecennale.

La Time-Tub di Archimede in I Bassotti e la cella senza Tv (Lockman/Alvarado, 1970)

... in Old Time Crime (?/Manning, 1978)

... e in Strijd

Infine, sono di interesse genealogico le apparizioni della prozia di Paperone, Agaath McDuck, e della prozia di Cuordipietra, Grizelda Goudglans (corrispettivo olandese di "Glomgold", ovvero Famedoro).

Agaath (a sinistra) e Grizelda (a destra)

© Disney per le immagini pubblicate.

venerdì 1 aprile 2022

L'albero genealogico della famiglia FAMEDORO

Come già fatto in questo post (e in questo) con la famiglia Rockerduck, riporto qui l'albero genealogico della famiglia Famedoro (Glomgold), corredato da una tabella riassuntiva che elenchi le apparizioni di ogni personaggio. Per lo scopo di questa ricerca, ho deciso di utilizzare i nomi originali anglofoni dei vari parenti (dove disponibili) o, se possibile, delle probabili anglicizzazioni.

L'albero genealogico della famiglia Famedoro


TABELLA DEI PERSONAGGI:


GENERAZIONE 0 (i nipoti di CUORDIPIETRA):
 
Junior Snorehead: nipote di Cuordipietra che compete con Paperino nella storia Zio Paperone e il miglior nipote (Gregory/Quartieri, Sanchez, 1989).

Slackjaw Snorehead: nipote pigro di Cuordipietra a cui interessa solo uscire con gli amici e rilassarsi, esordisce in Happy Birthday, Flintheart Glomgold (Jensen/Vicar, 2006).
 

GENERAZIONE 1:
 
Padre di Junior e Slackjaw: non viene menzionato in alcuna storia.

Madre di Junior e Slackjaw: dal momento che Slackjaw (e quindi anche Junior) porta un cognome differente da quello dello zio, possiamo suppore che Cuordipietra abbia una sorella.  
 
Flintheart Glomgold: il secondo papero più ricco del mondo, esordisce in Paperino e il torneo monetario (Barks, 1956).
              
Everett Glomgold: cugino texano di Cuordipietra, compare in The Okra Season (Halas/Mota, 2009); Everett è una anglicizzazione del nome "Evertti", presente nella traduzione finlandese. Per amore della completezza, l'autore di questa storia è stato contattato a proposito, ma, avendo sceneggiato centinaia di storie in un arco di oltre trent'anni, non ha memoria del nome originale proposto in sceneggiatura.

Bogford McDivot: lontano parente di Cuordipietra e Paperone, che se ne contendono l'eredità in Zio Paperone e lo sport di famiglia (Lustig/Vicar, 2001); nella storia viene ricordato come "Bogey", ma il nome completo viene fornito dallo stesso Lustig in questo articolo.

              
GENERAZIONE 2:
 
Madre di Cuordipietra: menzionata per la prima volta in Zio Paperone e il campionato di quattrini (Barks, 1959) e rappresentata graficamente in The Glomgold Heritage (Jensen/Rota, 2015) e Zio Paperone e l'aquila di Zeus (McGreal, McGreal/Cavazzano, 2020), era una donna onesta a cui Cuordipietra è molto legato.

Brickheart Glomgold: mostrato in The Glomgold Heritage (Jensen/Rota, 2015), arriva in Sudafrica assieme al padre e lì gestisce inizialmente una locanda.

Elizabeth McDuck: figlia di Quagmire McDuck e madre di Bogey McDivot, viene proposta da Lustig in questo articolo, assieme alla sorella Margaret.
 
Margaret McDuckfiglia di Quagmire McDuck e madre di Bogey McDivot, viene proposta da Lustig in questo articolo; l'immagine utilizzata è quella della zia scozzese (defunta) di Paperone, Maggie McPaperosch, vista in flashback in Zio Paperone e l'infernale codicillo (Pavese/Chierchini, 1963).
 
 
GENERAZIONE 3:
 
Griselda Glomgold: prozia di Cuordipietra presentata in Strijd om een erfenis (du Mosch/Alfonso, Fernández, 2022) come "Grizelda Goudglans"; il più internazionale "Griselda" mi è stato comunicato direttamente dall'autore.

Stoneheart Glomgold: nonno di Cuordipietra, era cocchiere a Londra in Zio Paperone e il preziosissimo prezioso (Anderson/Branca, 1981); dopo avere appreso che il mondo è ingiusto e crudele, si trasferisce in Sudafrica assieme al figlio in The Glomgold Heritage (Jensen/Rota, 2015).

Quagmire McDuck: prozio di Paperon de' Paperoni menzionato in Zio Paperone e l'orologio dell'eclisse (Barks, 1955); la sua parentela con Cuordipietra e Bogford McDivot è stata proposta dall'autore americano John Lustig in questo articolo.
    
 
GENERAZIONE 4:
 
Ironheart Glomgold: antenato di Cuordipietra, menzionato come "Cuordiferro Famedoro" in Paperbridge (Gervasio, 2021).


Una nota finale:

nell'articolo, citato più volte, in cui Lustig fornisce la parentela tra Bogey, Cuordipietra e Paperone, l'autore propone che Elizabeth sia la madre di Bogey, mentre Margaret sposi un Famedoro che sia un lontano cugino del padre di Cuordipietra. Nello stilare questo mio albero genealogico, ho dovuto correggere e semplificare questa parentela per due ragioni:

- nella versione di Lustig, Cuordipietra non sarebbe in realtà imparentato con Bogey (ma con la famiglia di Paperone) e quindi non avrebbe alcun diritto alla sua eredità; nell'albero sopra proposto, invece, i due miliardari hanno una parentela più equa rispetto al defunto;
 
- allo stesso modo, Paperone dovrebbe sapere che nella sua famiglia è presente un Famedoro e che quindi è imparentato in qualche modo con il suo acerrimo rivale; semplificando la relazione come sopra proposto (rendendo Margaret nubile e cambiando il cognome del cugino di Brickheart da Famedoro a McDivot), questo problema non sussiste perché la parentela non sarebbe immediatamente identificabile.
 
L'albero genealogico della famiglia Famedoro considerando le parentele suggerite da Lustig nel 2012

Contattato per essere messo al corrente delle modifiche e per esprimere un parere a proposito, Lustig ha così commentato:

Penso che il secondo albero genealogico [quello presentato a inizio post] abbia più senso considerando la storia che ho scritto. Come dici, dà a Cuordipietra e a Paperone un diritto eguale alla fortuna di Bogey e rende la loro parentela talmente distante da far risultare plausibile il fatto che essi non siano a conoscenza di trovarsi nei reciproci alberi genealogici.

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