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sabato 11 febbraio 2023

Scrooge's Quest

Oggi vorrei parlare di una storia in sette parti scritta dall'autore veterano DC Marv Wolfman e pubblicata sui primi sette numeri del mensile statunitense DuckTales nel 1990. La trama generale non è particolarmente complicata: Amelia rapisce Gaia per chiedere a Paperone la sua Numero Uno come riscatto, il miliardario accetta, consegnando la sua monetina, ma la fattucchiera non mantiene il patto e conserva sia la bambina sia il decino. Nel corso di questi racconti, la famiglia dei Paperi cercherà di recuperare entrambi, dovendo affrontare diverse minacce, oltre ad Amelia, i Bassotti e Cuordipietra Famedoro.

Lungi da me voler commentare ogni singola vignetta e recensire queste avventure trentenni (non l'ho mai fatto e non comincerò ora), intendo invece riportare alcuni dettagli che ho molto gradito e che bene si inseriscono in un eventuale contesto di continuity.

Partendo con una piccola curiosità, nel primo capitolo, The Ice Demon (Wolfman/Quartieri, Bat, 1990), Paperone afferma di avere comprato la sua tuba “trent'anni fa” per la somma di 37 centesimi.


Nel terzo capitolo, The Fall of New Atlantis! (Wolfman/Quartieri, 1990), assistiamo poi al primo incontro tra Amelia e Cuordipietra.


Inoltre, nella stessa storia, compare Savin Cash, il banchiere di Paperone, che ha le fattezze di Carl Barks. A rimarcare il riferimento al creatore di Scrooge, nonché ispiratore della serie stessa DuckTales, Famedoro menziona l'allevamento di polli di Cash/Barks a San Jacinto.


Sul numero 5 del mensile, viene dunque pubblicata una lettera dello stesso Barks, che ringrazia per la propria caricatura e si complimenta per le storie.


Rimanendo sul quinto numero, trovo che nel capitolo pubblicato al suo interno, Down, but Not Out, in Duckburg (Wolfman/Quartieri, Uzal, 1990), sia possibile ritrovare diversi particolari interessanti. Innanzitutto, scopriamo che Paperone possiede la più grande fabbrica di graffette del mondo, situata “da qualche parte vicino a Paperopoli”. In realtà, questa fabbrica è una copertura per un sotterraneo segreto in cui Paperone custodisce laboratori di sperimentazione per le proprie industrie, cimeli di avventure passate e un caveau pieno di gemme. È qui che facciamo la conoscenza di Gabby McDrake, un vecchio papero brontolone, guida di Scrooge ai tempi del Klondike, che vorrebbe vivere nel passato e rifiuta ogni tipo di innovazione. A proposito del Klondike, Gabby ricorda come si fosse preso cura del giovane miliardario febbricitante (per ben 37 giorni!) assieme a una certa Tess Gander (parente di Gastone?).


La sala dei cimeli, che Joe Torcivia paragona alla Fortezza della Solitudine di Superman, è ricca di citazioni alle opere di Barks: le percussioni del villaggio di Cura De Coco da Paperino e gli indiani Paperuti (Barks, 1962), il vello d'oro da Paperino e il vello d'oro (Barks, 1955), la canoa d'oro da Paperon de' Paperoni e la barca d'oro (Barks, 1961), le armature-robot dei Bassotti da Paperino e i “buoni compagni” (Barks, 1953) e gli uccelli urlatori da Paperon de' Paperoni e la cassaforte di cristallo (Barks, 1962).




Inoltre, è curioso notare come, secondo questa storia, la madre di Cuordipietra sia ancora in vita e come il figlio non sembri essere a lei particolarmente legato, come invece traspare da Zio Paperone e il campionato di quattrini (Barks, 1959) e Cuordipietra e l'eredità dei Famedoro (Jensen/Rota, 2015).


Nel sesto capitolo, Witch Way Did She Go? (Wolfman/Quartieri, Valenti, 1990), i Paperi si recano in Indiastan per incontrare Ali Blabber (“blabber” significa “blaterare”, ma anche “chiacchierone”), “il più saggio di tutti i saggi”, e i nipotini si dimostrano subito scettici a riguardo poiché non ne trovano riferimento all'interno del loro Manuale.


La cosa che mi ha divertito di più a proposito di questo personaggio è che, nonostante viva in una caverna difficilmente accessibile e apparentemente in ascesi, mantiene questa estetica solo per tradizione. Da tempo, ha infatti aggiornato gli affari di famiglia, utilizzando una sofisticata tecnologia.


Stranamente, Amelia non sa che farsene della Numero Uno, che tutti (compreso Paperone) continuano a chiamare “lucky dime” (decino fortunato). A tal proposito, il papero più ricco del mondo sostiene che il decino possa portare fortuna solo a lui perché l'ha “guadagnato [...] attraverso il suo duro lavoro.


Infine, nell'ultimo capitolo, All That Glitters is Not Glomgold (Wolfman/Quartieri, Bat, Valenti, 1990), Paperone deve vedersela con uno spietato Cuordipietra che ora possiede tutta Paperopoli, rinominata per l'occasione Famedoropoli (Glomgoldburg). Qui, Scrooge fa atterrare Jet in un parco chiamato Barks Park, ennesima citazione all'Uomo dei Paperi.


Tirando le somme: ho apprezzato questa lunga saga (182 tavole in totale), capitolo più capitolo meno. Ho trovato i disegni molto validi, mi sono piaciuti i vari riferimenti e i dettagli che ho riportato in questo post e ritengo che sia un peccato che non sia mai stata pubblicata in Italia. Per ovvie ragioni, non mi sono addentrato nello specifico dei singoli intrecci della storia, che nel complesso valuto piuttosto positivamente.

I crediti dei capitoli, a volte discordanti con quanto riportato su INDUCKS, sono ricavati dalle pubblicazioni originali.

© Disney per le immagini pubblicate.

giovedì 26 maggio 2022

Nonna Papera e Zio Paperone sono fratelli?

Ovviamente no. Don Rosa l'ha reso evidente all'interno del suo albero genealogico, ma Barks lo aveva già chiarito nelle sue storie (vedasi a tal proposito l'albero genealogico di Marovelli, Paolini e Saccomano, in cui gli autori riportano: "è indubbio che [Paperone e Nonna Papera] non sono fratello e sorella. Ce lo ha confermato lo stesso Barks.", o ancora questa intervista a Barks risalente al 1995, in cui l'Uomo dei Paperi in persona afferma: "Nonna Papera è solo un'amica di Paperone.")

Allora, come mai dedicare un post alla questione se essa è talmente scontata e risolta da tempo? La verità è che, nonostante Barks abbia sempre avuto chiare in mente le parentele che intercorrono nella famiglia dei paperi, così non si può dire per altri autori del passato e, vedremo, del presente.

La tradizione che vuole gli anziani della famiglia imparentati tra loro non proviene dagli Stati Uniti (dove i due hanno cognomi differenti: Duck e McDuck), ma dall'Europa (dove, in molti paesi,  portano entrambi il cognome Duck) e si protrae da lunghi decenni. A quanto pare, la parentela proviene infatti dalla traduzione tedesca della storia Paperino e la seconda infanzia di Paperone (?/Moores, 1956), pubblicata in Germania nel 1958.

Nella traduzione tedesca, Nonna Papera chiama Paperone "Bruder" (fratello)

In Italia, si hanno numerose testimonianze che si estendono per un periodo di quarant'anni. La prima che sono riuscito a rintracciare è questa poesia del 1960 scritta da Guido Martina. Per quanto riguarda invece le storie a fumetti: Zio Paperone e l'antiquariomania (Carpi/Chierchini, 1963), Zio Paperone e l'ottuagenaria a pedale (Barosso?, Barosso?/Bordini, 1964), Zio Paperone e il decompositore ritmico (Barosso, Barosso/De Vita, 1964), Nonna Papera e la battaglia campale (?/Chierchini, 1965), Nonna Papera e l'aratro all'antica (Barosso, Barosso/Perego, 1966), Prologo a "Il fantastiliardo" (Dalmasso/Perego, 1969), Prologo a "I magnifici tre" (Dalmasso/Perego, 1971), Prologo a "Mondo papero" (Dalmasso/Perego, 1971), Nonna Papera e la torta rivelatrice (Martina/Scala, 1973), Buon Compleanno Paperino (Rota, 1984)Nonna Papera vacanziera d'impegno (Sisti/Comicup Studio, 1994), Zio Paperone e le notizie... fraterne (Sisti/Soave, 1996) e Paperino Paperotto e un cent per Millicent (Mulazzi/Barbucci, 1999).

(Barosso?, Barosso?/Bordini, 1964)

(Barosso, Barosso/De Vita, 1964)

(Barosso, Barosso/Perego, 1966)

(Sisti/Soave, 1996)

Anche alcune storie prodotte dallo Studio Disney per il mercato estero riportano questa relazione e mostrano anche momenti condivisi dai due paperi durante la loro infanzia. Tra queste, Nonna Papera "mala" per un cerchio (?/Strobl, 1969), Amelia e il segreto di famiglia (?/Schmitz, 1970), Nonna Papera e i bei tempi andati (Nofziger/Diaz Studio, 1983), Paperino e le buone azioni (?/?, 1986) e Nonna Papera e la guerra di confine (Nofziger/Strobl, 1987). Da notare che i due paperi sono mostrati da bambini all'interno della stessa famiglia anche nella brasiliana Nonna Papera e il Natale di tanti anni fa (Saidenberg/Soares Rodrigues, de Mello?, 1982).

(Nofziger/Diaz Studio, 1983)

Nonostante tutte le storie citate finora siano state prodotte prima del 2000, e sebbene da allora la genealogia donrosiana sia diventata convenzionale a tal punto che verrebbe logico pensare che questa parentela non abbia più senso di esistere, la produzione di fumetti Disney di un certo paese continua a portare avanti questa tradizione. Si tratta dell'Olanda.

Nonna Papera e Paperone assieme ai genitori (1994)

In Olanda, Dora Duck e Dagobert Duck sono da sempre, complice il cognome, considerati fratelli. Basti pensare all'illustrazione che li ritrae da piccoli in Scozia assieme ai genitori (già riportata qui), ma anche a storie più recenti (e post-Rosa), come Heerlijk duurt het langst (Straatman/Gulien, 2018), Een boerenmeid op een website (Straatman/Heymans, 2018), De zuinige grijsaard (Moe/Pérez, 2018) o ancora Zio Paperone e la sfida matematica (du Mosch/Pérez, Fernández, 2022), in cui la parentela è presente nei dialoghi dello storyboard originale (come comunicato privatamente dall'autore).

(Straatman/Heymans, 2018)

Contrariamente all'illustrazione degli anni Novanta sopra riportata, Paperone è qui rappresentato come il fratello maggiore della coppia (Moe/Pérez, 2018)

Ma come può essere conciliata questa relazione con l'albero genealogico di Don Rosa, che pure è stato pubblicato in Olanda? La risposta è in realtà piuttosto semplice, e parecchio cartoonesca. Vi ricordate di quando vi ho parlato dei genitori di Ciccio? Ebbene, il padre di Ciccio (Luke) è conosciuto ufficialmente in Olanda come colui che ha svolto le ricerche genealogiche e che ha perciò realizzato l'albero, però (e qui riporto dal sito ufficiale olandese)

Sfortunatamente, h[a] inavvertitamente rovesciato una tazza di caffè su tutte le carte. Questo è il motivo per cui a volte h[a] dovuto tirare a indovinare come stessero le cose. Perciò, potrebbe benissimo essere che la pro-prozia di Paperone sia in realtà la sua pro-pronipote e viceversa. (trad. mia)

Ecco, dunque, come evitare astutamente le inevitabili incongruenze generate da decenni di produzioni internazionali non sempre in linea le une con le altre. Tornando alla domanda iniziale, Nonna Papera e Zio Paperone non sono ovviamente fratelli per la maggior parte del mondo, ma l'Olanda prosegue invece a testa alta questa sessantennale tradizione; e trovo personalmente interessante avere una molteplicità di punti di vista (come peraltro è sempre stato) piuttosto che conformarsi a un'unica visione (si vedano in proposito i post sulla famiglia Coot).

© Disney per le immagini pubblicate.