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mercoledì 24 aprile 2024

Che animale è Archimede Pitagorico?

Onestamente, non avrei mai pensato di arrivare a scrivere un post di questo tipo — e spero che i lettori più esperti non me ne vorranno —, ma la questione potrebbe non essere così banale come sembra. I personaggi di casa Disney, per quanto animaleschi nel loro aspetto, sono paragonabili a esseri umani. Con noi condividono emozioni, sentimenti, pensieri, sogni, aspirazioni, buonsenso... Vivono in città costruite in maniera analoga alle nostre, in abitazioni dotate di tutti i comfort, parlano, lavorano, e così via. Forse, è per questa ragione che, solitamente, si tende a non dare troppo rilievo alla specie animale di appartenenza di un personaggio. Appartenenza che, infatti, si manifesta solamente a un livello superficiale e che non si riflette nei suoi comportamenti e azioni. Come tutti sappiamo, Pippo è assimilabile a un canide, ma non lo vedremo mai scorrazzare nei campi inseguendo una pallina o intento a masticare un osso; Orazio è ispirato a un cavallo, ma sono finiti i tempi in cui fa salire Topolino in groppa, e così via... Le caratterizzazioni più vicine al mondo ferino, che pure sono fondamentali nei primi cortometraggi animati, sono inevitabilmente scomparse con l'avvento dei comic book. Gli abitanti calisotiani sono, a tutti gli effetti, persone. Può ancora succedere che Paperino o Paperone esclamino qualcosa che suoni come "Sbaraquack!", ma si tratta di effetti sonori ormai consolidatisi nell'immaginario comune, più che altro tesi a un fine comico ed esagerato, e alienati da ogni riferimento anatrino.


Data questa premessa, non ha molta importanza a quale animale sia associabile l'inventore paperopolese Archimede Pitagorico, ma è curioso notare alcune incongruenze che riguardano la questione. A pagina 109 di Topolino 3569, pubblicato la scorsa settimana, all'interno della consueta rubrica "Disegna con gli artisti di Topolino", curata dalla redattrice Francesca Agrati, leggiamo: "Sapete che animale è il nostro Archi, vero? Si tratta di un aquilotto". Un'affermazione che mi ha lasciato perplesso, ma neanche troppo. Del resto, la stessa Agrati definiva il nipotino di Archimede, Newton, un "giovane aquilotto" a ottobre dello scorso anno, nel corso di un'intervista con Marco Nucci. E, siccome non c'è due senza tre, a pagina 85 di Topolino 3570, in edicola da oggi, la rubrica per aspiranti artisti incalza: "Ricordate? Archimede è un'aquila". Ma Archimede è veramente un'aquila? La redazione di Topolino pare esserne convinta. Oltre alle testimonianze riportate, vale la pena citare: la scheda della Topopedia sull'inventore (presente sul sito ufficiale di Topolino dal 2013), in cui compare la dicitura "aquila da laboratorio"; la scheda su Mega 609 (2007), dove lo scopriamo avere "fattezze aquiline"; e la risposta alla lettera di una lettrice, stampata su Topolino 2556 (2004), in cui, ancora una volta, lo si descrive senza esitazione "un'aquila". Le giustificazioni addotte nell'angolo della posta sono la sua proverbiale intelligenza e il suo becco giallo. Quindi, la discriminante rivelatrice non sarebbe la forma del becco, come alcuni sostengono, bensì il suo colore...


Di diversa opinione era, però, Carl Barks, che Archimede lo ha ideato e introdotto nel mondo dei Paperi. Difatti, nell'intervista rilasciata a Donald Ault, Thomas Andrae e Stephen Gong il 4 agosto 1975, l'Uomo dei Paperi in persona descrive il genio come "a big awkward looking chicken" ("un grosso pollo dall'aspetto goffo") e "a big tall gawky chicken" ("un grosso pollo alto e goffo"). E non si tratta di una imprecisione momentanea perché, nell'intervista condotta da Sebastien Durand e Didier Ghez a Disneyland Paris il 7 luglio 1994, Barks sentenzia nuovamente: "Gyro is a chicken" ("Archimede è un pollo"). Al momento, mi sfugge l'origine della credenza che lo vuole un rapace e che sta alla base della tradizione redazionale italiana, che sia dovuta a un'associazione mentale con il suo rivale Spennacchiotto (Emil Eagle)? Sta di fatto che la versione barksiana è stata più volte riportata in pubblicazioni nostrane ufficiali. Solamente a titolo esemplificativo, Luca Boschi restituisce il termine "gallinaceo" qui (1994), qui (2005) e qui (2008), mentre Alberto Becattini lo rievoca qui (2014). Curiosamente, già nel saggio Introduzione a Paperino. La fenomenologia sociale nei fumetti di Carl Barks (1974) — di un anno precedente alla prima dichiarazione di Barks in merito —, a cura di Piero Marovelli, Elvio Paolini e Giulio Saccomano, è possibile rinvenire l'espressione "gallinaceo".


Un po' di confusione è, comunque, perdonabile: dopotutto, i Bassotti si riferiscono all'inventore chiamandolo "il papero" in Archimede e lo struzzicano trovarobe (?/Scarpa, 1963), e per ben due volte! E non ho ancora menzionato la singolarissima interpretazione di Don Rosa, che, nel 1994, si chiedeva: "what IS Gyro? I always thought he was a sorta cockatoo-stork judging by his beak, his intelligence and his lankiness" ("che cosa È Archimede? Ho sempre pensato che fosse una sorta di cacatua-cicogna a giudicare dal suo becco, la sua intelligenza e la sua esilità"); per poi stabilire con fermezza, nel 2009: "Gyro Gearloose is obviously a cockatoo" ("Archimede Pitagorico è ovviamente un cacatua"). 


Per rispondere alla domanda iniziale, mi sentirei abbastanza sicuro nell'affermare che Archimede Pitagorico è un gallinaceo, come il suo creatore lo ha inteso. Il dibattito è, tuttavia, aperto da decenni (come si è visto) ed è comprensibile: prendendo a esempio un altro personaggio barksiano che dovrebbe appartenere alla stessa specie, il Rockhead Rooster di Paperina e l'appuntamento a quattro (Gregory?/Barks, 1959), le differenze sono notevoli.


© Disney per le immagini pubblicate.

giovedì 15 settembre 2022

Archimede indossa un parrucchino? (parte seconda)

Qualche mese fa, ho pubblicato un post in cui, riportando come esempio quattro storie sceneggiate da Vic Lockman (che in quella sede ho definito "una sorta di secondo padre" dell'inventore paperopolese), mi chiedevo se Archimede indossasse o meno un parrucchino. Avendo recentemente avuto accesso all'intero archivio della storica fanzine tedesca Der Hamburger Donaldist (della quale avrò comunque modo di parlare in un futuro prossimo), mi sono però accorto di essere stato preceduto di ben 45 anni da Klaus Lange che, in un articolo con il medesimo titolo del mio post ("Trägt Daniel Düsentrieb ein Toupet?"), pubblicato sul quarto numero della rivista, si poneva la medesima questione.

Il principio della ricerca di Lange (1977)

Nonostante la ricerca di Lange si sposti poi su altri argomenti, come "che tipo di animale è Archimede?" e "come mai egli nega la sua entità?", l'autore recupera evidenze dell'esistenza di un parrucchino che io avevo trascurato nel mio precedente post: Archimede e il tutto all'istante (Lockman/DeLara, 1965), Archimede ballerino telefonico (Lockman/DeLara, 1966) e Archimede e il pensator-scultore (Lockman/DeLara, 1968).

(Lockman/DeLara, 1965)

(Lockman/DeLara, 1966)

(Lockman/DeLara, 1968)

Curioso notare come, diversamente dalla già citata Archimede e il pianeta bitorzolo (Lockman/DeLara, 1969) — e analogamente invece alle tre storie disegnate dallo stesso Lockman negli anni Novanta —, il parrucchino si presti qui solamente a una gag visiva e non giochi invece un ruolo nella trama della storia. Inoltre, trovo particolarmente interessante il fatto che, mentre non è possibile risalire all'autore de il tutto all'istante, due delle tre storie individuate da Lange siano state scritte proprio da Vic Lockman, già autore delle quattro riportate nello scorso post.

[Aggiornamento 18/03/2024]:

L'argomento in questione è stato preso in esame molto dettagliatamente in un saggio intitolato "Vic Lockman and Gyro Gearloose's Hair", nel quale riporto una lista completa delle storie di Lockman in cui questa gag è presente e anche alcune storie di altri autori successivi che la recuperano. Attualmente è in fase di revisione e spero di riuscire a pubblicarlo presto da qualche parte.

© Disney per le immagini pubblicate.

venerdì 29 aprile 2022

Archimede indossa un parrucchino?

Il titolo di questo post è strano, ma vi assicuro che non è un caso di clickbait. D'altronde, non vi siete mai chiesti come faccia ad avere dei capelli pagliericci così precisi e mai spettinati (almeno nelle storie non italiane)? Metto comunque le mani avanti dicendo che, questa volta, non si tratta di una ricerca approfondita, ma quanto più di un argomento su cui mi riprometto di tornare in futuro (si legga, in merito, l'aggiornamento posto in fondo all'articolo). Possiamo dire che si tratta piuttosto di una piccola curiosità, di una gag ricorrente introdotta (forse) e spesso ripetuta da Vic Lockman.

Per chi non conoscesse questo autore, mi sento di definirlo una sorta di secondo padre di Archimede. È infatti lui a introdurre elementi come il suo cappello pensatore e personaggi come il nipotino Newton (recentemente recuperato dalla redazione di Topolino) o lo scienziato malvagio Spennacchiotto (Emil Eagle), nato come rivale dell'inventore gallinaceo. Inoltre, stando ai dati forniti da INDUCKS, Lockman conta un totale di 111 storie scritte in cui appare Archimede, contro 76 scritte invece da Barks.

Ebbene, non avendole lette tutte, non posso individuare con certezza dove questa gag abbia origine, o riportare con precisione in quante storie appaia, ma posso confermare la sua presenza in almeno quattro titoli:

  • il primo di questi è Archimede e il pianeta Bitorzolo (Lockman/DeLara, 1969), nel quale la testa calva di Archimede è in qualche modo collegata all'intreccio e viene riconosciuta da altri personaggi all'interno dei dialoghi; 
 
Gli scienziati commentano la capigliatura posticcia di Archimede...

... e studiano il bernoccolo procuratosi con la caduta
 
  • segue poi The Dream Transformer (Lockman, 1995), in cui la gag è solamente visiva e appare nella vignetta iniziale; 
 
Non trovate peculiare il fatto che il nostro genio dorma con cappello e occhiali?
 
  • Beagle Bug-off (Lockman, 1995), con le modalità di cui sopra (senza trovarsi a inizio storia);

La perdita del parrucchino è un evidente segnale di stupore
 
 
Anche qui, Gyro dorme con cappello e occhiali

Dunque, delle storie considerate, la calvizie di Archimede sembra avere una qualche incidenza a livello narrativo solamente in quella degli anni Sessanta, mentre nelle altre si ripete l'immagine limitandola nello spazio a essa dedicato e nel suo significato, senza fornire a essa un riconoscimento nei dialoghi e nello svolgimento del racconto. Curioso notare come la gag del parrucchino (questa voltato portato non da Archimede, ma dal vicino di Nonna Papera) ricorra ancor precedentemente in Nonna Papera e Ciancio brontolone (Lockman/Barks, 1959); che fosse una “fissazione” dell'autore?

[Aggiornamento 18/03/2024]:

L'argomento in questione è stato preso in esame molto dettagliatamente in un saggio intitolato "Vic Lockman and Gyro Gearloose's Hair", nel quale riporto una lista completa delle storie di Lockman in cui questa gag è presente e anche alcune storie di altri autori successivi che la recuperano. Attualmente è in fase di revisione e spero di riuscire a pubblicarlo presto da qualche parte.
 
© Disney per le immagini pubblicate.