Il pubblico di vecchia data del blog (che ringrazio per essermi stato fedele in questi anni) forse ricorderà un articolo del 2021 in cui indagavo l'identità del fondatore di Topolinia, per poi riconoscerne tre principali: Harvey Esploribus, Toponio McRatt e Geremia Ratt, rispettivamente da Topolino e la scia delle torpedini (Figus/Valussi, 1987), Minni e il naufragio spaziale (Russo/Mottura, 1995) e Topolino e l'effetto trasmutatore (Panaro/Di Vita, 1995). Tra loro, McRatt risulta sicuramente essere il più oscuro dal momento che la sua storia è apparsa originariamente su Minni & Company e non sul settimanale Topolino. Infatti, se gli altri nomi restituiscono risultati sul web (e si tenga a mente che Ratt è stato poi citato in altre storie), Toponio McRatt è completamente ignoto ai motori di ricerca.
Ma perché tornare sul tema dopo quasi un lustro? Ci sono per caso novità? Ebbene, amici lettori (come potrebbe apostrofarvi qualche sceneggiatore in didascalie per nulla petulanti e del tutto necessarie), la risposta al quesito è un sonoro sì, e proviene da un amico del blog parecchio attento e rigoroso alla filologia disneyana: Francesco Vacca (a questo link, una interessante chiacchierata che abbiamo avuto un paio di anni fa).
Pubblicata solo pochi giorni fa su Topolino 3661, Topolino e il mistero del fondatore (Vacca/Mazzarello, 2026), promette di fare chiarezza una volta per tutte sulla questione e di rivelare in maniera definitiva le generalità del pioniere responsabile della fondazione dell'urbe calisotiana. Come ci si poteva attendere, l'autore non manca di mostrare fedeltà alle varie fonti e mette in scena un dibattito che vuole i cittadini divisi nell'accreditare il gesto a Esploribus o a Ratt. Inoltre, così come aveva fatto il buon Luca Boschi (che giusto la settimana scorsa avrebbe compiuto settant'anni) con Carolambo Drake, Vacca ci mostra per la prima volta gli odierni discendenti dei due: Astianatte Esploribus e Gemabondo Ratt, decisi a dimostrare la propria verità con ogni possibile mezzo.
Ci sono poi riferimenti alla Tabasco Bay di Topolino e il festival dei bucanieri (Fallberg/Murry, 1956), alla Spavent City di Topolino imperatore della Calidornia (Scarpa, 1961), una data ufficiale della fondazione (22 aprile 1881), e anche il recupero di un personaggio sfortunatamente non molto ricordato: l'antiquario Nataniele Ragnatele. Conoscendo la cultura e la passione dello sceneggiatore, un tale desiderio di sincretismo non sorprende: si pensi a storie come Topolino e l'anomalia concentrica (Vacca/Mazzarello, 2022), in cui ha fatto convivere Uma (da Casty), Marlin (da Concina) e la Spia Poeta (da Walsh); Paperino e il caso zero (Vacca/Cugliari, 2025), in cui ha scontrato Cavillo Busillis (da Scarpa; seguito da una inedita nipote, Arringa) con Red Duckan (da Gervasio) e Sharky (da Barks); o ancora alla corale Topolino e il pianeta ramingo (Vacca/Casty, 2022), in cui si è divertito a inserire tutti i character che gli venissero in mente (purché, ovviamente, funzionali al racconto).
E se pensate che sia finita qui... beh, vi sbagliate! Chi mai potrebbe essere interessato a scoprire chi ha fondato Topolinia più di chi si è già occupato dell'argomento? In quello che considero un omaggio per la nostra conoscenza e reciproca stima, nel rappresentare alcuni giornalisti, l'autore ne delinea uno in particolare, che non poteva che scrivere per... l'Eco del Mondo!
© Disney per le immagini pubblicate.




