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venerdì 19 giugno 2026

Una Minni inedita! (si parla di Minnie Minerva Mouse assieme all'autrice, Giulia Besa)

Qualche tempo fa, un lettore internazionale mi ha chiesto di fornirgli delle fonti fumettistiche che indicassero che il nome completo della nostra cara Minni fosse Minerva. Istintivamente, il mio primo pensiero è stato rivolto a Topolino e il mistero delle collane (De Maris/Gottfredson, 1942), poi, per scrupolo, mi sono spostato su titoli più recenti, quali Minni e la fiera delle ombre lunghe (Nucci/Cavazzano, 2023) e Minni e la leggenda del Capitano Bloom (Nucci/Intini, 2026), finché non mi sono imbattuto casualmente in qualcosa che ha attirato la mia attenzione: Minnie Minerva Mouse (Besa/Saccoman, 2024). Inizialmente, non ho trovato molte informazioni sul web, ma ho potuto immaginare che si trattasse di una sorta di graphic novel sperimentale come era stato The Book of Doom (Blengino, Andolfo/Xella, 2023), di cui avevo scritto qualcosa qui l'anno scorso. Entrambi i racconti hanno, infatti, per protagonista un personaggio disneyano femminile rivisitato in chiave teen e sono firmati da artisti presi in prestito da altre realtà editoriali.


Nello specifico, la celebre Topolina è qui una studentessa assieme ale sue amiche di sempre, Clara e Daisy, e convive assieme alla zia Tilda e allo zio acquisito Wilbert, pasticcione ma molto premuroso. Questa versione di Minni (guai, però, a chiamarla così!) è un genietto con la testa tra le nuvole e competerà con la compagna di classe Serena in un concorso che ha come obiettivo rendere la scuola più "verde". Chi vincerà?

Mentre piazzate le vostre scommesse, ne approfitto per fare due chiacchiere con l'autrice, Giulia Besa, che ringrazio per la disponibilità. Buona lettura!

SC: Simone Cavazzuti
GB: Giulia Besa

SC: Ciao Giulia, benvenuta! Essendo questa la tua prima prova con i personaggi disneyani, vorrei chiederti come è avvenuto il tuo avvicinamento a questa realtà a livello lavorativo.
 
GB: Sono stata contattata direttamente dalla società che si occupava di creare il team per il progetto del graphic novel di Minnie Minerva, che all'epoca era ancora in embrione. Mi hanno detto che avevano letto il mio romanzo Devil. Agnese e il Male, un fantasy uscito per De Agostini editore, e che pensavano che io fossi la persona giusta per scrivere la storia di Minerva. Ho fatto presente che non ero una lettrice di Topolino, e che non conoscevo la lore in modo approfondito, ma mi hanno risposto che Disney in questo specifico caso preferiva uno sceneggiatore che fosse al di fuori del mondo di Topolino. Dopo che ho accettato l'ingaggio, mi hanno fornito vari materiali su cui documentarmi, tra cui un'analisi completa dell'evoluzione del personaggio Minni, dalla sua nascita a oggi. Così, ho potuto approfondire lo storico del personaggio prima di lavorare alla creazione di questa nuova giovanissima Minni, ed è stato interessante.
 
SC: Sicché, sei più legata al mondo Disney dal punto di vista dell'animazione?
 
GB: Sì. Il mio film d'animazione Disney preferito da adulta è Le follie dell'imperatore. Kuzco e Yzma sono insuperabili, l'ironia della pellicola è divertente e intelligente, e la storia oltre a essere comica è anche avventurosa e profonda. Da bambina mi sono emozionata con Ariel quando le hanno strappato la voce, e con Aurora quando si è punta, e ovviamente ho cavalcato in battaglia con Mulan. Ho pianto quando con papà sono andata al cinema e ho visto Il Re Leone, e di notte quando nel lettino avevo paura del buio mi sembrava di vedere i tentacoli di Ursula emergere dalle tenebre... Dello splendido Fantasia, che da bambina con il mio fratellino avrò visto dieci volte, ho ancora il VHS da qualche parte nella libreria.

Mio papà invece era stato un lettore di Topolino, e perciò in casa ne aveva diversi. È anche per lui che ho accettato di scrivere la storia di Minerva. Ho pensato che sarebbe stato felice di sapere che mi avevano chiesto di scrivere della giovane Minni.


SC: In questa storia, vediamo delle versioni alternative di Min... Minerva e delle sue amiche: giovani, intraprendenti e piene di risorse. Qual è stato il processo per definire e costruire i loro caratteri e gli equilibri tra le loro diverse personalità?
 
GB: Lo stesso che uso per i personaggi dei miei romanzi. Devono essere persone vere, e per essere persone vere le devo conoscere profondamente, sapere di loro molto di più di ciò che apparirà poi sulle pagine che scrivo. Avendo avuto una certa libertà per poter scrivere dei vari personaggi, su tutti Minni, Paperina e Clara, ho potuto fantasticare su Minerva e sulle sue amiche in modo abbastanza libero, immaginando le loro dinamiche nel contesto scolastico e fuori, quando si divertono insieme in giro come fanno le ragazzine della loro età. E così sono nate come le potete leggere. Le loro interazioni, in qualche circostanza, si ispirano anche al trio di amiche di cui facevo parte da bambina. Avevo una fonte di documentazione naturale nella mia esperienza, e vi ho pescato qualcosa!

SC: La rivale della protagonista è Serena, una ragazzina "antipatica" che ha un numero davvero esagerato di cugini! Quali sono stati i tuoi spunti per creare questa figura?
 
GB: Serena mi rende felice perché ho chiesto e ottenuto che la "cattiva" della storia fosse ufficialmente italiana! Ovviamente Serena non è davvero cattiva, dal suo punto di vista ha ragione su tutto. Ma di sicuro è l'antagonista di Minerva, e per questo a molti potrà sembrare antipatica. Serena nasce dalla mia fantasia, e visto che anche lei è una persona vera, alcuni aspetti più profondi del suo carattere rimangono nascosti sotto la superficie. Per esempio il rapporto con la madre, che si vede solo in una pagina, ma che per Serena ha un gran peso quando decide di impegnarsi così tanto per vincere i concorsi scolastici. L'unico dettaglio per cui mi sono ispirata a un personaggio già esistente è il neo che Serena ha sul viso: ho chiesto al disegnatore di farle un neo "come quello di Tomie", il celebre personaggio dell'autore di manga horror giapponese Junji Itō. Lo trovavo un riferimento divertente, e anche il disegnatore ha sorriso all'idea, che ha trasposto volentieri sulla pagina.
 
SC: La fantasia di Minerva è ciò che la spinge a trovare soluzioni fuori dagli schemi, a immaginare di riportare in vita i dinosauri e a sognare un futuro come esploratrice alla ricerca di Atlantide... Quali sono i lati della sua natura in cui ti ritrovi di più e che hai sentito più vicino a te mentre la scrivevi?
 
GB: La fantasia e il bisogno di esplorare, certamente. Minni immagina di scoprire e studiare mondi nuovi, di fare viaggi nello spazio e salpare verso terre sconosciute, ed è così che si sente sempre stimolata ed emozionata. Nel mio caso, la stessa funzione necessaria la svolgono i romanzi, la scrittura e la lettura. La creazione e l'esplorazione di centinaia di nuovi mondi, popolati di creature e personaggi che non avevo mai visto. Senza questo non potrei emozionarmi così, e per Minni è lo stesso con la sua passione, la sento molto vicina.


In più con Minni condivido una cosa che a molti sembrerà strana. Da bambina, e anche adesso, ho sempre trovato interessanti e amorevoli le creature che appaiono agli altri un po' strane, o bruttine, o che addirittura possono sembrare malvagie e pericolose. Al paesino di montagna dove andavo in vacanza da bambina, l'aneddoto che raccontano più spesso su di me è quando a quattro anni mi portavo in giro una serpe, e la trattavo come se fosse il mio animaletto domestico. Mi ha anche morsa un paio di volte. Giustamente.

Anche Minni si affeziona agli "animaletti" che gli altri disprezzano: nelle piante carnivore e nei ragni, lei ci vede il bello e l'interessante. Tutti sono capaci di amare la delicatezza e i colori della farfalla, ma Minni sa apprezzare anche le qualità straordinarie della tela del ragno.
 
SC: Per concludere la chiacchierata, ti chiederei anche qualche commento sugli altri personaggi che popolano questa simpatica avventura, in particolar modo la zia Tilda e Wilbert, ma anche l'adorabile gattino Figaro e la misteriosa zia di Clarabella che sembra avere un detto per ogni situazione.

GB: Wilbert è un tipo che mi piace molto, perché è uno zio paziente, che davvero vuole bene a Minerva, e pensa che sia una giovane ragazza intelligente e con enormi potenzialità per il futuro. A suo modo si impegna a sostenerla, pur combinando pasticci. È a suo modo anche un artista in cucina: come faceva mio papà — che però cucinava meglio!  cambia ogni ricetta un po', con "il tocco dello chef", prima di metterla in pratica.

Zia Tilda è una donna che ammiro perché si è dedicata alla scienza e, nella mia idea quando ho progettato la storia, ciò ha molto ispirato Minerva nella sua crescita. Per la passione di zia Tilda nello smontare gli oggetti elettronici mi sono ispirata a mio marito, che come lei lo faceva fin da bambino, spinto dalla curiosità di vedere davvero come funzionassero. 


Il gattino Figaro poi è stato un piacere vero da scrivere, perché io proprio come Minerva vivo in simbiosi con la mia gatta, che si chiama... Gattina! Proprio Gattina! Ecco un'altra cosa che decisamente abbiamo in comune. In ogni romanzo che scrivo inserisco un gatto, ormai da più di un decennio, quindi era solo naturale che anche Minerva avesse un compagno felino fidato, che le sta vicino nei momenti belli e in quelli brutti. Chissà che qualcuno dopo aver letto il graphic novel non decida di adottare un micino... glielo auguro.

Ah! La zia di Clarabella. Lei è una persona molto particolare, che ha fatto tantissime esperienze, quasi come se fosse una tartaruga centenaria... Chissà che non sarà possibile conoscerla meglio in futuro!

© Disney per le immagini pubblicate.
Ps. Al momento, Minnie Minerva Mouse è stata edita solamente in Germania (forse, alla fine, studiare tedesco per otto anni tra scuole medie e superiori è servito a qualcosa...), ma il sottoscritto si auspica che possa arrivare anche qui da noi perché è davvero davvero davvero simpatica!