mercoledì 20 luglio 2011

"Ma è una coincidenza…?" (da Premio Papersera 2011: Don Rosa)

Quella che stiamo per prendere in considerazione è una storia commemorativa realizzata dall'autore del Kentucky nel 1998, per festeggiare il cinquantesimo anniversario dalla creazione di Gastone Paperone (Gladstone Gander), operata dall'Uomo dei Paperi, Carl Barks (1901-2000), nella storia “Paperino lingualunga” (Wintertime Wager).


Dell'antipatico cugino fortunato esistevano già due prototipi: uno apparì nel lungometraggio “Chicken Little” (1943), col nome Lucky Ducky; l'altro invece apparve nel cortometraggio “The Spirit of '43” (1943), per quale fra l'altro, lavorò anche il grande Barks.

Gastone Paperone, qui alla sua quattordicesima apparizione nell'opera donrosiana, è il vero protagonista di quest'insolita commedia, ambientata in Calisota, paese di barksiana memoria, citato per la prima volta in “Paperino contro l'Uomo d'Oro” (The Gilded Man; 1952), situata, secondo Don Rosa, nel terzo superiore della California.

A dispetto dell'equazione “Gastone = Fortuna”, in questa storia, veniamo a conoscenza della sfortuna del papero, che sarà tema ricorrente per altri autori (soprattutto italiani) negli anni duemila.

Quasi per paradosso, il borioso ed impomatato ocone è sfortunato solo durante il giorno del suo compleanno, nel quale è appunto letteralmente abbandonato dalla sua proverbiale buona sorte.

Nel corso della storia, come già detto ambientata in Calisota, Gastone si trova alla prese con la sua (s)fortuna, mentre cerca di scappare alla festa di compleanno organizzatagli da Paperina, la Daisy Duck introdotta nelle strisce giornaliere da Al Taliaferro nel 1940 e per la quale Paperino e Gastone hanno spesso lottato, a partire dalla seconda apparizione di quest'ultimo, in “Paperino milionario al verde” (Gladstone returns; 1948), nella quale i due cugini, vantando le loro immense ricchezze ed i loro doviziosi possedimenti, non hanno i 5 dollari necessitati da Paperina per il suo club, soldi che, come ricordiamo, le verranno donati da Qui, Quo e Qua, travestiti da anziano signore.

Tutto iniziò un giorno di luglio1 di tanti anni fa... Un giovane Nonno Papero (Dabney Duck) assume un giovane che assomiglia a Paperone2 per imbiancare il granaio della fattoria ed egli dipinge, per augurare fortuna ai nascituri, all'entrata ed all'uscita del granaio, uno “Scalognofugo Triplo”3 .

Mentre egli lo sta dipingendo, nasce Daphne Duck, madre di Gastone e zia di Paperino, nasce ed acquista dunque, grazie all'influsso benevolo dello scalognofugo, un'incredibile buona sorte, la quale verrà tramandata ai suoi figli ed ai figli d'essi, ai futuri Paperone.

Anni dopo, quello stesso giorno di luglio, nasce, da Daphne e Gustavo Paperone (Goosetail Gander), il fortunato Gastone, predestinato e perennemente baciato dalla buona sorte.

Lo stesso giorno ancora, questa volta del 19324 , i nonni organizzano una festa di compleanno doppia, per Gastone e madre e Paperino, invidioso della fortuna del cugino, decide di fargli uno “scherzetto”; lo porta sul retro del granaio e lo appende con una fune per cospargerlo di uova marce, ma Gastone viene colpito da un fulmine: è l'inizio della fine!

Da quell'anno, ogni anno, il giorno del suo compleanno, a Gastone ne capiteranno di cotte e di crude; per questo motivo, infatti, nessuno riuscirà, nel corso dei decenni, ad organizzargli mai una festa di compleanno, poiché egli, pieno d'orgoglio per essere il prediletto della Dea Bendata, si nasconderà per paura che i suoi amici ed i parenti scoprano il suo terribile segreto e che Paperino lo sbeffeggi per essere, in fondo in fondo, un papero umano, come tutti gli altri.


Analizziamo ora meglio i tempi, i luoghi ed i personaggi...


TEMPI:


  • La storia si svolge principalmente nel presente, individuabile, per Don Rosa, negli anni '50 del secolo scorso. Il tutto si svolge in meno di una giornata – anzi – il tutto ha la durata di un'ora o due.

  • Gastone pensa ad un giorno, – che l'autore ci mostra – del suo passato. È il giorno del suo dodicesimo compleanno, quando Paperino lo appende al granaio.

  • Anche Nonna Papera ha un ricordo, – mostratoci anch'esso dall'autore del Kentucky – si tratta del giorno in cui Daphne, la madre di Gastone nasce ed in cui il giovane papero dipinge lo Scalognofugo.


LUOGHI (scene):

  • La storia si apre con Paperino e nipoti che si trovano a casa loro e Paperina va lì a prelevare Paperino per andare a prendere Gastone ed accompagnarlo alla festa.


  • Dopo aver “arruolato” Paperino, i due si dirigono a casa di Gastone, il quale sta pensando a quali terribili sventure gli potrebbero accadere se mettesse i piedi fuori di casa ed ha un ricordo.

  • Durante il ricordo, ci troviamo nella fattoria dei nonni, nelle campagne di Paperopoli.

  • Finito il ricordo, Gastone si mette in viaggio per sfuggire alla sfortuna, prende un taxi per scappare da Paperopoli, ma poco dopo si ritrova in un ristoro per camionisti, per colpa di un vecchio carro attrezzi.


  • Gastone decide di farsi dare un passaggio da un camionista, ma quello deve passare dalle parti della fattoria di Nonna Papera (il luogo della festa) e quindi Gastone cambia idea.


  • Gastone prende il treno, ma, rimasto da solo nella carrozza-salone, essa si stacca dal resto del treno ed egli precipita a bordo di una chiatta in mezzo al fiume.


  • A pochi passi dal fiume, si trova l'aeroporto di Paperopoli e Gastone prende un volo per Nome, Alaska.


  • Durante il volo, un meteorite colpisce l'aereo proprio dove sta Gastone ed egli finisce sopra ad un pallone meteorologico.

  • Il pallone si sgonfia e Gastone precipita proprio alla fattoria di Nonna Papera.

FINALE:


Gastone viene colpito da un altro fulmine, all'ingresso del granaio e torna fortunato anche il giorno del suo compleanno.


PERSONAGGI:


  • Paperino. Visto fin dalla prima vignetta; Paperino mostra, in questa storia, un atteggiamento incline all'autodistruzione, l'autore lo muove con molto sadismo


  • Qui Quo e Qua disprezzano il comportamento “vendicativo” di Paperino, ma, alla fine, lo aiutano quando viene colpito da un fulmine.


  • Paperina è abbastanza marginale ed è in sintonia con il lettore (si pone le stesse domande).

  • Gastone è l'eroe in movimento, egli non sopporta il pensiero che qualcuno sappia della sua personale maledizione e ne fa di ogni per scappare dalla festa a lui organizzata.

  • Quackmore Duck, Ortensia De' Paperoni, Daphne Duck e Lulubelle Loon sono solo delle comparse che possiamo ammirare alla fattoria di Nonna Papera durante la festa di compleanno doppia. Tutti loro, ad eccezione di Daphne, non parlano nella storia.

  • Il tassista è un uomo simpatico che accompagna Gastone fuori città, ma dovrà fermare le sue intenzioni, quando verrà agganciato da un carro attrezzi.

  • Il carro attrezzi è il contrario di ogni stereotipo immaginabile. Egli infatti, uomo rozzo ed ignorante, trasporta il suo vecchio e sgangherato veicolo ascoltando Wagner a tutto volume.

  • Il camionista a cui Gastone chiede passaggio è disponibile, ma deve prima consegnare una certa torta di compleanno (quella di Gastone) ad una certa fattoria (quella di Nonna Papera).

  • Il controllore ed i passeggeri del treno rappresentano il destino: il primo fa accomodare Gastone nella carrozza-salone; i secondi, invece, l'abbandonano per un pranzo gratuito, lasciando Gastone alle prese con la sua sfortuna.

  • I comandanti dell'aereo, quando scoprono che Gastone è caduto, pensano subito al denaro (ipocrisia del potere).

  • Nonna Papera fa da tessitrice e spiega come è nata la fortuna di Gastone.

  • Zio Paperone vive con un certo disinteresse la vicenda, pensando più che altro ad i propri utili.

  • Nonno Papero è mostrato sia nel ricordo di Gastone sia in quello di Nonna Papera; un onesto contadino che, come recentemente affermato scherzosamente da Don Rosa sul nostro forum: “probabilmente è stato investito da Ciccio con un trattore!”.

  • Il pittore assunto da Nonno Papero è un must una conditio sine qua non, una spiegazione “plausibile” alla fortuna di Gastone.

  • Nella storia appare anche Ciccio, ma si trova appisolato a tavola.

CITAZIONI (e omaggi):

  • La torta che deve essere consegnata dal camionista, si trova in una scatola della “PASTICCERIA BYRON”. “Byron” altri non è che Byron Erickson, il “creative leader” della casa editrice Egmont (già Gutenberghus), nonché editor di Don Rosa.

  • Nella storia è presente un'autocitazione dell'autore; infatti, alla fine, Paperone recupera i vuoti delle bottiglie di gassosa, come in “Paperino e il genio del compleanno”.


La storia è ricca di battute riuscite e comprende il tormentone “Ma è una coincidenza...?” (riferito alle azioni sfortunate di Gastone); nello schema sottostante vediamo la data della prima pubblicazione in Italia ed in America.




Titolo

Data di prima pubblicazione


Italia

Paperino e lo scalognofugo triplo

Settembre 1998

America

The Sign Of The Triple Distelfink

Aprile - Giugno 1998


Note:

1 In realtà, nella storia, non è specificata la data, ma, tanto per avere un punto di riferimento, ci riferiamo a “Gastone e l'eclissi di sfortuna” (1962), di Barosso/Scarpa, nella quale è detto che Gastone compie gli anni in luglio.


2 Ovviamente, essendo la scena ambientata intorno al 1870, quel giovane non può essere Paperone, che giungerà a Duckburg solo nel 1902.


3 Il famoso “Scalognofugo Triplo”, altro non è che un semplice cardellino (dipinto tre volte), simbolo, per alcuni popoli europei, di felicità e fortuna.


⁴ Come il mese, l'anno non è specificato nella storia di Don Rosa, esso ci viene fornito dal collezionista e studioso di fumetti Disney Andrea Salimbeti, che, fra l'altro, partecipa anche alla realizzazione di questo libro


domenica 26 giugno 2011

Lars Bylund VS Floyd Gottfredson

Come promesso in questo post, scorrendo le tavole di "Mickey Seals for Treasure Island" (1932), ho potuto fare un parallelo tra le strisce di Gottfredson e quelle copiate da Bylund. 

Ecco un confronto:
























Le vignette di Gottfredson provengono dalle strisce del 07-28-1932, 08-15-1932, 08-18-1932, 08-20-1932, 09-02-1932, 09-03-1932, 10-21-1932, 10-31-1932, 09-09-1932, 09-24-1932, 09-30-1932.

© Disney per le immagini pubblicate.

mercoledì 22 giugno 2011

Ancora DeMolay

 In appendice a quanto scritto in questo articolo, ecco a voi una nuova striscia restaurata.



© Disney per l'immagine pubblicata

mercoledì 1 giugno 2011

Una nuova storia di Don Rosa (di Andrea Cara)

Keno Don Hugo Rosa, o più semplicemente Don Rosa, è molto ben conosciuto da tutti noi

fan dei fumetti Disney per la sua saga “The Life and Times of $crooge McDuck”, ovverosia la “Saga di Paperon de’ Paperoni”, in cui racconta in maniera dettagliata, saccheggiando a piene mani dall’opera del grande Carl Barks, episodi e frammenti della vita e delle opere del papero più ricco del mondo. E’ quindi una vera e propria biografia a fumetti di Paperone, sulla falsariga di una Graphic Novel, che gli ha fatto meritare l’Eisner Award nel 1995.


Mentre il nostro Don è a ben titolo riconosciuto ed apprezzato in tutto il mondo per le sue trasposizioni a fumetti delle avventure dei paperi più famosi del mondo, il suo rapporto con Mickey Mouse, il nostro beneamato Topolino, è a dir poco negativo. In questo, per lo meno in parte, ricalca quanto era già successo con Carl Barks, il quale, non avendo nelle sue corde il Topo del Calisota, ha disegnato, in tutta la sua lunghissima carriera, solo una storia con Topolino come protagonista, Topolino e il mistero del cappellino rosso (The Riddle of the Red Hathttp://coa.inducks.org/story.php?c=W+OS+++

79-01).


Don Rosa si è spinto più in là, se possibile. Benché Don Rosa sia stato interessato a disegnare solo storie legate al mondo dei paperi, spesso e volentieri troviamo nascosti dei piccoli Topolini, o semplicemente le inconfondibili teste, in singole vignette di molte delle sue storie (i cosiddetti Hidden Mickeys).


Anche in questo il cartoonist del Kentuky risulta un maestro, essendo in grado di produrre gag divertentissime mostrando Topolino in situazioni a dir poco umilianti.

Un esempio per tutti: a pagina 6 del sesto capitolo della saga di paperone, Il Terrore del Transvaal (http://coa.inducks.org/story.php?c=D+92273&search=il%20terrore%20del%20transvaal), troviamo Topolino spiattellato sotto il peso della zampa di un elefante; non è propriamente una posa dignitosa!


Nonostante tutto, Don Rosa ha trovato il modo di omaggiare Topolino in una singola storia, per la verità mai pubblicata nella sua forma definitiva, dove compare in compagnia di Pippo, quest’ultimo disegnato da Barks nella stessa storia (Barks ne aveva disegnato anche un lontano parente in una storia con Droopy come protagonista; insomma, una bella confusione!).


Ci fa quindi piacere in questa sede presentarvi le prime due tavole della storia sotto forma di storyboard, o sceneggiatura disegnata, in cui compare Topolino, e disegnata da Don Rosa nell’ormai lontano 1989, dal titolo “The Starstruck Duck” (http://coa.inducks.org/story.php?c=D+2004-277), che

viene pubblicata per la seconda volta oggi nel volume Walt Disney Treasury: Donald Duck Volume 1 della BOOM!


C’è da dire che come sempre i paperi sono i protagonisti, ed in particolare Paperino, che con una sfilza di divertentissime gag incontra Topolino e Pippo solo nell’ultima pagina, dove peraltro risultano gli uni agli altri dei perfetti sconosciuti.


Ma come mai Don Rosa ha deciso di disegnare questa storia?


Il modo più semplice per rispondere a questa domanda è di riportare la traduzione del testo originale che Don Rosa ha inviato alla Egmont per la sua inclusione nel secondo volume della serie Disney’s Hall of Fame dedicato a Don Rosa, pubblicato nei paesi scandin

avi e in Germania, dove la storia era stata pubblicata per la prima volta.

Eccola quindi di seguito:


“Alla fine del 1988, la Gladstone mi chiese di disegnare una storia molto speciale! Il parco divertimenti a tema della Disney-MGM Studio (oggi i Disney’s Hollywood Studios [n.d.t.]) era in fase di completamento e la Disney aveva chiesto alla Gladstone Comics una storia con Paperino come protagonista per promuovere il nuovo parco; un compito che gli editori hanno passato a me. Tutto questo è stato particolarmente interessante, dato che sono stato invitato per una visita speciale come VIP nel parco ancora in fase di completamento! Mi sono quindi fermato a DisneyWorld mentre tornavo da una vacanza di Natale alle Key West, e ho fatto un bel giro per tutto il parco giochi. Ho preso varie note e fatto diversi schizzi che avrei poi usato per una storia con Paperino ambientata nel parco. Quando ero piccolo, nella metà degli anni cinquanta, i fumetti Disney della Dell a volte presentavano storie dove Paperino o Topolino o gli altri personaggi Disney visitavano l’allora nuovissimo parco di divertimenti Disneyland in California; storie promozionali sicuramente richieste dalla Disney così come ora mi veniva chiesta una storia promozionale dalla Gladstone. Il modo in cui funzionavano quelle vecchie storie della Dell era che avremmo visto Paperino portare i suoi nipoti a Disneyland per poi, dopo circa una pagina, dire “sapete, questo mi ricorda quando…” e la storia sarebbe passata dall’ambientazione Disneyland ad un racconto ambientato da qualche altra parte. Beh, io volevo fare qualcosa di meglio! Tutta la mia storia si sarebbe svolta nel nuovo parco di divertimenti della Disney-MGM. Paperino avrebbe interagito con ogni attrazione del nuovo parco, con precisione geografica. Avrei poi inserito molti riferimenti divertenti a vecchi film e storie della Disney. E avrei anche utilizzato Topolino nella storia!

Ora, alcuni di voi sapranno che a mio parere personale nell’universo di Paperino, Topolino non esiste veramente. Almeno non come un compagno con cui Paperino potrebbe talvolta interagire. Ma ho pensato che sarebbe stato divertente, se avessi usato Topolino come fosse un famoso movie star nel mondo di Paperino e se l'azione avesse coinvolto un inseguimento da parte dei Keystone Kops (un famoso gruppo di poliziotti incapaci utilizzati nei film comici muti del produttore Mack Senneck tra il 1912 e il 1917 [n.d.t.]) attraverso il parco quando Paperino cerca di ottenere l'autografo del famoso Topolino. Alla fine ho pensato di avere fatto davvero un magnifico lavoro! Ho trascorso la maggior parte di gennaio creando un capolavoro che promuoveva ogni metro quadrato di quel nuovo parco a tema. Ma la storia non è stata mai prodotta. Disney ha respinto il mio script quando Gladstone glielo ha mostrato. Si potrebbe pensare che la ragione per il rifiuto fosse la maniera bizzarra in cui avevo utilizzato Topolino nel contesto della mia personale visione dell'universo dei Paperi. Si potrebbe pensare che fosse perché ho fatto troppi riferimenti a vecchi film o altri personaggi che sarebbero stati capiti solo da dei cinefili come lo sono io. Si potrebbe pensare che sia successo perché la gag di chiusura era basata su un vecchio modo di dire che potrebbe non essere più capito (e che magari gli europei potrebbero non capire?): “non ricordo il suo nome, ma la sua faccia fa suonare un campanello”. Ma no, nessuno di questi. Il motivo che mi è stato dato per il rifiuto della Disney era che hanno pensato che la mia storia era “troppo commerciale”. BOING! Eh? Non era proprio questa l’idea?!

Comunque, questo è l’unica storia dei Paperi che ho mai scritto che è stata respinta e di cui non ho completato la stesura. Ma ho salvato naturalmente il mio script/storyboard ed Egmont mi ha ora chiesto di utilizzarlo qui in questo volume, inserita in maniera cronologica, dove viene quindi stampato per la prima volta al mondo!”

















Images are © Disney and MGM

domenica 29 maggio 2011

Interview with Pat Block

Oggi vi propongo un'intervista fatta al cartoonist americano Patrick Blog.


Hi Pat! Do you prefer drawing stories or writing them?

Well, it is all the part of the same process to me. The separating of comics into writing and drawing is strictly an artificial practice, invented by the comic book studios to streamline the process. The artform is a combination of writing and drawing.


Are you self-taught or did you attend any art school?

Edinboro University of Pa. BFA Degree.



By which past Maestro are you inspire the most?

Carl Barks was the artist I devoured the most comics of during my childhood. John Stanley, of Little Lulu fame
, was a close second. As an adult, I really enjoy Gray's Orphan Annie, Capp's Lil' Abner, McCay's Nemo, Foster's Prince Valiant, and Goseki's Lone Wolf and Cub.


Which kind of stories do you prefer, I mean humor, thriller, adventure, what else...?

I read quite a lot, and prefer adventure-type tales, science fiction, mysteries, horror, fantasy. As far as writing, I like mystery type tales a lot for the ducks.


What is your process when writing a new story?

Shelly and I work together. Her skills are very character oriented; she is better with gags than me. Generally she comes up with good ten page plots, I am the one who breaks them down into length/format. I'm good with pacing, and she is great with Donald'd personality.

She comes up with the ideas f
or the shorted Egmont tales for the most part. She gives them to me, I thumbnail them and send them back to her to fill in gags where needed.


Which Disney character do you like most? Why?

I've always enjoyed the nephews the most. I like how they take charge and are capable, more so than Donald or Scrooge at times. I like their three-speaking as one gimmick, the way they stack atop one another, and how cute they look in hats. They are the simplest in design, and in some way very pure cartoons, like the early Mickey.


Not many people know that you also paint. When did you start doing it?

In the sixth grade. I still own a gouache I drew in Mrs. Hamilton's class of the big old house across the street from the school.

I actually minored in painting in college. I've always enjoyed it, and have been painting in watercolors with the Disney characters all along. The oils I've been doing now for the past 8 or so years.



Where do you work?

We work right out of our home in southwestern Pennsylvania. It's a fair sized tudor sort of older home. We have an art school, Art Quest, we run in what used to be our basement. It's Shelly's school, I help out. I teach guitar there, and occasional drawing classes.

Upstairs, I have a studio in one of our bedrooms for my duck stories, and a separate sunroom for oil painting in that is very pretty.



What instruments do you use?

My published stories are drawn with Winsor Newton Series 7 Brushes exclusively on Strathmore Seris 500 Bristol Board, 3 ply. I use FW Acrylic Ink, Yarka St. Petersburg imported watercolors, and ARCHES watercolor paper. I only use the best materials for everything. You only live once, and I try to give everything I do 100% effort.


You started drawing Hazel the Witch. What did you like of her?

My collector friend Ron Fernandez and I broke into Disney comics back in 1993. He was a fan of Hazel, and write the first four stories I drew. Two of these tales use this friendly, confused witch, and I suspect Ron took her much further, and with better characterzation, than the Disney studio ever did in it's short with her.


You also drew the first version of Barks' SOMEWHERE IN NOWHERE. How did it feel ?

The day Carl asked me to draw 'Somewhere in Nowhere', I fell off my art stool, I was so excited. I had met him the previous year at Steve Geppi's place, and he had already read and enjoyed our story, 
'Three Little Cupids', and that story convinced him to use me for SIN.

The only better m
oment I can recall as a working artist is when I took the inked art out to show to him, and he very kindly told me that he liked the story very much, and pointed out that some of the pages were "Just as he would have done it."


No matter how long I work as an artist, I will never hear anything that sounds sweeter than that.


Your last published story, The Case of the Missing Mummy, reminds me a bit of Barks. Is that true to you?

Does it? I've been forced to work somewhat smaller in recent years, than in my earlier stories because of a lack of scanners large enough at the publisher to hold the darn pages. I felt somewhat cramped on this story, but I am always glad to hear any comparison to Carl.

'The Case of the Missing Mummy' was a sort of experiment- an unusual story premise. The entire tale takes place inside the museum, which was a challenge I wanted to set. I was interested in seeing if I could hold interest for a long story like this, for that length of time. It is a detective mystery story, and I wanted it to actually be interesting and 'solvable'. Too often stories of this ilk are illogical or, have no way to solve them before the end.

This was a tough story to pull off, but it was fun and interesting. Hopefully people enjoyed it!



Who do you feel you should  thank the most for your career (except your w
ife Shelly)?

My grandmother started me down the road to being a Disney cartoonist. She bought countless "funny books" as she called them, and read them to me at an extremely early age. I still have a couple of coverless issues she bought me when I was only 3 or 4 years old. She read them to me so many times I had them memorized, and could recite them back to her before I could read.

I probably have read some of Carl's stories a hundred times each. There's nothing like infinite familiarity to drive his storytelling style deep into one's subconscience!




Images are © Disney

domenica 15 maggio 2011

Fantagraphics pubblica la Gottfredson Library

Si è sentito parlare di crisi, di rinvii, di annullamenti vari ed invece è uscito, senza problemi, il primo numero della Floyd Gottfredson Library.

Il costo del volume è di 29 dollari e 99 cents e le pagine sono poco meno di 300. Il primo volume contiene classiche avventure come quella del Gatto Nip, della Death Valley e di Felice il Bel Gagà. Inoltre, sono contenute molte strisce autoconclusive dei primi anni '30, molte illustrazioni e commenti degli esperti, fra i quali il curatore dell'opera, David Gerstein.

I primo numero permette ai lettori americani di leggere le tre strisce apocrife di Giorgio Scudellari e una tavola, ormai ben nota ai collezionisti più attenti, di Guglielmo Guastaveglia.

Il tempo stimato per il completamento dell'opera è di circa 15 anni (mese più, mese meno). Per il momento ci godiamo un'anteprima delle prime 19 pagine del volume.

http://pdfcast.org/pdf/gottfredson-library-preview-19-pages

venerdì 6 maggio 2011

Le strisce del Cordone DeMolay restaurate!

Come ad alcuni è noto, il Cordone DeMolay (Internation DeMolay Cordon) pubblicò, agli inizi degli anni '30, alcune strisce di Topolino, ovviamente con il permesso di Disney (membro del Cordone), disegnate dal buon Fred Spencer.

Alcune di queste strisce, ovviamente provate dal tempo, sono state recuperate dallo storico Paul F. Anderson, del Disney History Institute e da lui restaurate digitalmente. Un esempio di questa operazione è l'immagine del Topo qui a destra che vediamo qui a sinstra nella versione originale rovinata.

Le strisce di Spencer, praticamente sconosciute, sono reperibili nel sito dell'Istituto, che fra l'altro mette in vendita oggetti Disney Vintage e rari molto interessanti.

Vi propongo qui le versioni originali e restaurate delle suddette che sono quindi da considerare delle interessanti scoperte storiche, al pari di quadri inediti di Hopper o di manoscritti inediti del D'Annunzio. Buona Lettura! (cliccate sulle immagini per ingrandire)



























© Disney per le immagini pubblicate